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Diventare artefici del proprio destino finanziario

Ho incontrato decine di persone affermate nella vita che sono giunte al successo e all’indipendenza finanziaria che quando si trovano ad investire parte delle loro ricchezze lo fanno con una superficialità e una leggerezza che mai si sarebbe aspettati

di Marco Delugan 23 set 2008 ore 17:08

Attraverso il loro lavoro e la loro capacità professionale riescono ad avere un surplus finanziario e quindi delle risorse aggiuntive non necessarie per la vita di tutti i giorni che possono investire. Queste persone possono quindi definirsi “ricche”, ossia hanno un bilancio personale in cui le entrate passive (cioè entrate derivanti da attività che siano diverse dal proprio lavoro) sono maggiori rispetto alle spese correnti. Le entrate dei ricchi non derivano dal loro lavoro, derivano soprattutto dalle loro attività: il business per i ricchi è quindi quello di generare attività.

Le persone che dedicano buona parte del loro tempo a generare ricchezza si trovano nella condizione di dover impiegare delle risorse e spesse volte compiono questa operazione con quella superficialità e leggerezza che mai si sarebbe aspettata da persone che così professionalmente ed impeccabilmente riescono a creare quella ricchezza  attraverso il duro lavoro. In verità questo fenomeno colpisce solo le attivita' finanziarie: nell'acquisto di case, automobili, cibo o altro, il comportamento umano e' decisamente piu' razionale.

L’impressione e' che l'istinto che guida i piu' nella compravendita di attivita' finanziarie, sia una sorta di istinto suicida. Da uno studio realizzato da Bob Sanders, analista di Russell Investment Group, è stato dimostrato che nel lungo periodo le decisioni sbagliate sul timing degli investimenti possono ridurne i rendimenti perfino di due terzi.

L'elemento alla base di tali errori sono le tendenze comportamentali umane e la loro influenza sull'approccio all’investimento che impedisce di cogliere i momenti giusti per investire. Spesso gli investitori ricavano utili anche di molto inferiori rispetto a quelli dei fondi nei quali investono, a causa dell’infelice tempismo dei loro investimenti. L’esame delle tendenze dei flussi di cassa delle Sicav statunitensi negli ultimi dieci anni, dimostra che il denaro tende a fluire verso i fondi azionari USA dopo che questi hanno ben performato e verso i fondi comuni obbligazionari dopo che le azioni sono andate male. Gli investitori, quindi, permettono ai rendimenti recenti di guidare le decisioni; in realtà il  denaro segue i rendimenti del passato, ma i rendimenti futuri non seguono necessariamente il denaro.

Questo stato di cose è per certi versi paradossale: come è possibile impiegare tanta fatica e sudore per mettere da parte del denaro di cui poi non ci si cura minimamente o lo si fa con superficialità e leggerezza? Non è possibile non concedersi un giorno di vacanza per lavorare duramente o fare sterili economie per risparmiare quel denaro che poi si investe in maniera superficiale e avventata. Che senso ha lavorare così duramente se poi si perdono quei soldi attraverso investimenti avventati sui mercati finanziari? Quante volte ho sentito stimati professionisti dire “tanto poi le mie , Finmattica, Gandalf ecc ecc risaliranno” o non rispettare le più elementari regole di un buon investimento come la diversificazione del rischio.

Tutto questo per dire che un soggetto che ha delle risorse finanziarie in eccedenza, per periodi più o meno lunghi, ha il dovere di  mettere a frutto i propri capitali selezionando quegli investimenti che garantiscano un maggior rendimento a parità di rischio. Fermo restando il “dogma della diversificazione” una delle alternative di investimento possibili è quella di diventare artefice del proprio destino finanziario attraverso il trading part time.  Un concetto tanto banale quanto efficace è che nessuno meglio di se stessi può curare i propri interessi! Per quanto ci si affidi a persone scrupolose ed attente, nessuno meglio di se stessi può badare al proprio denaro. Infatti provenendo dal “sudore della propria fronte” si avrà il massimo rispetto e cura nella gestione, memori dei sacrifici che sono stati necessari per costruire un capitale da investire.

In definitiva, il trading part time approcciato con le giuste metodologie e tecniche, è una attività adatta a tutti i generi di persone volenterose e desiderose di apprendere, che desiderano mettersi in gioco, confrontandosi quotidianamente con i mercati finanziari. Non bisognerà essere esperti di informatica o navigati economisti o finanziari, saranno sufficienti delle capacità medie e delle conoscenze raggiungibili senza particolari sforzi, anche da coloro che non hanno effettuato studi specifici. L’elemento imprescindibile è la disciplina nel seguire alcune elementari regole tattiche e di money management e soprattutto il desiderio di migliorarsi costantemente attraverso gli insegnamenti che giornalmente il mercato fornisce.


Pietro Di Lorenzo
p.dilorenzo@sostrader.it

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