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Alla ricerca della persistenza

Ridurre la volatilità per un rendimento uniforme, per risultati più omogenei. Gli studi sulla persistenza vanno in questa direzione, e possono aiutare. Almeno un po’

di Giancarlo Marcotti

Vista l’importanza della diminuzione della volatilità per la ricerca di un continuo rendimento positivo, tutti gli studi fatti in questo settore sono degni di attenzione e meritano approfondimenti.

In particolare gli studi sulla persistenza dell’andamento azionario rivestono una grande importanza, è bene stabilire subito che in questo campo risultati definitivi e assolutamente soddisfacenti non si sono ancora ottenuti, ma certamente sarebbe utile ricercare nuovi approcci alla materia.

Per questo io ho salutato con favore le argomentazioni riportate dal Dr. Domenichini nel libro “Il metodo frattale applicato ai mercati”, ripeto, non vengono proposte soluzioni definitive, ma si teorizza uno studio sulle persistenze ed antipersistenze che potrebbe essere foriero di risultati apprezzabili.

In pratica quindi ad una analisi fondamentale che dovrebbe mettere in evidenza i titoli che hanno una significativa differenza rispetto ai propri analoghi settoriali, andrebbe associata una metodologia che agirebbe da ulteriore selezionatore dando la preferenza a quelle azioni che in passato hanno evidenziato una maggior persistenza nella direzionalità.

Lo scopo sarebbe ovviamente quello di raggiungere risultati omogenei, con la minor variabilità possibile. Associando a tutto ciò una debita dose di esperienza, che dà sempre un valore aggiunto, i giusti guadagni sono, con buona probabilità, raggiungibili.

Cattiva consigliera, invece, è l’avidità, che rende incapaci di fare analisi obiettive di ciò che accade. Solo così ci possiamo spiegare come mai abbiano un seguito persone che promettono guadagni mirabolanti, quest’ultimi proliferano anche perché i “truffati” difficilmente si rivolgono alla magistratura, non solo per sfiducia, ma per non essere bollati loro stessi come ingordi sprovveduti.

E’ bene però sottolineare che anche i siti internet, a maggior ragione se importanti e prestigiosi, che pubblicano inserzioni evidentemente truffaldine, hanno la loro parte di complicità, visto che ne traggono un utile dalla vendita dello spazio pubblicitario. Né possono nascondersi dietro un dito non assumendosi alcuna responsabilità, chi, ad esempio, promette di far guadagnare certamente una certa cifra giornaliera senza neppure dire quale capitale debba essere investito, è evidentemente in malafede, non è necessario provarlo.

Per questo lancio un appello a tutti i miei lettori: navigate esclusivamente sui siti internet che hanno l’onestà di rifiutare i soldi sporchi di pubblicità disoneste. La coerenza intellettuale è il miglior modo per rendere migliore il mondo in cui viviamo, visto che tutti noi possediamo questo strumento, utilizziamolo.

Giancarlo Marcotti
giancarlo.marcotti@finanzainchiaro.it

 
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