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Il Regolamento delle Opzioni

... che magia sarebbe stato averlo conosciuto prima!... Il fotofinish di venerdì 17 dicembre 2004 ha messo la parola fine alla corsa del Mercato a Termine delle Opzioni. Tutti i partecipanti ai Derivati del quarto trimestre di quell’anno sono stati “regolamentati” al valore dell’S&P/MIB di Apertura: 30.577

di Francesco Caranti

E’ questo il valore che tutti avrebbero voluto conoscere da sempre, anche in settembre quando aveva preso il via l’idea di organizzare questo Corso.

Fu una fortuna, a quel tempo, l’aver impostato la didattica con una aspettativa rialzista perché se la Borsa fosse malauguratamente andata al contrario non avremmo potuto capire fino in fondo tutti gli esempi “Long” di Rossi, Violi, Neri e Bianchi presi in esame.

Quando l’8 settembre 2004 avevo cominciato a pensare alla struttura da dare al Corso, avevo dato credito a “Tally-SP”, il trading system che all’epoca indicava un trend a rialzo: e così è andata. Tutto il corso era stato impostato a rialzo privilegiando l’ottica “Call” anziché, all’inverso, quella “Put”.

Anche se delle Put non abbiamo ancora parlato, alcuni di voi mi hanno scritto chiedendomi se per caso me ne fossi dimenticato oppure se non avessi voluto parlarne perché questo genere di Opzioni non era riservato a questo corso ma piuttosto a un’altra edizione.

No, non è così. La risposta è molto più semplice e parte dalla considerazione che lo schema didattico classico (Call e Put contemporaneamente) ingenera sempre una certa confusione.

Iniziare una materia tanto complessa seguendo lo schema classico (call e put insieme) fa perdere di vista gli obiettivi più importanti e la concentrazione se ne va quando si debbono interpretare due logiche tanto diverse.

Rispettando dunque uno schema fuori dal comune, nelle prossime lezioni completeremo le Strutture di Sintesi eseguite con Opzioni Call e solo a quel punto passeremo alle Put e alle combinazioni incrociate Call e Put.

Dicevamo che la Borsa di Milano alle 9,09 del 17 dicembre 2004 ha aperto a 30.577 decretando il valore di Regolamento delle scadenze a termine.

Ci preme adesso riepilogare le 5 scommesse dei nostri protagonisti.

Vediamole una per una:

regola2





+ 1 Call dicembre 28000 a 520 punti

Risultato:

(30577 – 28000) * 2,5 – 6 – (520 * 2,5)   = + 5136,50 €  al lordo del capital gain

regola3


Strategia: Sell Call

- 1 Call dicembre 28000 a 520 punti

Risultato:

(28000 – 30577) * 2,5 – 6   + (520 * 2,5) = - 5148,50 €

regola4


Strategia:  Buy Call  (Deeply Out of The Money).

+ 1 Call dicembre 30000 a 50 punti

Risultato:

 (30577 – 30000) * 2,5 – 6  - (50 * 2,5)   = + 1311,50 € al lordo del capital gain

regola5


Strategia:  Bull Call Spread

+ 1 Call dicembre 27000 a 1180 punti

- 1 Call dicembre 28000 a 510 punti

Risultato:((30577 – 27000) – (30577 – 28000) – 1180 + 510) * 2,5 – 12 = + 813,00 € al lordo del capital gain.

regola6


Strategia:  Bear Call Spread      

- 1 Call dicembre 27000 a 1180 punti

+ 1 Call dicembre 28000 a 510 punti

Risultato:

((27000 – 30577) + (30577 – 28000) + 1180 - 510) * 2,5 – 12 = - 813,00 €

Naturalmente questi risultati si riferiscono a Strategie “congelate” nel senso che i nostri partecipanti le hanno “portate a scadenza” senza effettuare interventi.

Al contrario, nella pratica corrente, il più delle volte le Strategie vengano “smontate” durante la loro vita oppure trasformate in altre Strategie.

Un esempio potrebbe essere il seguente (si può riguardare l’argomento della lezione Spreads di Opzioni):

1. Bernardo Bianchi l’8 settembre compra una Call 27000 (strike inferiore) a 1180 e attende che la Borsa salga.

2. Un mese più tardi, l’8 ottobre, la Call 28000 (strike superiore) si è portata a 1105.

3. Bianchi decide di “ingabbiare il Sottostante” creando una Bull Call Spread: Long di 27000 e Short di 28000. Il costo sostenuto è veramente esiguo: 1180 punti spesi per la 27000 e 1105 punti incassati dalla vendita della 28000. Totale: (1180 – 1105) * 2,5 + 12 euro di commissione: 199,50 Euro. Con questa modesta spesa la “gabbia” è pronta: i 1000 punti di utile (2500,00 Euro) saranno tutti di Bianchi a patto che il Sottostante del 17 dicembre sia oltre 28000.

Come abbiamo visto la Bull Call Spread “non contestuale” di Bianchi (stretching sling) è stata costruita un mese dopo l’acquisto dello “zoccolo duro” 27.000.

Utilizzando il Panel© è possibile divertirsi e scatenare le proprie fantasie.

