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Margini iniziali e margini aggiuntivi

I Corsari delle Opzioni non hanno scrupoli e attendono al varco altri Operatori meno scaltri

di Francesco Caranti
L’episodio del grande rialzo di Borsa dell’autunno 1999/primavera 2000 descritto la volta scorsa ha consentito ai Compratori di Opzioni Call di trasformare un investimento iniziale di circa 500 euro in 25.000 euro: più o meno 50 volte tanto.

Ecco la grafica:


signorossi



Il rialzo dovuto alla “Bolla Speculativa” dei Tecnologici è evidentemente un fatto isolato che difficilmente potrà ripetersi nel breve: i grandi movimenti di Mercato Bullish (rialzo) avvengono di rado e, comunque, statisticamente, non prima di 7 - 8 anni; ora si arranca su valori nettamente inferiori (28.300 di S&P/MIB riferito alla data del 18 ottobre 2004) contro 48.000 dell’equivalente MIB30 di allora.
Ma ciò non toglie alcunché alla potenzialità delle Opzioni perchè la correttezza delle previsioni comporta utili di rilievo ai detentori di Opzioni, guadagni molto superiori a quelli realizzabili coi tradizionali Titoli del Listino.

Nota:
In tutta franchezza però dobbiamo ammettere che difficilmente noi tutti ce ne resteremmo con le mani in mano di fronte a una Call che aumenta di giorno in giorno! Figuriamoci! Non appena è raddoppiata o al massimo triplicata … zac … la rivendiamo e andiamo giù al bar a brindare col primo che passa!  Oppure ci siamo dimenticati di averla avuta a portafoglio, finché un giorno, controllando, ti accorgi che l’avevi comprata chissà quando e allora cominci a non stare più nella pelle! E anche la nostra controparte (Giulio Verdi) vi assicuro che se non è matto da legare, dopo un pò è corso a ricoprirsi alla svelta prima che gli portino via la casa per far fronte alla voragine finanziaria.


La “vita” delle Opzioni inizia di solito quando un qualsiasi compratore (Rossi) o un qualsiasi venditore allo scoperto (Verdi) si presenta per la prima volta con una domanda (o un’offerta) sul Book Telematico.
Normalmente l’investitore tenta di spuntare un prezzo a lui favorevole e così accade che possa anche rimanere fermo a lungo con la propria proposta (o giocherellare avanti e indietro coi prezzi) in attesa che si presenti una controparte interessata.
Come vedremo meglio più avanti, i prezzi delle Opzioni dipendono da un certo insieme di elementi combinati (tempo residuo alla scadenza, distanza dal Sottostante …) ma in realtà se Pinco inserisce un prezzo strampalato e Pallino suo malgrado abbocca, l’Opzione viene regolarmente passata di mano e registrata.
Diversamente da quanto avviene sui Titoli nessun Organo di Vigilanza ha facoltà di intervenire nei confronti dei prezzi delle Opzioni: come è andata, è andata, non si potrà più fare marcia indietro.

Vediamo l’esempio del signor Rossi e supponiamo che la suddetta Call da 520 punti (prezzo “onesto” in quel preciso contesto di Borsa) fosse stata inserita furbescamente nel book a un prezzo “trabocchetto” di 270 e che, per distrazione, Verdi si fosse presentato venditore a quel prezzo, ebbene la transazione si sarebbe conclusa irrevocabilmente senza alcuna possibilità di stornarla.
L’esempio ci deve mettere molto in guardia nel momento dell’inserimento del prezzo sulla Piattaforma di Trading On Line o nel corso delle istruzioni telefoniche impartite alla SIM.  I cosiddetti “eseguiti anomali” non hanno purtroppo alcuna possibilità di recesso, quindi, nel caso delle Opzioni, occorre davvero stare con gli occhi molto molto aperti.

