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Germania 2006: quando la polizza fa gol

Tempo di mondiali di calcio. Grande vetrina di gioielli del calcio internazionale: i re della pedata sono preziosi e come ogni altro bene di valore vanno assicurati contro i rischi, in questo caso professionali.

di La redazione di Soldionline 1 dic 2006 ore 11:12
E proprio il campionato del mondo di football ripropone il problema sulla tutela dell'integrità dei giocatori di club e dei trattamenti assicurativi che le società di calcio devono garantire ai propri giocatori quando questi sono convocati in nazionale. Una priorità di cui si è fatta carico la Fifa che, tramite il presidente Joseph Blatter, ha ribadito la necessità che la Federazione del football mondiale approvi un meccanismo assicurativo che garantisca gli atleti che partecipano ad una competizione calcistica internazionale.

L'organismo diretto da Blatter, infatti, è al centro di un'azione legale intentata da un club europeo, lo Charleroi, che ha visto un proprio giocatore (il marocchino Oulmers) infortunarsi durante un match disputato con la maglia della nazionale nordafricana: e ora lo Charleroi intende rivalersi del danno subìto nei confronti della Fifa. L'aula giudiziaria fornirà a breve il suo responso, ma intanto Blatter pigia sull'acceleratore per far sì che venga varato al più presto dalla massima Autorità calcistica un sistema risarcitorio in cui saranno i club in prima persona a stipulare polizze assicurative per i calciatori visto che sono quelli che più li utilizzano: i club dunque dovranno sostenere l'onere della maggior parte delle polizze, ma giacchè anche le Nazionali utilizzano i campioni nella misura approssimativa del 20%, toccherà poi alle federazioni calcistiche dei singoli paesi accollarsi la stipula di un altro buon 20% di polizze assicurative. Alle federazioni calcistiche nazionali dei paesi economicamente più deboli, infine, provvederà la stessa Fifa.

Intanto, nello scenario dei mondiali di Germania 2006, a volersi garantire dal rischio non sono solo le star del campo di gioco: ha fatto, infatti, scalpore la decisione di una Compagnia inglese che ha sfornato una polizza in grado di «coprire» persino i tifosi dagli shock subiti per via di delusioni calcistiche. Il caso per la verità è abbastanza unico e riguarda un supporter della selezione britannica che è riuscito, pagando un premio di 150 euro, ad assicurarsi un indennizzo di un milione e mezzo di euro per danni psicologici nel caso la squadra inglese fosse stata esclusa dal mondiale già al primo turno. La Compagnia che ha concesso l'inedita copertura è la British Insurance che, però, prima di vendere la singolare polizza al tifoso, si è cautelata con tutte le indagini del caso, chiedendo a molti esperti quante probabilità c'erano che il team inglese uscisse già al turno di qualificazione. Il fatto dimostra tra l'altro quanto labile sia a volte il confine tra attività assicurativa e scommessa. E nel frattempo ci si chiede se a questo punto il supporter interessato tiferà contro a o favore della nazionale inglese.

Ma, sempre restando al binomio Mondiali/Assicurazioni, nell'almanacco della kermesse calcistica tedesca resterà anche quest'altra notizia: vale a dire la «pensata» di una Compagnia assicurativa olandese che ha proposto ai datori di lavoro una polizza contro i giorni di malattia accumulati dai lavoratori subordinati durante la disputa del campionato mondiale. L'assicurazione, insomma, copre gli imprenditori dal rischio e dai danni conseguenti ai giorni di malattia dei propri dipendenti, epidemie che esplodono guarda caso proprio in coincidenza con le partite della nazionale olandese.

Le Autorità tedesche, intanto, non trascurano di dare consigli agli italiani che si recano in Germania per assistere alle partite degli azzurri: il primo è quello di cautelarsi con una buona assicurazione privata che possa essere utilizzata in caso di malattie o cure mediche su suolo tedesco e che garantisca, in caso di emergenza , anche un sollecito rimpatrio. E se a Germania 2006 tutti vogliono assicurarsi, le prime ad averci pensato, e già da tempo, sono le locali lavoratrici del sesso, supermobilitate per una manifestazione che nel giro di un mese prevede un afflusso di circa un milione di visitatori: le professioniste dell'amore in Germania sono circa 400 mila e godono dell'assicurazione malattia e di trattamento pensionistico. Indubbiamente una buona blindatura in considerazione del superlavoro imposto dall'evento mondiale.



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