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L'economia etica di Georgescu-Roegen

L'apporto originale di un altro studioso senza etichette e senza scuole. Per Paul Samuelson era ‘il principe degli economisti'. Si battè per la costituzione dell'economia, o meglio della bioeconomia, come ‘scienza dell'uomo' alle prese coi moderni problemi

di La redazione di Soldionline 23 mag 2008 ore 17:09

Nicholas Georgescu-Roegen nasce a Costanza (nella regione della Dobrugia, in Romania) il 4 febbraio 1906. La madre è insegnante in una scuola professionale femminile, il padre è ufficiale dell'esercito. Nicholas cresce come studente estremamente brillante, affascinato in maniera particolare dalla matematica, passione che resterà costante per tutta la sua vita (e che rende talora particolarmente ostico il suo pensiero) . Nel 1926, a soli vent'anni, mentre studia all'università di Bucarest, scrive uno dei più importanti articoli economici sull'analisi delle equazioni differenziali in macroeconomia: La Teoria Pura del comportamento del Consumatore, che verrà ripubblicato con poche modifiche dieci anni dopo.

Nel 1930 conclude un periodo di studio in statistica presso la Sorbona di Parigi e qui giunge ad una conclusione che resterà un fondamento del suo pensiero: ‘i fenomeni economici non possono essere descritti solo con un sistema matematico'.  Nel 1934 Georgescu-Roegen vince una borsa di studio della Fondazione Rockefeller all'Università di Harvard, presso l'Economic Barometer. Solo una volta giunto ad Harvard viene a conoscenza della cessazione temporanea dell'attività dell'istituto.

Qui però comincia a lavorare nell'entourage dell'economista Joseph Schumpeter e di Wassily Leontief e pubblica numerosi saggi sulla produzione e l'utilità. Concluso questo periodo di studio ottiene la cattedra di Economia Politica presso l'Università di Bucarest, alla quale seguirà un nuovo periodo di incessante lavoro presso le Università di Nashville, di Ginevra e di Strasburgo, oltre a collaborazioni costanti con i vertici istituzionali del suo paese, la Romania. Il Professor Georgescu-Roegen muore a ottantotto anni nel 1994.

In tutta la trattazione di Georgescu-Roegen emerge la sua volontà manifesta di restituire alla teoria economica il suo ruolo di scienza dell'uomo e non di sterile meccanica razionale. Georgescu-Roegen si contrappone alla teoria ordinalista neoclassica che prevede la possibilità di una ordinabilità dei bisogni dell'uomo. Per lui i bisogni dell'uomo - quindi non di un'homo oeconomicus che riesce ad attuare delle scelte sempre nette e precise - sono concetti distinti ma non discreti, concetti dialettici e non separabili recisamente: ‘la specie umana si sarebbe estinta già da tempo se i nostri bisogni fossero rigidi come un numero'. Eppure per Georgescu-Roegen i bisogni, a cui corrispondo le curve di utilità individuali, sono indissolubilmente legati all'insieme valoriale che collega l'individuo alla società in cui vive.

Georgescu-Roegen è anche il fondatore della Bioeconomia. Egli sostiene che la scienza economica dovrebbe tenere maggiormente conto delle leggi biologiche ed energetiche della natura, che stanno a fondamento della termodinamica. Per lui le risorse non sono inesauribili, ma l'ammontare totale delle risorse naturali è sempre costante, è la solita prima legge della termodinamica: nulla si crea e nulla si distrugge. Ecco allora che se tra gli input produttivi figurano risorse naturali esauribili, anche gli output consistono di prodotti e di scarti. L'inquinamento diviene addirittura un prodotto entropico del ciclo produttivo, economico ed energetico. Ridurre l'inquinamento non significa altro che pagare un costo in termini di energia. Secondo Georgescu-Roegen non ci sono altre vie: risorse naturali esauribili, limiti imposti dalle leggi naturali, tecnologia che presenta un limite superiore invalicabile. Nel lungo andare non ha alcun senso l'ipotesi di riciclaggio infinito e neppure quella di infinita sostituibilità delle risorse.

Dice Giorgio Ruffolo: ‘[Georgescu-Roegen] osò affrontare le fondamenta epistemologiche dell'economia politica. Questo gli costò forse il meritatissimo Nobel [...]. Si trattava infatti di un'impresa eretica'.

Georgescu-Roegen pensa che l'unica soluzione sia una nuova etica che educhi l'umanità a provare simpatia per le generazioni future e che preveda un risparmio puntuale dello stock energetico del nostro pianeta. O forse, conclude Georgescu-Roegen provocatoriamente, è destino per l'uomo consumare e divertirsi il più possibile su questa terra, in vista di una vita breve, ma ‘affascinante, eccitante e stravagante'. ‘Siano le altre specie - le amebe, per esempio - che non hanno ambizioni spirituali, a ereditare una terra ancora immersa in un oceano di luce solare'. Che ne pensate?

Per saperne di più:

Bresso Mercedes - Pensiero economico e ambiente - Loescher - Torino - 1982;
Ruffolo Giorgio - Lo specchio del diavolo - Einaudi - Torino - 2006;
Zamagni Stefano - Georgescu-Roegen. I fondamenti della teoria del consumatore - Etas - Bologna - 1979.


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