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Primo: eliminare l'azzardo

Una delle questioni più dibattute in campo finanziario riguarda la ripartizione dell'investimento. E' opinione diffusa che la proporzione tra componente azionaria ed obbligazionaria debba essere ricondotta a criteri di scelta soggettivi ed in ogni caso dipendenti dal "profilo di rischio"

di Giancarlo Marcotti

Io ritengo che il profilo di rischio sia una delle tante leggende che sono proliferate in campo finanziario. Nella realtà la distinzione è tra due tipologie di investitori: chi crede nei mercati borsistici e chi li teme. Coloro che appartengono alla seconda categoria dovrebbero limitarsi a comprare dei Bot.

L'investimento in borsa richiede scelte chiare e nette. Annacquare il proprio investimento bilanciandolo tra azioni ed obbligazioni è controproducente. L'andamento dei mercati deve suggerire strategie che privilegiano nella loro totalità azioni oppure obbligazioni. Per il momento non tratterò l'investimento al ribasso che sarà argomento di uno dei prossimi articoli.

E' opportuno sottolineare che l'investimento azionario per il periodo 1997/2000 sarebbe stato una buona idea indipendentemente dall'aver avuto un "profilo di rischio" molto basso, così come per il periodo 2000/2002 sarebbe stata una pessima idea anche per "profili di rischio" molto elevati. Essere aggiornati, tenersi informati diventa quindi fondamentale.

L'investitore è tenuto a prendere decisioni che necessitano di competenza e professionalità: non è possibile concludere una giornata di lavoro senza conoscere i valori di chiusura del Dow Jones e del Nasdaq. Affidereste un solo centesimo dei vostri risparmi ad un operatore che inizia la propria giornata lavorativa senza conoscere i valori di chiusura del Nikkei e del Kospi?

Gestire denaro comporta quotidianamente la necessità di fare scelte. Non è facile! Pensate al fiume di dati che ci vengono propinati: macroeconomici, microeconomici, indicatori "di fiducia". Una navigazione a rischio di naufragio se non si hanno validi punti di riferimento. Un indicatore dovrà servirci da faro: il livello dei tassi di interesse.

Nei periodi dell'investimento obbligazionario si devono sempre preferire emittenti con alti rating, in quei momenti il guadagno in conto capitale ci sarà fornito dalla probabile diminuzione dei tassi di interesse. Prudenza!

Diverse e senz'altro più stimolanti  le decisioni da prendere nei momenti di investimento azionario. Due in particolare le scelte da compiere: i mercati su cui agire ed i comparti da privilegiare per arrivare a selezionare le azioni sulle quali investire.

Ricordiamoci sempre che in ogni momento, in qualche parte del mondo, qualcuno sta guadagnando, e noi dovremmo essere lì a cogliere quelle opportunità.

Chi opera sui mercati sa bene che le decisioni di acquisto generalmente non creano preoccupazioni. Sono le decisioni di vendita, sempre accompagnate da rimpianti e rimorsi, le più difficili da prendere. Al punto che il buon gestore è colui che sa quando vendere.

Resto allibito quando da investitori con una certa esperienza, e perfino istituzionali, sento dire che la decisione di vendita è stata presa in base al prezzo di carico. Che sciocchezza! Forse il  titolo conosce il prezzo al quale noi l'abbiamo acquistato?

E' ovvio che le sue variazioni future non dipendono da questo. La decisione di vendita si deve solo ed esclusivamente basare sulle previsioni che noi abbiamo del titolo.

Il denaro va quindi gestito in maniera oculata, eliminando il più possibile l'azzardo, ma non il rischio che invece ci fornisce quel "valore aggiunto" che ricerchiamo.

Non si deve temere di speculare, se questo ci porta maggior utile, ma .... e qui mi fermo perché sarà proprio la speculazione l'argomento con cui mi confronterò nel prossimo articolo.


Giancarlo Marcotti
giancarlo.marcotti@finanzainchiaro.it


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