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Quanto dura una crisi nei mercati azionari?

I mercati finanziari sono come un elastico, più li tiri e più conservano energia nel loro interno che verrà prima o poi dispersa violentemente all’intero sistema. Con intensità e frequenza sempre diverse. Prima parte

di Marco Delugan 3 ott 2008 ore 11:24
Il mercato azionario come molte attività legate alla sfera umana, alla natura, allo stesso cosmo è legato a fenomeni che si alternano ad intervalli più o meno regolari.  In economia, il ciclo economico è costituito da oscillazioni intorno ad un trend. 

Le fluttuazioni economiche sono caratterizzate dall’alternarsi di fasi di espansione e di recessione. Infatti, ad un periodo di espansione si alterna sempre un periodo di minore crescita o di depressione e viceversa, in modo che la dinamica appena descritta sia tipo oscillatorio attorno ad un valore medio.  Un ciclo solitamente è associato ad un trend, cioè le fluttuazioni cicliche sono caratterizzate da una sequenza di valori superiori al trend, seguiti poi da una serie di valori inferiori e viceversa. 

Nei mercati finanziari, grandi catalizzatori di emozioni umane (paura, rabbia, avidità) quando la domanda per un asset prevale sull’offerta, allora il prezzo di quel titolo intraprende un trend costantemente al rialzo (mercato bull); mentre in altri momenti in cui la pressione delle vendite si impone sugli acquisti, i  prezzi delle attività finanziarie sono destinati a seguire un andamento decrescente (mercato bear). 

Esistono, poi situazioni estreme, che sfuggono al controllo della razionalità,  l’euforia e panico in borsa rappresentano, appunto, gli antipodi della ciclicità dei trend dei mercati finanziari, ossia costituiscono i momenti finali di un’eccessiva irrazionalità dell’emotività da parte del sistema finanziario. Ma si sa, gli eccessi sono destinati in qualche modo a terminare e il mercato, qualche volta interrompe l’eccedenza in maniera brusca e repentina. 

I mercati finanziari sono come un elastico, più li tiri, più conservano energia nel loro interno, che verrà prima o poi dispersa violentemente all’intero sistema, con la conseguenza che milioni di investitori perdono la testa e tantissimi soldi a favore di quelli che usano la razionalità, non si fanno prendere dall’eccessiva emotività comunque  hanno imparato dalla storia  dei mercati finanziari. 

Appunto, ma la storia dei mercati finanziari che cosa ci ha insegnato? E’ possibile formulare ipotesi o previsioni su quello che sta succedendo in questo periodo sui mercati finanziari? 

La risposta non è così semplice. È vero, abbiamo davanti a noi quasi 90 anni di esperienze vissute dei mercati azionari ma non sempre comunque quello che è successo nel passato, poi nel futuro si debba ripetere con la stessa entità e frequenza. 

Nel corso di quasi un secolo, i mercati finanziari ne hanno visti di tutti i colori.  Dalla grande depressione che colpì tutte le economie mondiali, allo shock petrolifero del 1973, alla crisi russa del 1998 fino ad arrivare ai giorni nostri con lo scoppio della bolla legata ai mutui subprime. 

Ogni crisi dei mercati azionari è diversa dalle altre, ma sembra comunque che esistano delle linee comuni a quasi tutti momenti estremamente negativi che hanno colpito il sistema finanziario. 

Se la crisi arriva a causa di uno shock esterno ai mercati (esempio guerre, condizioni climatiche estreme, attentati)  allora probabilmente il sistema riuscirà a smaltire l’eccesso in poco tempo e lo shock verrà riassorbito.  Basta pensare alla crisi russa dell’agosto del 1998, quando la Russia svalutò il rublo e richiese una moratoria per i suoi debiti.  Se si guarda attentamente la tabella n° 1, si può notare come lo S&P 500 dal 17 di luglio del 1998 (massimo 1186) al 31 agosto dello stesso anno (minimo a 957) lasciò sul terreno il 19,3%. Dal minimo 957 l’indice americano impiego 2,6 mesi per riportarsi ai livelli del 17 luglio. Mentre il tempo necessario totale per lo S&P500 per tornare dal massimo del 17 luglio ad un uguale livello fu di 4,3 mesi.
Nella guerra del golfo che scoppiò nell’agosto del 1990, il mercato dal suo massimo (16 luglio, l’indice valeva 368,95) indietreggiò del 19,9%. Tale crisi durò poco meno di tre mesi e il mercato dal suo minimo (11 ottobre 1990) recuperò il terreno perso nel giro di 4 mesi, mentre ci vollero 7 mesi tra un massimo e l’altro. 

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Nei prossimi articoli verranno approfondite altre crisi e tireremo conclusioni sulla crisi che sta vivendo il mercato finanziario globale.


Paolo Buro
paoburo@tin.it
www.professionefinanza.com

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