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Opzioni Call, una giornata in borsa

...un valido esercizio, per chi ha una certa dimestichezza con Excel, è quello di scaricare ogni giorno i dati ufficiali di Borsa Italiana e di organizzarli in Cartelle di Windows...

di Francesco Caranti

copertina-guida-trading-opzioni-carantiCome già Vi abbiamo segnalato nelle scorse settimane, sono quasi pronti i due nuovi libri di Francesco Caranti. La prima opera uscirà alla fine di marzo, la seconda a fine aprile.
I titoli dei due libri saranno:

- Scacchiere di Opzioni – Un Run in pratica
- Guida al Trading con le Opzioni

Soldionline Vi terrà informati sulle loro uscite!


Come già dicevamo la volta scorsa, il modo migliore per prendere confidenza col prezzo delle Opzioni è certamente quello di trascorrere un po’ di tempo davanti al Book o al Sito di Borsa Italiana.

Abbiamo più volte osservato che i prezzi delle Opzioni dipendono dalla fluttuazione del Sottostante, dallo Strike da raggiungere e dal Tempo residuo.

Sono d’accordo con voi sul fatto che all’inizio non sia facile familiarizzare coi prezzi anche e specialmente perché, nella valutazione delle Opzioni, il Mercato sconta la Volatilità che, in definitiva, è il quarto elemento in gioco.

Un valido esercizio, per chi ha una certa dimestichezza con Excel, è quello di scaricare ogni giorno i dati ufficiali offerti dai siti Finanziari e di organizzarli in Cartelle di Windows.

La vostra fantasia farà il resto: potrete divertirvi a creare grafici, stimare i prezzi, calcolare le medie e cominciare ad attrezzare un semplice laboratorio per le vostre ricerche.

Ma prima ancora di entrare nel vivo di una giornata di Borsa (l’8 settembre 2004) mi preme sfatare, una volta per tutte, alcuni preconcetti sulla liquidità delle Opzioni poiché da più parti si sente dire che questo Mercato è poco trattato, sterile e sottile.

Vi confermo l’esatto contrario: chi lo dice non sa e non conosce. E’ solo una leggenda o forse un ingenuo escamotage per evitare un argomento di per sé molto ostico.

Infatti, oggi in questo Corso, abbiamo la possibilità di fare tutte le verifiche che servono tramite l’elaborazione dei dati per dimostrare il contrario.

Per smentire il preconcetto della scarsa liquidità del Mercato OSPMIB sono andato un po’ indietro nel tempo, campionando il 2003, uno tra gli anni meno felici della Borsa.

Il 2003 ha risentito il reflusso delle Torri Gemelle toccando il minimo il 12 marzo a 20.036 MIB30, recentemente battuto, ahinoi, dal recente ottobre 2008.

Nel 2003, però, l’Indice è progressivamente salito fino a dicembre toccando un Massimo a 26.910 il giorno 5.

L’escursione è stata di quasi 7000 punti, pari al 28% rispetto ai valori iniziali dell’anno.

Ricapitolando:

Inizio anno:   24.209

Massimo:      26.910

Minimo:        20.036

Fine anno:     26.071

… un anno sbiadito come altri in quel periodo di vacche magre in cui la disaffezione per la Borsa era stato totale e, a maggior ragione doveva esserlo anche per le Opzioni.

Dati alla mano, invece, ho sintetizzato questi risultati:

Quantità di Opzioni scambiate:   2.505.451

Controvalore:                                  2 miliardi e mezzo di Euro.


Volendo mediare su base giornaliera – cioè dividendo per 250 giorni di Borsa - otteniamo una movimentazione di circa 10.000 Opzioni al giorno, niente male per un Mercato considerato “sottile”.

Ci domandiamo ora chi saranno realmente i protagonisti di queste transazioni.

Che siano forse i tanti piccoli signori Rossi, Neri e Violi o che invece si tratti piuttosto di grosse Società, di Banche o di Market Maker?

Purtroppo non siamo in grado di rispondere a questa domanda perché queste informazioni sono tutelate dalla privacy ma quello che possiamo immaginare è che buona parte di questi ordini provengano da Market Maker per operazioni di Hedging (copertura) del Future o dei Titoli del Paniere.

A questo proposito vi suggerisco di riguardare il contributo: RF23 - Il Future sull’Indice: uno scudo contro i rovesci in Borsa all’indirizzo:

http://www.francescocaranti.net/opzioni/future_indice__borsa.

