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Leading Indicator e risultati finanziari

La correlazione tra indicatore guida e mercati azionari

di Lucio Sgarabotto
Abbiamo visto in precedenza che il Leading Indicator ha ottime capacità previsionali del futuro andamento dell’economia. Vediamo ora, rispondendo alla seconda domanda posta in ‘Le analisi del trend’ se tali informazioni possono essere utilizzate proficuamente per gli investimenti finanziari.

Vediamo dapprima se vi è una qualche relazione tra andamento dell’economia e movimenti dei mercati azionari. Per motivi che vedremo in seguito ci occuperemo solamente dell’area Europa.

Nel grafico seguente sono rappresentati, per il periodo 1996-2008, i rendimenti annui dello Stoxx600, indice azionario costituito da 600 aziende europee a larga, media e piccola capitalizzazione, e la variazione annua del PIL della stessa area.

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Si vede abbastanza chiaramente, confrontando i punti di minimo e di massimo, che vi è una elevata correlazione tra le due serie di dati e che il mercato azionario anticipa quasi sempre i punti di svolta dell’economia. Nell’articolo precedente abbiamo visto che pure tra produzione industriale e Leading Indicator valeva lo stesso tipo di correlazione. Vediamo ora, sempre tramite una rappresentazione grafica e per lo stesso periodo di tempo la relazione tra Leading Indicator e mercato azionario.

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A parte la diversa frastagliatura delle curve, risulta evidente la quasi perfetta correlazione tra le due serie di dati: i punti di massimo e di minimo vengono quasi sempre raggiunti nello stesso periodo e solo in un caso, nel 2002, evidenziato dalla doppia freccia gialla, a fronte di un mercato azionario ribassista le indicazioni del Leading Indicator erano per una crescita economica. Addirittura, a fine 2006, l’indicatore anticipatore ha segnalato l’inizio di una fase di contrazione economica (la recente crisi) recepita solo a metà 2007 dal mercato azionario.

Abbiamo finora visto che i dati del Leading Indicator anticipano di circa sei mesi i movimenti dell’economia e che la stessa cosa succede con i mercati azionari. Sfruttando le indicazioni fornite dal Leading Indicator dovremmo pertanto riuscire ad ottenere buoni risultati dall’investimento nello STOXX600. Verifichiamo se ciò è vero.

Poiché i dati forniti dal Leading Indicator hanno periodicità mensile, consideriamo come segnale d’acquisto il momento in cui il dato di un certo mese risulta superiore a quello del mese precedente (ipotetico punto di svolta dell’economia) e come segnale di vendita l’avvenimento contrario. Ipotizziamo di avere a disposizione 100.000,00 Euro e di investire o liquidare totalmente il controvalore realizzato mediante i segnali forniti dall’indice anticipatore. I risultati ottenuti nel periodo 1996-2008 con questo semplice metodo sono riassunti nella seguente tabella (i dati dell’indice sono pubblici e quindi anche il più scettico può andarli a verificare sul sito dell’OCSE).

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Nei tredici anni considerati tale metodo avrebbe generato cinque segnali di acquisto e cinque di vendita, in un solo caso si sarebbe realizzata una perdita (nel periodo segnalato con la doppia freccia gialla nel grafico precedente) e il risultato finale avrebbe portato ad una plusvalenza di circa il 400%.

Sembra tutto semplice, ma non è così. Infatti i dati del Leading Indicator vengono pubblicati, rispetto al periodo a cui si riferiscono, con un ritardo di circa 40 giorni. Considerando quindi di effettuare le compravendite il giorno di pubblicazione dei dati i risultati diventano quelli della tabella seguente.

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Anche così i risultati non sono affatto male.

Rimane ancora un problema. Ipotizziamo di aver deciso di iniziare a seguire le indicazioni fornite dal Leading Indicator nel periodo 2000-2001: ci troveremo dopo due anni ad aver subito perdite rilevanti, inferiori a quelle patite seguendo passivamente il mercato, ma sempre considerevoli. Avremo il coraggio di continuare a credere alla bontà della nostra scelta oppure, più probabilmente, penseremo che abbiamo fatto male a fidarci dell’ennesimo indicatore ‘bidone’, abbandonando in perdita la strategia?

Vedremo nei prossimi appuntamenti quali azioni mettere in atto per superare tali dubbi, evitare perdite consistenti e continuare ad avvantaggiarci delle ottime capacità previsionali degli indicatori anticipatori.

Lucio Sgarabotto

lucio.sgarabotto@gmail.com
www.lsadvisor.it Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

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