Gli ordini inseriti senza indicare limiti vengono definiti “ordini al meglio” oppure anche “ordini a Mercato”: attenzione però a non cascare nel tranello di quei furbeschi Operatori la cui attività è proprio quella di proporre prezzi anomali con la speranza di concludere l’affare con una controparte ingenua e un po’ confusa, sì perché i Corsari delle Opzioni non hanno scrupoli e attendono al varco qualche ignaro pollo da spennare.
Il prezzo ‘giusto’ delle Opzioni viene sempre suggerito dalle proposte degli Operatori Market Maker che a loro volta lo ricavano dal Sistema Informatico di CED Borsa.
Mentre il valore di un Titolo (esempio: Fiat) è il risultato di studi di Bilancio e di Analisi Fondamentale, quello dell’Opzione dipende invece da un preciso calcolo matematico che rappresenta la speranza che il Sottostante possa raggiungere e superare un determinato traguardo.
Mentre tutto sommato è relativamente semplice quotare il prezzo di un bene reale, ben diverso è il calcolo del prezzo di un’aspettativa futura, qual è quello dell’Opzione.
A differenza di un Titolo, la Call di Rossi è una scommessa futura sull’Indice e quindi gli elementi da prendere in considerazione sono completamente diversi.
Il calcolo del valore delle Opzioni (in quanto scommesse) è stato oggetto di laboriose analisi e ripensamenti e solo da pochi anni è stata trovata una soluzione matematica convincente e definitiva valsa come premio Nobel all’Economia (1997).
Il modello di calcolo del pricing delle Opzioni si deve agli studi di Fischer Black (prematuramente scomparso nel 1995), Myron Scholes e Robert Merton che, per primi, hanno concluso un lavoro esauriente in proposito.
Ritorneremo sull’argomento dopo che avremo approfondito l’analisi degli elementi che concorrono alla formazione del prezzo delle Opzioni.

Ricapitolando:

•    Le Opzioni Call rappresentano la speranza che il Sottostante possa, a una certa data stabilita, raggiungere e superare una determinata soglia di valore (Strike).
•    Le Opzioni (così come qualsiasi bene trattato in Borsa) rispondono alla legge della domanda e dell’offerta. Sono scambiate su un circuito dedicato della rete telematica della Borsa Italiana (IDEM) e commercializzate attraverso ordini telefonici alle SIM abilitate o mediante Piattaforme informatiche di Trading On Line (TOL).
•    Il prezzo delle Opzioni viene calcolato sulla base della speranza che il Sottostante possa raggiungere e superare lo Strike alla data di scadenza.
•    Gli elementi che concorrono alla formazione del prezzo dell’Opzione verranno trattati in un capitolo a parte. Risulta comunque fondamentale inserire ordini di negoziazione cònsoni alle trattazioni ufficiali evitando i cosiddetti “ordini al meglio” (ordini a Mercato) nei confronti dei quali non sarà più possibile recedere.
•    L’Opzione acquistata dal compratore (Rossi) potrà essere rivenduta in qualsiasi momento della sua “vita”: analogamente, l’Opzione venduta allo scoperto (Verdi) potrà essere chiusa (e quindi ricomprata) a discrezione sempre però nei termini della sua “vita”.
•    L’Opzione nasce nel momento in cui un qualsiasi Operatore la propone sul Mercato a un prezzo ritenuto per lui soddisfacente.
•    L’Opzione muore alla sua scadenza naturale, ovvero al terzo venerdì del mese a cui fa riferimento. In quel giorno il Centro Elaborazione Dati della Borsa effettua il calcolo definitivo di compensazione trasferendo le perdite e i profitti corrispondenti alle due controparti (Regolamento delle Opzioni o anche “Settlement”).   

Ma ora ritorniamo all’esempio iniziale.
Come certamente ricorderete, al momento dell’acquisto della Call Dicembre 28000 a 520 punti, il compratore di Opzioni (Mario Rossi) ha trasferito - tramite la SIM - la somma di 1300 € nel Conto del venditore (Giulio Verdi).
I denari di Rossi sono immediatamente passati nella cassa di Verdi e in quel preciso momento entrambi hanno iniziato a rischiare in posizioni opposte: Rossi ha puntato sul rialzo e Verdi sul ‘non rialzo’.
E mentre Rossi ha messo in gioco tutto il Premio pagato (ma non più di questo), Verdi si è messo nella condizione di dover eventualmente rifondere a Rossi anche ben di più di quanto ha momentaneamente incassato.
Ancora una volta: mentre il rischio del compratore di Opzioni (Rossi) è limitato al premio pagato, quello del venditore (Verdi) è illimitato.

