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Il grafico punto e figura

di Pietro Paciello

In analisi tecnica, il grafico Punto e Figura rappresenta l’andamento del prezzo di un titolo finanziario utilizzando solo il prezzo e non il tempo. Consiste in una serie di colonne composte da due simboli X e O. Ogni simbolo corrisponde a una seduta, la X indica una sessione positiva mentre la O una sessione negativa.

A differenza delle altre metodologie precedentemente descritte, il grafico P&F (Point & Figure) non prende in considerazione il fattore tempo, mentre attribuisce grande ed assoluta rilevanza alle "variazioni" ed alla "direzione" dei prezzi, permettendo quindi all'analista di focalizzare la propria attenzione sui movimenti "operativamente più consistenti e quindi rilevanti" di una particolare fase di mercato.

Un altro fattore di differenziazione è costituito dal fatto che il grafico P&F non tiene in alcuna considerazione i volumi scambiati, cosa impossibile da fare visto che non sarebbe possibile distribuirli uniformemente data l'assenza di una scala temporale di riferimento.

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Come visibile sul grafico allegato, grazie al grafico P&F, molto utilizzato dagli analisti statunitensi, ci sarà possibile determinare l’andamento di un determinato titolo facendo a meno della fissità e rigidità della sequenza temporale, e, soprattutto, riusciremo a filtrare tanti piccoli ed inutili movimenti intermedi che, pur non alterando la tendenza di fondo, renderebbero più difficile l’interpretazione del grafico stesso.

Costruire un grafico punto e figura


Passando all'aspetto pratico, ossia alla "costruzione" di un grafico P&F, una volta individuata la cosiddetta "unità di escursione" ("box"), procederemo a riportare un punto o una croce a seconda che il prezzo del titolo stia salendo (punto) o scendendo (croce) di una misura superiore alla unità di escursione (box) stabilita inizialmente. Quanto più grande sarà "box" prescelto, tanto più "chiaro" e "ripulito da movimenti secondari ed ininfluenti" risulterà il grafico oggetto dei nostri studi: la scelta del "giusto" box, aspetto determinate e delicatissimo, dipenderà dall’esperienza e dal tipo di operatività – con orizzonte temporale più o meno lungo – che intenderemo adottare.

La peculiarità di questo approccio grafico è che per dare inizio ad una colonna di croci, se fino ad ora si stavano tracciando dei punti, il titolo dovrà registrare un rialzo pari a due o tre unità di escursione (box) a seconda dei parametri prefissati. In pratica, per invertire un eventuale trend in essere, sarà necessaria una variazione abbastanza consistente, definita "reversal".

Il reversal potrà essere pari a due, tre, o "enne" volte il box: anche la scelta del reversal, come quella del box, sarà importantissima e soggettiva, e contribuirà in maniera determinante a rendere più o meno affidabile l'analisi del grafico.

Un esempio pratico ci viene dall'operatività in stretto trading (intra-day) da molti praticata sul Future S&PMib: in tal senso il box potrebbe essere fissato a 100 punti, ed il reversal potrebbe essere pari a tre volte il box, ovvero 300 punti. Una scelta di questo tipo comporterà l'assunzione di uno stop loss di 300 punti circa su ogni singola operazione.

Grafico punto e figura, l’importanza del box


Da quanto sopra emerge chiaramente che l’entità del box – e del corrispondente reversal – non potrà essere una variabile rigida ed indipendente dalla volatilità del mercato e dalla propensione al rischio del trader: se il mercato risulterà molto volatile, con escursioni giornaliere medie del 2-3%, sarà compito del trader valutare la possibilità di "sopportare" stop loss più ampi, impostando un box di 200 punti e, conseguentemente un reversal di 600 punti. In definitiva, ogni trader dovrà scegliere i parametri (box e reversal) più confacenti alla propria operatività, tenendo ben presente che aumentando l'entità del box riusciremo sicuramente ad eliminare/filtrare movimenti poco significativi dei prezzi, ma correremo il rischio di "filtrare" eccessivamente il mercato.


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Pietro Paciello
ppacie@tin.it

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