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Opzioni Call: in, at, out of the money

... quale sarà dunque il ragionamento dell’Ingegner Bianchi, fine studioso delle Opzioni? ...

di Francesco Caranti

Come accennato nelle scorse puntate mancano pochi giorni all'uscita del nuovo libro di Francesco Caranti, che si intitolerà "Scacchiere di Opzioni - Un Run in pratica".
Il testo, atteso per la fine del mese di marzo, sarà venduto sul sito dello stesso autore: www.francescocaranti.net.
SoldiOnline.it, forte dell'amicizia con l'autore, lo recensirà in anteprima per Voi.


Come certamente ricorderete, nel nostro racconto immaginario, l’8 settembre 2004, i nostri amici Mario Rossi e Ottaviano Neri avevano comperato 2 call scadenza dicembre puntando su obiettivi molto diversi.

Ricapitoliamo le rispettive posizioni attraverso la grafica arricchita oggi dalle “Fasce – o Classi - di Prezzo”, argomento discusso nella puntata precedente (classe G per Rossi e classe B per Neri):

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Rossi spera in un Rialzo e si aspetta un Mercato in salita di almeno l’1,55% entro 100 giorni.

Nota: a questo proposito dobbiamo ricordare che il Pareggio di Rossi avviene per un valore più alto (28522 di S&P/MIB) per via del recupero del Premio pagato (520 punti): in questo senso il rialzo paventato dovrà essere per lui almeno del 3,45%.

Applicando lo stesso ragionamento a Neri (con aspettative molto più ambiziose), l’obiettivo di pareggio sale all’8,99%.

Vi ricordo, come già abbiamo osservato, che vale sempre la considerazione per cui le Opzioni possono essere rivendute sul Mercato non appena ci si senta soddisfatti dei risultati (o frustrati dalle perdite): non esiste infatti nessun obbligo di portarle a scadenza.

Ora però dobbiamo constatare che i pronostici di Rossi e di Neri riguardavano entrambi degli “eventi non ancora realizzati al momento dell’acquisto” cioè: “se quelle Call fossero scadute quel giorno, sarebbero risultate completamente prive di valore”.

Infatti, quelle Call erano state acquistate in un momento in cui il Sottostante (27.572) era minore dei due Strike di riferimento (28000 per Rossi e 30000 per Neri).

Ma siccome in Borsa succedono le cose più strane, si può anche scommettere su un “evento in quel momento certo” ovvero su uno Strike INFERIORE al Sottostante … che male c’è poi ?

E questo è il ragionamento di un nuovo amico: si tratta dell’ingegner Bernardo Bianchi che vi presento subito assieme al suo pensiero.

Vediamo:

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Bernardo Bianchi si è accorto di una particolarità di cui però parleremo dopo aver guardato il Book:

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Ecco dunque: l’8 settembre Bianchi acquista una call dicembre 27.000 a 1.180 punti, pari a € 2.950,00.


Bianchi pareggerà i conti il 17 dicembre con S&P/MIB almeno a 28.182, come si vede dal Panel© e dalla grafica:

(Esempio realizzato con Panel©, software allegato alla pubblicazione “Guida Pratica al Trading con le Opzioni” di Francesco Caranti, edizioni Trading Library 2003 – ISBN 8888253336).

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Rimettiamo in fila i tre casi (Bianchi, Rossi e Neri) in ordine decrescente di Rischio:

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e fissiamo l’attenzione sulle colonne:

    * Prezzo:                            non c’è che dire: Bianchi non ha badato a spese.


    * Obiettivo:                         non c’è da stupirsi per un Obiettivo con il segno meno (-2,07%): Bianchi ha scommesso su un “evento attualmente certo” quindi l’obiettivo (escludendo per ora il Premio pagato) è al momento un ‘obiettivo già raggiunto’.
    * Obiettivo di Pareggio:         a Bianchi basterà il Rialzo più basso di tutti (2,21% contro 3,45% e 8,99%).

Insomma … tre scommesse completamente diverse con costi nemmeno confrontabili: Bianchi ha speso circa 23 volte più di Neri.

Quale sarà dunque il ragionamento di Bianchi che è stato presentato in questa lezione come un “fine studioso delle Opzioni”? Perché appare così tranquillo pur avendo rischiato tanto?

Ancora un momento di attenzione: lo vedremo solo dopo la prossima grafica in cui inseriamo alcune terminologie che, in seguito, ci permetteranno di intenderci “al volo” quando parleremo di Strategie Sintetiche:

Questa la nuova terminologia di oggi:

  •     ITM    acronimo di In The Money
  •     ATM   acronimo di At The Money
  •     OTM   acronimo di Out of The Money


oltre a:

  •     DITM  acronimo di Deeply In The Money.
  •     DOTM acronimo di Deeply Out of The Money.


Lascio a voi il piacere di scoprirne il significato attraverso questo schema:

 

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Da quanto ci pare di capire, sembra che la varietà degli strumenti IDEM ci permetta di esprimere a piacimento qualsiasi nostra aspettativa.

 

 

E così, se saremo molto sicuri della nostra previsione, potremo anche rischiare di comperare Call DOTM con la speranza che … la Borsa salga al punto che la DOTM possa via via diventare OTM e poi ATM … fino a ITM e, magari fosse … a DITM.

