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Tecniche di previsione dei risultati futuri

Meglio affidarsi a metodi fondati su statistica ed esperienza

di Claudio Guerrini
Articolo a cura di Evaluation.it

Quando si tratta di prevedere i risultati futuri di un’impresa è fondamentale, al fine di dotare la previsione di una base metodologica affidabile, affidarsi a tecniche che abbiano un fondamento statistico o quantomeno empirico.

E così poter giustificare i numeri che vengono inseriti come parametri nel modello di valutazione.

L’utilizzo di queste metodologie non dà certezze relativamente alla precisione della previsione effettuata ma permette quantomeno di costruire una base sulla quale ragionare per la formulazione di ipotesi alternative e/o per effettuare futuri aggiustamenti.

Le tecniche che esamineremo in questo articolo sono essenzialmente tre, possono essere utilizzate singolarmente o congiuntamente (per mezzo di una combinazione di due di queste o l’utilizzo di tutte e tre contemporaneamente).

1) Analisi ed estrapolazione dei trend storici: in genere è l’opzione di più agevole utilizzo in quanto i dati storici sono facilmente disponibili e calcolabili.

L’andamento passato di un parametro dovrebbe fornire indicazioni sulla sua evoluzione futura: se questo è stato crescente nel tempo è lecito attendersi una ulteriore crescita mentre se ha avuto un andamento oscillante è possibile che ciò continui anche in futuro rendendo più adeguata, per la stima, una media degli ultimi anni (si veda la figura 1).

grafico1
Figura 1: trend storici e previsioni sotto differenti ipotesi

L’utilizzo di tecniche statistiche quali l’estrapolazione lineare può essere di aiuto nella determinazione dei valori futuri ma deve essere utilizzata “cum grano salis”.

Se si intende, ad esempio, stimare l’andamento futuro di un parametro quale il margine sulle vendite che negli ultimi 3 anni ha mostrato un andamento crescente, con valori pari a 18,5%, 20% e 21%, per mezzo dell’estrapolazione lineare è possibile ottenere i valori 22,33%, 23,58% e 24,83%, rispettivamente per il primo, secondo e terzo anno di previsione; ciò potrebbe però non essere aderente alla realtà, nel caso in cui i rialzi registrati nel recente passato fossero dovuti ad un temporaneo miglioramento del ciclo economico e/o del settore; un problema del genere potrebbe essere superato estendendo l’intervallo di dati storici all’indietro nel tempo (per individuare eventuali cicli pluriennali) ma non permetterebbe comunque di determinare cambiamenti futuri nelle condizioni competitive del settore.

In sintesi l’analisi e l’estrapolazione dei trend storici è sicuramente un valido punto di partenza ma non si può limitare ad un calcolo a tavolino senza un riscontro con le problematiche reali che si possono ricavare da analisi di tipo qualitativo quali l’analisi di settore che esamineremo nei successivi paragrafi.

2) Riferimento alle medie di settore: una seconda tecnica per la stima dei parametri futuri è basarsi su quanto realizzato da altre aziende operanti nello stesso settore e/o in business simili.

La costruzione di una media di settore presuppone la disponibilità di un numero sufficientemente ampio di aziende comparabili su cui effettuare il calcolo (cosa non sempre possibile in mercati circoscritti come quello italiano) ma, se determinata correttamente, permette di disporre di un benchmark da utilizzare per comprendere se l’azienda sta sovra o sotto performando rispetto ai concorrenti nei vari parametri oggetto di stima, permettendo di ottenere informazioni relativamente agli sviluppi futuri di questi parametri.

Se dal confronto tra redditività media di settore e redditività dell’azienda analizzata emerge, ad esempio, che la seconda prevale sulla prima ci si dovrebbe interrogare sui fattori che la determinano: se le risposte sono rintracciabili in vantaggi competitivi duraturi di cui gode la società oggetto di analisi, è possibile mantenere un valore della redditività maggiore di quello medio di settore anche per il futuro mentre, se si ritiene che questi vantaggi siano temporanei, è più corretto far convergere la redditività sui valori medi del settore anni (si veda la figura 2).

