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Benjamin Graham e la sicurezza negli investimenti

Primo: quando non sei sicuro, stanne fuori. E mentre lo sei, in vacanza dai mercati azionari, ci sono letture che possono aiutare a capire meglio come investire. E tra queste c'è Benjamin Graham...

di Marco Delugan 28 nov 2008 ore 11:02

Benjamin Graham è considerato il padre indiscusso del “value investing”, cioè la filosofia di investimento che considera i dati fondamentali dei titoli, nonché il maestro ispiratore di Warren Buffett, il più grande investitore vivente.

I due libri principali nei quali esprime il suo pensiero e le sue strategie di investimento sono “The Intelligent Investor” e “Security Analysis”, considerati la base dell’investimento “value”.

Il suo approccio assolutamente razionale e logico all’investimento azionario sicuramente risulta estraneo rispetto all’approccio della maggioranza degli investitori, però le performance registrate dalla sua gestione (e soprattutto da quella del suo discepolo Buffett) sono state straordinariamente superiori a quelle dell’indice Standard & Poor 500, non solo nell’entità, ma anche per la costanza nel tempo.

Nel libro “The Intelligent Investor”, Graham enuncia le 7 regole base dalle quali non discostarsi mai nella scelta dei titoli azionari.

1. Adeguata dimensione dell’azienda

Fatturato non inferiore ai 100 milioni di dollari per le aziende industriali e non meno di 50 milioni per le utility (il contesto è la borsa Americana dei primi anni ’70). L’idea di base è quella di escludere le piccole aziende, perché potrebbero essere soggette a vicissitudini in maniera superiore alla media. Per cui non c’è motivo di inserire nel portafoglio dell’investitore difensivo tale tipologia di aziende.

2. Situazione finanziaria sufficientemente solida

Il totale degli asset deve essere almeno il doppio dell’indebitamento (rapporto debiti/mezzi propri inferiore a 0,5).

3. Stabilità dei guadagni

Almeno “qualche guadagno” mostrato dall’azienda con continuità negli ultimi 10 anni.

4. Dividendi

Pagamenti ininterrotti per almeno gli ultimi 20 anni.

5. Crescita degli utili

Un aumento minimo di un terzo degli utili per azione negli ultimi 10 anni, usando medie a tre anni.

6. Moderato rapporto prezzo/utili

Il prezzo corrente non deve essere superiore a 15 volte gli utili, considerando gli ultimi tre anni. Il consiglio di base per l’intero portafoglio è di avere un rapporto complessivo di utili/prezzo, l’inverso del p/e, migliore del tasso corrente dei bond a lungo periodo ad alto rating (Graham include l’esempio p/e 13,3 = bond al 7,5%).

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

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