Man mano che il tempo passa e l’S&P/MIB si muove, Rossi e Verdi assistono a un costante incremento o decremento del loro Portafoglio:

1.    Se il Mercato inizia a salire, Rossi esulta mentre Verdi trema.
2.    Se il Mercato punta al ribasso, Rossi comincia a pensare di rivendere in perdita la sua Call mentre Verdi nutre la speranza che il premio già incassato possa restargli in tasca per sempre.

Ed ecco i nostri due Fumetti sempre attenti a questo Corso:

fumetto1



fumetto2


Quando Rossi ha comprato la Call, la SIM ha preteso unicamente la somma di 1306 Euro necessari all’acquisto (1300 più le commissioni).
Diversa è stata invece la richiesta fatta a Verdi: infatti gli Organi di Controllo devono costantemente vigilare sulla solvibilità dei partecipanti.
Già! … se il Mercato dovesse prendere con decisione la strada del rialzo, la disponibilità finanziaria del Conto di Verdi dovrà essere costantemente in grado di coprire la perdita che, per quanto ancora teorica è pur sempre una passività potenziale.
E’ vero che la compensazione definitiva avverrà più avanti (il 17 dicembre) ma è indispensabile che il controllo sia costante: queste procedure sono state create apposta per salvaguardare le posizioni di tutti i partecipanti e quindi per garantire una solvibilità totale.

E veniamo alla definizione:
L’importo versato a titolo di Deposito Cauzionale e a garanzia della solvibilità delle operazioni nell’ambito di tutte le possibili variazioni dei valori di Mercato si definisce Margine.

La Cassa di Compensazione e Garanzia (CCG) è l’Organo preposto a questa incombenza.
A tutti gli effetti si tratta di una Società per Azioni costituita il 2.1.1991 con decreto legge e provvedimento della Banca d’Italia e della Consob.
La CCG regola a propria discrezione i flussi dei Margini e può richiedere Margini Aggiuntivi in presenza di fatti in grado di accrescere la rischiosità delle operazioni (dopo gli episodi dell’11 settembre, con le conseguenze che tutti ben ricordiamo, la Cassa ha rivisto i calcoli aumentando considerevolmente il valore del Margine Iniziale).
Per quanto riguarda le Opzioni, la CCG utilizza il sistema di calcolo TIMS (Theoretical Intermarket Margins System) sviluppato dal Centro Studi della Options Clearing Corporation (OCC) di Chicago, l’organismo in assoluto più autorevole in materia.
Il Sistema permette di riconoscere immediatamente il rischio complessivo di qualsiasi portafoglio: il programma si basa sui risultati matematici dei lavori di Cox, Ross e Rubinstein, ed è stato assunto e riconosciuto universalmente in tutte le Borse Mondiali.
Oggi tutte le SIM adottano il TIMS in tempo reale (anche sulle Piattaforme TOL) e sono in grado di avvertire all’istante l’eventuale fuoriuscita dal Margine anticipando al Cliente il compito della CCG.

Ma ora vi lascio a meditare bene su questi ragionamenti e in modo speciale a cercare di vivere e interiorizzare gli opposti stati d’animo degli nostri amici Rossi e Verdi perché, chi lo può dire, anche voi un domani potreste entrare nell’arena. E mentre ci congratuliamo con Rossi per il prossimo acquisto di una macchina nuova e fiammante, l’esempio di Verdi è un monito a ciò che potrebbe capitare anche a noi se utilizzassimo questi potenti e meravigliosi Strumenti in maniera spavalda e sconsiderata.

Vedremo insieme come sarà possibile evitare preventivamente situazioni ad alto tanto rischio utilizzando altri interessanti Strumenti di copertura e nuove strategie.

Nella prossima puntata entrerà in scena un nuovo personaggio. E’ il ragionier Ottaviano Neri  che ci proporrà una serie di nuovi e incredibili quiz.





A presto, sempre qui con noi su www.francescocaranti.net .

Francesco Caranti
fc@francescocaranti.net
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