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Il manuale della prudenza secondo il Ctcu

In un mercato sempre più inquinato dalla deregulation è ormai cruciale il ruolo ricoperto dalle associazioni di difesa dei consumatori. Alcuni sodalizi sono da tempo divenuti autorevoli interlocutori della controparte, pubblica o privata, altri si sono affacciati più di recente sulla ribalta della tutela dei diritti dell’utente, fornendo tuttavia servizi aggiornati e scrupolosi in tema di autodifesa dagli abusi operati dai registi delle dinamiche consumiste

di La redazione di Soldionline 21 dic 2006 ore 10:31
Oggi intendiamo segnalare l'opera meritoria svolta dal Centro Tutela Consumatori Utenti (Ctcu), associazione nata in Alto Adige, che si distingue tra l'altro per l'alta qualità dell'informazione offerta al pubblico. Quella del Ctcu potrebbe quasi essere definita autentica controinformazione militante, per lo slancio combattivo che la caratterizza. Requisiti che il Centro impiega sui vari fronti in cui si frantuma la protezione del consumatore, brillando soprattutto nell'informazione sul controverso e complesso sistema dell'industria assicurativa. Ci ha colpito, ad esempio, il capitolo che il Centro Tutela Consumatori Utenti dedica agli assicurati in caso di sinistro. Il titolo della trattazione è estremamente significativo: Comportamento in caso di sinistro.

In esso si descrive appunto la condotta che il titolare di una polizza deve assumere al momento in cui si verifica l'incidente temuto. E la successione delle 'mosse' da fare è illustrata in modo esauriente e brillante. A cominciare dalle cose più elementari. Ad esempio, in caso di incidente, incendio o furto, occorre subito chiamare la polizia e assicurarsi che rediga un verbale che contenga lo svolgimento dei fatti. In secondo luogo, si raccomandano gli esperti del Ctcu, fare se possibile le foto del sinistro e raccogliere eventuali testimonianze. Bisogna poi tener presente che in tali circostanze è il caso di obbedire al dettato dell'art. 1914 del cod. civile il quale prescrive il cosiddetto 'obbligo di salvataggio', ovvero il dovere di fare il possibile per neutralizzare le conseguenze lesive prodotte dall'evento: un'eventuale omissione, tra l'altro, comprometterebbe il diritto all'indennizzo (ad esempio, omettere di chiamare le forze dell'ordine dopo un furto).

Vi è poi una serie di prescrizioni (art. 1913) che l'assicurato è chiamato ad assolvere. La più elementare è nota ed impone al titolare della polizza di comunicare, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, alla Compagnia l'avvenuto sinistro: adempimento da assolvere entro 3 giorni da quello in cui si è prodotto il danno o l'assicurato ne ha avuto conoscenza (salvo diversi accordi). La comunicazione deve riportare tutte le coordinate dell'evento (ora, data, luogo, circostanze, foto, testimonianze, certificati medici etc.). All'Assicurazione va poi richiesto quale tipo di documentazione occorra per la liquidazione. Cautela poi vuole che convenga anche chiedere alla compagnia qual è il numero di protocollo del sinistro e quale operatore se ne occupi in prima persona. Ovvio attendersi che, nel caso la determinazione del danno sia controversa, l'assicurazione invii un perito per accertamenti.

A questo punto, la disamina degli esperti del Ctcu espone il ventaglio dei possibili sviluppi. Nel caso più auspicabile la compagnia e l'assicurato sono d'accordo sulla liceità della liquidazione e sull'importo: in questo caso bisogna che l'assicurato studi bene la quietanza e la somma effettivamente offerta, solo dopo potrà firmarla e inviarla all'Assicurazione. Con queste premesse il risarcimento deve avvenire entro un mese; in caso di ritardo rivolgersi all'Isvap. Nel secondo caso, il più deprecabile, l'Assicurazione non riconosce l'assunzione del sinistro. Allora occorre pretendere dalla Compagnia comunicazione scritta del diniego: esattamente da questo momento iniziano a decorrere i 60 giorni necessari per esercitare il diritto di recesso dal contratto. E' ovvio, intanto, che il primo lavoro da fare è un raffronto accurato tra il testo della vostra polizza e le motivazioni con cui la Compagnia respinge le proprie responsabilità.

Se invece l'assicurato ritiene pretestuose le ragioni dell'assicuratore, gli conviene interpellare un'associazione che tutela gli interessi dei consumatori o un avvocato. La terza ipotesi è quella in cui l'assicurazione è d'accordo sull'indennizzo, ma non sul suo ammontare. E' il caso della controversia ed è assai frequente. All'assicurato conviene allora chiedere alla compagnia di quali voci e in che misura si compone la liquidazione proposta: insomma un quadro analitico dell'importo. E ad ogni modo l'assicurato può reagire, contrapponendo una propria perizia di parte: la prestazione deve essere fornita dai cosiddetti 'consulenti tecnici d'ufficio' la cui lista è reperibile presso il Tribunale del territorio. Se la disparità di valutazioni persiste, infine, l'unica alternativa che rimane è il giudizio di un arbitrato o quello della magistratura ordinaria. Auguri.

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