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Figura 2: utilizzo delle medie di settore al fine della formulazione delle previsioni future

L’utilizzo delle medie di settore è molto utile nei casi in cui si stanno valutando società in fase di start up nelle quali è necessario immaginare l’evoluzione che avranno i parametri determinanti la redditività nel periodo che porta alla maturità dell’azienda.

Ovviamente le medie di settore possono essere analizzate anche dal punto di vista dei loro trend storici, con tutte le avvertenze esaminate al punto precedente; è poi possibile utilizzare i dati del campione esaminandone non solo il valore medio ma anche l’intervallo (valore minimo e massimo) e/o la varianza al fine di comprendere se l’azienda analizzata si posiziona all’interno o all’esterno di un range che può essere ritenuto fisiologico.

In sintesi l’analisi delle medie di settore permette di individuare un valore di riferimento che può essere utilizzato come benchmark cui far eventualmente convergere nel lungo periodo i valori dei parametri oggetto di stima.

3) Obiettivi finanziari comunicati dalla società: la comunicazione degli obiettivi aziendali alla comunità finanziaria è diventata sempre più frequente.

I dati sono facilmente reperibili soprattutto per le società quotate che dispongono oramai tutte di un sito web per le Investor Relation. Gli obiettivi contenuti nel business plan e/o piano strategico sono sufficientemente dettagliati per costruire ipotesi relative all’evoluzione futura dei bilanci (quasi sempre sono indicati tasso di crescita dei ricavi e margini lordi sulle vendite che determinano gran parte del valore mentre, per le parti non trattate, si può applicare il “base case” che prevede la proiezione dei dati registrati nell’ultimo bilancio).

A differenza dei dati storici o delle medie di settore gli obiettivi comunicati dall’azienda non sono numeri effettivamente realizzati ma più “desiderata” e devono essere considerati in quanto tali: il loro impiego per la formulazione di previsioni dovrebbe quindi essere quantomeno confrontato con la capacità passata dell’impresa di rispettare e/o battere le previsioni comunicate.

Come detto, le tecniche viste sopra possono essere impiegate congiuntamente per ottenere una stima basata su tutte le informazioni disponibili.

Le possibili combinazioni, ipotizzando tre stati per il trend storico (crescente, calante o costante nel tempo) e due per medie di settore (maggiore o minore di quella della società oggetto di analisi) e obiettivi societari (crescita o mantenimento dei livelli correnti), sono mostrate nella tabella 1 nella quale si ipotizza di dover prevedere l’evoluzione di un parametro che influenza positivamente la redditività (es. margine sulle vendite o rotazione del capitale investito).

Tecnica Trend storico Media di settore Obiettivi societari Previsione futura
Andamento parametro Crescente Maggiore Crescita futura - è molto probabile una crescita del parametro in oggetto
Costante Maggiore Crescita futura - è ragionevole attendersi una crescita del parametro in oggetto ma si deve verificare l'esistenza di condizioni in grado di modificare il trend
Calante Maggiore Crescita futura - è ragionevole attendersi una crescita del parametro in oggetto ma si deve verificare l'esistenza di condizioni in grado di invertire il trend
Andamento parametro Crescente Minore Crescita futura - i dati societari (storici e prospettici) sono in potenziale contrasto con le medie di settore: occorre verificare quale dei due possa prevalere
Costante Minore Crescita futura - trend storico e media di settore sono in potenziale contrasto: occorre verificare quale dei due possa prevalere
Calante Minore Crescita futura - i dati storici e le medie di settore non sembrano coerenti con gli obiettivi societari: occorre verificare la credibilità degli obiettivi
Crescente Minore Mantenimento - l'obiettivo societario sembra un ragionevole compromesso tra la tendenza storica da un lato e la sovraperformance sul settore dall'altro
Costante Minore Mantenimento - l'obiettivo societario sembra coerente con la tendenza storica ma vanno monitorate le condizioni che permettono di mantenere un vantaggio sui concorrenti
Calante Minore Mantenimento - l'obiettivo societario non è coerente con la tendenza storica e la sovraperformance sul settore che spingono verso una riduzione: occorre verificare la credibilità degli obiettivi

Tabella 1: combinazione di diverse tecniche di previsione


Claudio Guerrini
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

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