Quella di oggi non vuole essere una lezione sull’Hedging, la faremo a suo tempo: per il momento voglio solo fare una semplice considerazione partendo da un esempio.

Supponiamo di essere detentori (Long) di un giardinetto di Titoli del Sottostante: per esempio Telecom, Generali e Fiat per un controvalore di 38.000 euro.

E vediamo cosa potrebbe succedere di fronte a uno scenario ribassista.

La prima preoccupazione di fronte a un forte storno dell’Indice è che il ribasso possa colpire anche il nostro Portafoglio deprimendo fortemente il valore anche dei nostri titoli.

Una possibile soluzione per cautelarsi dalle perdite è quella di ricorrere alle Opzioni comportandosi esattamente come il Signor Verdi nel nostro racconto.

E vediamo come:

Supponiamo di trovarci nella situazione dell’8 settembre e riguardiamo il Book della Call dicembre 28000.

Se ben ricordate, la situazione era la seguente:


giornata2



Verifichiamo immediatamente la presenza di Call con valore tra 510 e 520 punti Indice.

Se facciamo un rapido conto, scopriamo che il controvalore di ciascuna Call è di 510 * 2,5 cioè di 1.275 euro.

Se è vero che il Mercato dovrà scendere, possiamo “ripararci” dal ribasso vendendo scoperte alcune di queste Call in modo da incassare un premio che possa in parte compensarci della perdita subita dalla diminuzione del valore dei Titoli.

Infatti:

    * se il Mercato prenderà la strada del Ribasso, subiremo una perdita sul Portafoglio Titoli ma guadagneremo il premio delle Call vendute
    * nel caso contrario saliranno anche i quattro titoli di cui siamo detentori e i valori delle Call vendute ritorneranno a quelli di partenza

Questa operazione è squisitamente di tipo assicurativo e va eseguita con molta attenzione solo dagli specialisti cosiddetti “Arbitraggisti” che conoscono alla perfezione la dose da imprimere alla quantità delle Call vendute per controllare esattamente il “piatto” opposto della bilancia in Titoli.

Vedremo più avanti le regole esatte di questa calibratura Titoli/Call vendute allo scoperto.

Lo scopo di queste operazioni è essenzialmente quello di proteggere il Portafoglio Titoli ma al momento non vi consiglio di avventurarvi in queste operazioni poiché per farle è necessario un software specifico e occorre essere dotati di Margini di garanzia molto robusti e non alla portata di tutti … mi raccomando, ne ho solo parlato per tenervi informati!

Comunque sia, il Mercato OPZIONI è fiorente di spunti e di molteplici combinazioni di Operazioni Finanziarie.

Quello di oggi è uno dei tanti esempi che si possono fare e questo è uno dei motivi per cui il Mercato delle Opzioni gode di un ottimo stato di salute … un motivo in più per giustificare questo Corso e per rendere un po’ meno astrusi e misteriosi questi incredibili Strumenti dell’Ingegneria Finanziaria.

Conclusa questa divagazione, ritorniamo nel vivo della nostra discussione e vediamo subito una Tabella riassuntiva delle Call trattate l’8 settembre 2004 relativamente all’ S&P/MIB.

NOTA:

Vi ricordo che l’8 settembre 2004 venivano trattate contemporaneamente le Opzioni e i Futures dei due Sottostanti: il precedente MIB30 e l’attuale S&P/MIB.

Tutti i contratti sulle Opzioni e il Future del MIB30 si sono conclusi definitivamente il 20 settembre 2004 e ora vivono esclusivamente quelli dell’S&P/MIB.

NOTA:

Vi ricordo anche che ogni Strumento Finanziario regolarmente scambiato nei Mercati Ufficiali delle Borse Internazionali, è individuato dal codice ISIN (International Securities Identification Number) che lo identifica in modo univoco.

… e per i più curiosi:

Il codice ISIN consiste di 12 caratteri:

·         Prefisso        2 digit alfanumerici:          identifica il Paese in accordo alla ISO3166 (per l’Italia: IT)

·         Main Code     9 digit:                   identifica lo strumento

·         Check           1 digit di controllo:   viene calcolato con la formula Double-Add-Double della ISO6166.

Esempio:Call settembre 26.000.