Vediamo infatti cosa sarebbe successo utilizzando 3 strike distinti:

1. Acquisto Call 27000 dell’8 settembre e vendita Call 28000 l’8 ottobre a 1105:

regola7

2. Acquisto Call 27000 dell’8 settembre e vendita Call 28500 l’8 ottobre a 670:

regola8

3. Acquisto Call 27000 dell’8 settembre e vendita Call 29000 l’8 ottobre a 400:

regola9

Come avrete potuto notare, quando si è indecisi sullo Strike da vendere, si rivela molto utile fissare i prezzi di Mercato sulla riga “G” per poi spostare una alla volta la pedina (quantità) in vendita sulla riga “F”.

I prezzi di Mercato della riga “G” non inquinano il calcolo perché ad “attivare” il Panel è solo la quantità piazzata in “F”.

Torniamo ora alla situazione del 17 dicembre.

Il grafico che segue riporta giorno per giorno l’andamento delle tre Call in gioco: 27000, 28000 e 30000:

regola10

E veniamo ora ad alcuni commenti conclusivi:

1. Dall’8 settembre 2004 al 17 dicembre la Borsa è salita del 10,90%: da 27.572 a 30.577: tutto si è svolto in 100 giorni esatti di calendario e, dati i tempi, si può considerare un ottimo risultato.

regola11

2. Il Rialzo si è sviluppato in modo lineare aiutato sul finale dagli sviluppi dell’Affare Tim-Telecom. Il Mercato Americano, nonostante il dollaro debolissimo e il petrolio ai massimi storici, ha raggiunto antichi traguardi premiando in modo particolare il Dow Jones: pare così che gli annosi problemi della crisi in Iraq e in Medio Oriente siano al momento passati in secondo piano. Si sa che la Borsa vive di moto proprio e si distingue in quanto a comportamenti irrazionali … ma questa non è materia del nostro Corso. I Sistemi Statistici controllano unicamente le Serie Numeriche interpretando i movimenti passati come base e ipotesi degli sviluppi futuri e proprio per questo ignorano completamente i fatti di tutti i giorni. Si avvalora così l’ipotesi di Pring il quale sosteneva che nei Numeri della storia è già tracciato lo sviluppo dei risultati futuri e questa è la bozza delle nuove e collaudate teorie del Determinismo.

3. A parte i periodi anomali di euforia Rialzista e di frustrazione Ribassista, il Mercato si muove tendenzialmente in modo “laterale” per circa il 70-75% della propria vita. Questi periodi statisticamente più ampi rispetto a quelli di “tendenza” sono la manna dei “venditori di Opzioni allo Scoperto”. In queste fasi i “Signori Verdi” prendono profitto dalla vendita di “valore temporale” e quindi, in definitiva, dal tempo che passa a loro favore.

Giulio Verdi in effetti è stato ampiamente penalizzato da una crescita del 10% del Sottostante, una percentuale troppo elevata per controbilanciare il decadimento del valore dell’Opzione al trascorrere del tempo.

Ciò non significa che i “Venditori di Opzioni” saranno sempre sconfitti, anzi, il più delle volte sono proprio   loro a detenere il primato degli incassi. La Strategia “Sell Call” e l’analoga Sell Put che vedremo presto si rivelano ottime strategie a patto di poterle tenere costantemente sotto controllo, di possedere Margini adeguati e, specialmente, di bloccarle in tempo attraverso Sistemi di Copertura (Hedging) di Titoli del “Fisso” o di “Future” del Sottostante.

4. Volendo rapportare i risultati ottenuti, sul podio dei vincitori va sicuramente al primo posto il ragionier Ottaviano Neri che ha trasformato 50 Euro in più di 1300.  Rossi ha quadruplicato il suo capitale e anche l’ingegner Bianchi ha avuto buone soddisfazioni.

5. Dal quadro complessivo del nostro gioco virtuale, al momento non dobbiamo però trarre alcuna conclusione affrettata: in altre parole ciò che è accaduto in questi mesi non deve essere considerata una regola generale.Nessuno di noi dovrà identificarsi mai in Ottaviano Neri né dovrà biasimare Giulio Verdi.

Ciò che è successo in questo periodo ci è servito unicamente ad evidenziare le caratteristiche e le potenzialità delle Opzioni mettendo in risalto le possibilità delle “leve Finanziarie” e gli effetti “moltiplicatori” delle Strategie, elementi, questi, impossibili da ottenere coi normali Titoli Azionari.

6. L’Operatore in Opzioni dovrà possedere gli strumenti per individuare con precisione i movimenti di Mercato sfruttandoli di conseguenza. E poiché come abbiamo visto, le Opzioni amplificano anche gli spostamenti più impercettibili dell’Indice, prima di utilizzare le Opzioni occorrerà possedere tutte le conoscenze dell’Analisi Tecnica e delle Strategie Sintetiche.

7. Lo scopo di questo Corso è quello di creare le conoscenze adeguate per gestire il Rischio Finanziario: a questo proposito, più avanti, ci dedicheremo allo studio statistico dei Simulatori, cioè all’analisi storica delle Strutture Sintetiche che, a braccetto di un Trading System, hanno dimostrato la loro efficacia.

Per informazioni, commenti o curiosità scrivete a fc@francescocaranti.net

A presto.

Francesco Caranti


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