Dal giorno preso come riferimento per gli esempi di questo Corso (8 settembre), la Borsa è salita (e poi è scesa, pazienza) e quindi la Call di Rossi (28.000) da OTM è passata ITM. E anche per Neri (30.000) le cose si sono messe al meglio: la sua posizione iniziale era ‘molto’ OTM e ora è diventata quasi ATM.

Bianchi ha superato la ‘parità’ da diverso tempo e ora (sempre che non abbia già venduto) si sta godendo un discreto utile poiché la sua Call è passata praticamente in zona DITM.

Nota: Mentre la classificazione in ITM, ATM, OTM è decisamente netta (a parte la notazione ATM che alcuni Operatori preferiscono definire NEAR per il fatto che, praticamente, il Sottostante non è mai identico allo Strike), la terminologia DITM e DOTM è molto più sfumata. In pratica le Opzioni con strike lontani di almeno il 10 - 15% dal sottostante sono da considerarsi Deeply, tanto nel caso IN, quanto nel caso OUT.

Ma prima di concludere la puntata di oggi dobbiamo dare giusta soddisfazione alle intuizioni del nuovo arrivato: l’Ingegner Bernardo Bianchi che, per quanto saccente e un po’ sulle sue, qualcosa di interessante ha certamente scoperto.

 

Bianchi si è reso conto che le Opzioni ITM, per quanto molto costose, sono scommesse “relativamente più economiche”.

 

 

E questa affermazione, anche se può sembrarlo, non è affatto un controsenso poiché in termini assoluti le ITM sono Opzioni costose ma, in termini relativi sono più vantaggiose.

 

Vediamo perchè:

 

La Call 27000 di Bianchi vale 1.180 punti che si possono dividere in due parti:

 

 

 

  • 27.572 (sottostante) – 27.000 (strike)      = 572 punti di         VALORE INTRINSECO
  • 1180 – 572                                         = 608 punti di         VALORE TEMPORALE.

Senza volerlo abbiamo introdotto due definizioni importanti:

 

VALORE INTRINSECO: e’ il valore dell’ Opzione se questa fosse esercitata immediatamente.

 

 

In altre parole: se magicamente non esistesse più il Tempo e quindi ci trovassimo alla scadenza di venerdì 17 dicembre, la Call di Bianchi verrebbe contabilizzata esattamente a 572 punti (cioè: la differenza tra il valore di Riferimento e lo Strike).

VALORE TEMPORALE: è quella parte dell’Opzione corrispondente alla Speranza che la Call possa essere esercitata (cioè che possa concludersi In The Money).

Diversamente da Bianchi, la Call 28000 di Rossi, che costa 520 punti, E’ SOLO FORMATA DA VALORE TEMPORALE.

 

Riepilogando:

 

 

  • Le Opzioni ITM                    sono costituite da una componente intrinseca e da una componente temporale.
  • Le Opzioni ATM e OTM       hanno solo la componente temporale.

Affinché la Speranza di Rossi possa trasformarsi in Realtà, occorre dapprima che la Borsa salga di almeno 428 punti (differenza tra 28000 e 27572 in modo che quella Call passi At The Money) e poi che salga ancora per diventare esercitabile.

 

La Call di Rossi (che era costata 520 punti di solo valore temporale) dovrà dunque ‘valicarne’ altri 428 affinché possa entrare realmente in gioco.

 

 

 

Volendo così ‘confrontare’ le due Call in termini di potenziale ‘esercitabilità’, quella di Rossi dovrà essere  calcolata in 428 + 520 = 948 punti, mentre quella di Bianchi costa ‘solo’ 608.

… l’alchimia di questi calcoli vi lascerà sicuramente un po’ sconcertati … ma, non temete perché la prossima volta ritorneremo sull’argomento facendoci aiutare dalla grafica.

Vi confermo che Bernardo Bianchi ha avuto un’ottima intuizione: gli acquisti ITM sono i migliori in assoluto e saranno proprio questi ad accompagnarci nella discussione della “Piattaforma Tally-SP” che vedremo più avanti nel Corso.

Attenzione però perché gli acquisti di Opzioni di Classe ‘I’ dovranno essere intrapresi solo quando si è convinti della direzione del Trend (o contestualmente ad Operazioni Sintetiche di cui parleremo al più presto). Va ricordato, infatti, che gli acquisti ITM sbagliati (cioè in direzione opposta al Trend) subiscono grossi deprezzamenti.

Come avrete notato, il mondo delle Opzioni si presta a molteplici analisi ed osservazioni che, volta per volta però, si schiudono e portano nuova luce a una materia tanto ingegnosa e stimolante.

L’appuntamento è molto presto: inizieremo a fare le prime osservazioni sulle Strategie Sintetiche utilizzando come esperimento l’acquisto In The Money dell’Ingegner Bianchi.

Vi aspetto con le vostre domande e, ancora una volta, vi ricordo che sono sempre a vostra disposizione i fogli Excel delle puntate precedenti.

A presto. 


Francesco Caranti: fc@francescocaranti.net




Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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