ISIN:

·         IT

·         000803545

·         0


La Tabella che segue riporta i dati delle Opzioni trattate l’8 settembre.

E’ una Tabella importante sulla quale vi pregherei di fissare particolare attenzione.

Se ben ricordate, la volta scorsa ci siamo soffermati a lungo sui temi della speranza e della leva finanziaria dando particolare risalto al concetto che il prezzo delle Opzioni, pur dipendendo dal valore del Sottostante e dalla sua oscillazione, è il risultato delle aspettative degli Investitori e si muove di moto proprio enfatizzandone l’energia.

Ma le nostre osservazioni, per quanto pertinenti, avevano solo sfiorato il concetto senza ancora essere entrate nei dettagli.

La visione completa dei dati di oggi ci permette di ottenere un quadro esatto dei valori reali trattati in Borsa.

I dati sono i seguenti:

ISIN             =       Codice dell’Opzione

SCAD/STRIKE =       Scadenza e Strike

PRIMO          =       Primo prezzo del giorno

ULTIMO         =       Ultimo prezzo del giorno

MINIMO      

MASSIMO

MEDIO          =       Prezzo medio ottenuto dalla semi-somma del minimo e del massimo (ignorando la media                             ponderata)

O.I.              =       Open Interest, cioè numero complessivo delle operazioni aperte

N.                =       Numero dei contratti eseguiti nel giorno (volumi)

T.R.             =       True Range, cioè la percentuale dell’oscillazione giornaliera rapportata al valore di apertura.

Vediamo:


giornata3



Alcune osservazioni:

1.      Mentre il T.R. del Sottostante è contenuto allo 0,42%, quello delle Opzioni è nettamente superiore:

da un valore minimo e isolato dello 0,36% (call novembre 26500 – in verde) passiamo a un massimo del 20,51% (call ottobre 28.500 – in rosso).

Il T.R. medio delle Opzioni di questo esempio oscilla attorno a valori del 10%, circa 25 volte in più del Sottostante: questo dato dimostra che la reattività delle MIBO è nettamente superiore a quella del Sottostante.

2.      Il T.R. delle Opzioni aumenta progressivamente man mano che ci si allontana dal Sottostante.

In altre parole: le scommesse “lontane e impossibili” sono più nervose e volatili di quelle “più probabili”.

Questo dato conferma quanto già dicevamo in merito alla Volatilità: i costi sono proporzionali alle aspettative … è bene ricordare l’esempio della pedalata in bicicletta.

3.      Le Opzioni più trattate sono normalmente quelle della scadenza più vicina (scadenza corta).

Ciò è evidente se pensiamo che i “Primi Conti da regolare” sono sempre quelli più imminenti.

4.      Oltre alla scadenza corta, vengono energicamente trattate le Opzioni corrispondenti alle scadenza del Future (dicembre, marzo, giugno e settembre). Ciò dipende da operazioni di Hedging di Opzioni contro Future (o viceversa, di Future contro Opzioni) … argomenti che approfondiremo più avanti nel Corso.

5.      Le scadenze regolarmente trattate da Borsa Italiana sono quelle relative a:

·         Il mese in corso (settembre nell’esempio)

·         Il mese successivo (ottobre)

·         Il mese oltre il successivo (novembre)

·         Il mese dei tre Futures successivi (dicembre, marzo, giugno).

Non sono possibili altre scadenze.

Concludiamo con la Matrice Orizzontale dell’8 settembre.

Spicca il fatto che alcune Opzioni, pur essendo disponibili sul Mercato, non sono state trattate dagli Operatori (esempio: call 26500 settembre).

Per evidenziare l’importanza dell’elemento Tempo nel calcolo del prezzo, tutte le Opzioni call 28000 dell’8 settembre sono state incorniciate.

Nella cornice ritroviamo (guarda caso) le scommesse di Rossi (dicembre) e di Violi (marzo).

Vediamo:


giornata4

… e la visualizzazione grafica della call 28000 completa la puntata di oggi:

giornata5

Ci rivediamo molto presto.

Utilizzeremo i dati di Borsa del 2003 per cercare di capire quali realmente siano stati i movimenti degli Investitori Professionisti.

… e, normalmente, ciò che è avvenuto nel Passato, molto spesso si riprodurrà con buona approssimazione anche nel Futuro.

Francesco Caranti: fc@francescocaranti.net

www.francescocaranti.net



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