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Metodi di valutazione analitici: concetti base

Per un’analisi vicina alla realtà si procede ad una determinazione puntuale dei valori di bilancio nel breve-medio periodo, mentre si ricorre all’applicazione dei metodi sintetici per quanto riguarda la fase temporale successiva

di Claudio Guerrini

I metodi di valutazione sintetici si basano sul presupposto dell’invarianza dei principali parametri che determinano la redditività permettendo una semplificazione dei calcoli del valore di impresa. La realtà dimostra però che raramente è possibile avere una sostanziale stabilità di questi parametri, soprattutto nel caso di aziende che operano in settori ciclici e/o a rapido tasso di sviluppo.

Per un’analisi più vicina alla realtà si ritiene preferibile quindi una determinazione puntuale dei valori di bilancio nel breve-medio periodo (il cosiddetto periodo di previsione, che può andare da 5 a 10 anni) mentre si ricorre all’applicazione dei metodi sintetici per quanto riguarda la fase temporale successiva (cosiddetto periodo ad infinito) utilizzando come base per i calcoli i valori ottenuti al termine del periodo di previsione analitica.

In pratica le formule già viste per il calcolo del valore con i metodi sintetici (ad esempio quella del calcolo secondo i flussi di cassa disponibili per l’azionista):

1_48

si trasformano, per tenere conto dei flussi previsti nel periodo di previsione analitica, in:

2_40

dove n è il numero degli anni del periodo di previsione esplicita.

In questa formula il valore è formato da due componenti:

  • la sommatoria dei flussi di cassa nei primi n anni di previsione;
  • il valore dell’azienda al periodo n (ottenuto con la formula sintetica) scontato al periodo iniziale.

Per la definizione dei risultati di bilancio dei singoli anni del periodo di previsione esplicita ci vengono in aiuto gli indici di bilancio già accennati nel secondo articolo riguardante la riclassificazione. Gli indici di bilancio sono variabili che definiscono le principali relazioni esistenti tra valori di Stato Patrimoniale e Conto Economico e tra valori del Conto Economico; in particolare, sulla base del modello di analisi finora utilizzato è possibile prevedere i seguenti indici di bilancio.

Rotazione del capitale investito: è dato dal rapporto tra il fatturato e il capitale investito di inizio periodo, in formule:

3_34

Il tasso di rotazione del capitale investito permette di stabilire il fatturato a partire dal capitale investito, in particolare, il fatturato di un determinato periodo è dato dal prodotto di questo indicatore per il capitale investito di inizio periodo.

Aliquota ammortamento: misura l’onerosità media degli ammortamenti e accantonamenti in rapporto al totale del capitale investito, dal punto di vista matematico può essere scritta come:

4_27

L’aliquota di ammortamento permette di determinare il valore degli ammortamenti a partire dal capitale investito, in particolare, gli ammortamenti maturati in un determinato periodo sono dati dal prodotto di questo indicatore per il capitale investito di inizio periodo.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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