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La ruota della fortuna colpisce ancora

Nel concorso "Caccia al Toro" dieci gestori professionali si sfidano e sfidano portaqfogli "Montecarlo", cioè costruiti con criteri del tutto casuali... come finirà?Nelle edizioni passate i risultati netti non hanno dato ragione ai gestori, e questo fa pensare...

di La redazione di Soldionline 5 ott 2005 ore 08:52
Le tesi del libro di Nassim Nicholas Taleb, Giocati dal caso, (2003) hanno avuto solo una flebile eco in Italia. Nassim Taleb è un trader statunitense d'origine libanese ed uno studioso universitario che ha esplorato con sottile ironia i temi della conseguenza della casualità sui risultati degli investimenti finanziari. Negli Stati Uniti Fooled by Randomness è stato un vero caso letterario probabilmente perché ha 'sistematizzato' concetti ed esperienze già note in precedenza. In Italia, invece, l'impatto di questo libro sul dibattito sulla gestione di portafoglio è stato quasi nullo.

Eppure anche in Italia abbiamo evidenze indicative di come i risultati della tradizionale gestione di portafoglio siano permeati dal caso. Una di queste evidenze deriva da un'iniziativa del quotidiano Il Sole 24 Ore.
Il Sole 24 Ore è ormai alla terza edizione della competizione 'Caccia al toro' nella quale dieci gestori professionali si sfidano, selezionando portafogli di cinque azioni europee ed aggiornandoli ogni cinque settimane. I risultati conseguiti dai gestori sono poi confrontati con le performance d'altri portafogli di azioni, tra cui i portafogli detti 'Montecarlo', ovverosia selezionati in maniera assolutamente casuale. La selezione dei portafogli Montecarlo è realizzata in maniera altrettanto casuale dell'estrazione dei numeri del Lotto. La descrizione delle regole della competizione e dei risultati della prima edizione è contenuta nel capitolo 4.5 del mio pamphlet Perché liberalizzare la gestione del risparmio, disponibile on line al link www.borsaexpert.it/4dcgi/e_xper/001.pdf .

Come si sono comportati mediamente i portafogli dei gestori a confronto con i portafogli casuali nelle prime due edizioni della competizione? I risultati sono contenuti nella tabella 1:

Tabella 1


Le performance dei gestori sono calcolate al lordo di commissioni di gestione e di negoziazione. Ma, se si sottrae alla performance media dei gestori un Total Expense Ratio medio del 3% (che, come è noto, non è neppure inclusivo delle commissioni di negoziazione pagate dai fondi), le performance medie dei due gruppi si equivalgono. L'operatività di questi fondi 'virtuali' in realtà fu molto dinamica poiché ogni cinque settimane i portafogli venivano soggetti a revisione.
Come a dire che, scegliendo a caso i titoli azionari, si ottiene lo stesso risultato, e - al netto dei costi - persino migliore, che affidandosi ad un gestore medio.
A questo punto è lecita la domanda: è stato questo un risultato a sua volta casuale? Direi proprio di no giacché esperimenti analoghi condotti negli USA hanno offerto le medesime evidenze.
È chiaro, a questo punto, che, se un risparmiatore si affida ad un gestore a caso, il suo risultato può essere solamente doppiamente casuale. Affidarsi ad un gestore a caso, ad esempio, significa sottoscrivere un fondo solo perché è gestito dalla banca presso cui si tiene un conto corrente. La relazione tra la qualità del gestore ed il fatto di avere un contro corrente presso la banca di cui il gestore è dipendente è una relazione inesistente. Pertanto la selezione fatta con questo criterio è casuale e può dare origine solo a risultati casuali.
La selezione dei gestori deve realizzarsi con criteri di analisi e di selezione ben diversi. Altrimenti è equivalente ad armarsi di freccette per selezionare gli investimenti.


Paolo Sassetti



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