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Analisi tecnica: cosa salvare?

Qualche cosa di utile c’è. Medie mobili, volumi e indici di volatilità ci possono aiutare a tradare al meglio, ad esempio. Ma attenzione alle figure grafiche: si basano su un approccio scorretto

di Giancarlo Marcotti

Ricordiamo sempre che lo scopo dei nostri studi è quello di ricercare un metodo che abbia efficacia nel breve periodo per ottenere guadagni da ogni fase di mercato o comunque superiori alla media rappresentata dall’indice di borsa .

Nell’esaminare cosa occorre salvare dell’analisi tecnica dobbiamo ovviamente partire dalle medie mobili, come noto esse danno indicazioni che possono rivelarsi utili ai nostri studi. Il loro limite principale è l’efficienza, in quanto diventano sempre più attendibili sul lungo periodo, ma in questo caso apportano un contributo sempre meno rilevante rispetto alla strategia del cassettista.

La media mobile a 20 giorni, ad esempio, ci indica se, mediamente, negli ultimi 20 giorni, il valore del titolo in esame è risultato superiore o inferiore a quello attuale. Ci fornisce una informazione, questo è indubbio, quanto utile a stabilire gli sviluppi futuri, è tutto da verificare.

Altri indicatori da tenere in considerazioni sono quelli legati ai volumi. Sapere che negli ultimi giorni si è avuto un deciso incremento degli scambi su un certo titolo è un fatto che non può ritenersi casuale. Occorrerà valutarne le conseguenze in quanto “qualcosa sta succedendo”, essere a conoscenza delle motivazioni che hanno portato all’aumento dei volumi di scambio è una informazione che senza dubbio potrà risultarci utile.

Infine occorrerà porre attenzione agli indici di volatilità, anche un repentino incremento della volatilità non può essere casuale, normalmente è dovuto ad una brusca diminuzione di liquidità nel mercato, ciò ci imporrà di prendere decisioni di acquisto/vendita con una frequenza superiore alla norma.

Ciò che abbiamo salvato, cioè medie mobili, volumi e volatilità, però, non sono caratteristiche dell’analisi tecnica, che si basa essenzialmente sulle “figure” grafiche che invece bocciamo senza appello. Motiviamo questa affermazione.

Uno dei vanti dell’analisi tecnica per accreditarsi come disciplina previsionale è quello di basarsi sulla statistica. Il problema è che viene applicata in maniera non corretta. Vediamo perché.

Tutti sanno che nella scienza statistica la relazione tra due variabili viene calcolata attraverso un coefficiente che prende il nome appunto di “coefficiente di correlazione”. Due variabili, correlate in maniera diretta tra loro, avranno un coefficiente di correlazione tendente a uno, mentre si approssimerà a zero in caso di indipendenza, ma, attenzione, non è vero il contrario. Ciò non è un limite della scienza statistica, ma una conseguenza della casualità che regola i fenomeni. La statistica si limita a studiare la casualità, non può governarla.

L’errore dell’analisi tecnica va proprio in questa direzione, non parte da un’ipotesi per poi verificarla, ma prende in esame una correlazione e da questa vengono tratte conclusioni, questo approccio non è corretto.

Naturalmente ciò non significa che le successive previsioni non possano verificarsi, ma solo che, se si verificheranno, lo faranno per effetto del caso!!!

In pratica l’analisi tecnica servirebbe più a legittimare un andamento dopo che quest’ultimo si è verificato, piuttosto di essere in grado di prevederlo. Tutti noi però siamo abilissimi a far tredici al totocalcio il lunedì mattina.

In conclusione risulta una metodologia che non apporta alcun vantaggio, né svantaggio. Quindi: non funziona!

L’inutilità dell’analisi tecnica viene poi evidenziata dagli stessi analisti che se vogliono, onestamente, trarre previsioni da questo metodo devono dare risultanze scontate e prive di elementi significativi, come già ampiamente sottolineato nei miei precedenti articoli.

Giancarlo Marcotti
giancarlo.marcotti@finanzainchiaro.it

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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