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Gestori: quei dilettanti così professionali...

Provate ad immaginare che una società di gestione del risparmio perda il suo gestore specializzato nell’azionario degli emerging markets e che sia messa nella necessità di doverlo sostituire...

di La redazione di Soldionline 27 mar 2006 ore 10:58
Poiché

(1) i mercati emergenti negli ultimi anni hanno registrato importanti rivalutazioni e si vorrebbe gestire il rischio di un possibile storno e poiché
(2) la società di gestione vuole orientarsi sempre più verso fondi flessibili, si decide di rimpiazzare il gestore perso con un gestore che abbia competenze nel market timing dei mercati emergenti.

La società di gestione incarica, quindi, un cacciatore di teste della ricerca di questa figura professionale, imponendo il vincolo che il candidato provenga da una società di gestione del risparmio. Dopo alcuni mesi di ricerca l'head hunter deve candidamente riconoscere che, nel settore, non esistono gestori professionali specializzati nel market timing dei mercati emergenti. Sorpresi? L'omogeneizzazione professionale e l'indicizzazione di portafoglio hanno raggiunto tale livello che è quasi impossibile identificare un gestore 'eclettico' che, al tempo stesso, provenga da una società di gestione di prodotti armonizzati..

Se volete trovare uno specialista del market timing sui mercati emergenti dovete necessariamente ricercarlo al di fuori delle società per la gestione del risparmio. Ad esempio, potete rivolgervi a Rosario Rizzo (http://www.galileofinance.com/). Rosario Rizzo ha un pedigree di tutto rispetto (Master in Econometrics alla NY University, Servizio Studi di Bankitalia, ecc.), ha sviluppato un'efficace modellistica long-out per la gestione dinamica dei mercati azionari emergenti ma il suo profilo professionale è introvabile (e forse anche inutilizzabile) nelle società 'tradizionali' di gestione del risparmio. Recentemente un'importante istituzione finanziaria italiana lo ha assistito nel lancio di un fondo hedge azionario specializzato in mercati emergenti. Da notarsi che è stata un'istituzione finanziaria con i capitali di proprietà e non la sgr da essa controllata a dargli il modo di avviare questa iniziativa. Da notarsi anche che, a causa delle barriere ed i costi imposti dalla normativa nazionale sui fondi speculativi, Rosario Rizzo ha impiantato la sua nuova attività a Londra, come fanno quasi tutti gli Italiani che vogliono lanciare un fondo hedge. Ecco che una regolamentazione pesante, volta essenzialmente a limitare la concorrenza nel risparmio gestito da parte di soggetti non bancari, si risolve in una perdita secca per il 'sistema Italia', sia in termini economici, sia in termini di know how umano. Se lo appunti in agenda il neo Governatore Draghi ...

La globalizzazione della cultura d'investimento nel settore dei fondi comuni determina un elevato grado di omogeneizzazione e standardizzazione delle tecniche all'interno dell'industria, che riducono od eliminano quasi completamente quella che potremmo definire 'bio-diversità' delle tecniche d'investimento finanziario. La 'bio-diversità' delle tecniche d'investimento tendenzialmente si sviluppa all'esterno dell'industria dei fondi comuni.

Più recentemente si assiste ad un nuovo fenomeno d'esportazione di tecniche d'investimento dal mondo dei fondi hedge al mondo dei fondi comuni. A titolo d'esempio, il fondo comune SGAM AI Equisys Fund adotta tecniche quantitative per la selezione dei titoli azionari e di tecniche di market timing per la definizione dell'esposizione azionaria ma rappresenta un prodotto 'armonizzato' sviluppato da una società, la Societé Générale Asset Management A.I., (http://www.sgam-ai.com/) focalizzata sugli 'Alternative Investments' (A.I.). In altri termini, il fondo in oggetto rappresenta un'invasione di campo nei fondi comuni da parte di una società in realtà specializzata negli investimenti 'alternativi'.

Questo fenomeno ha portato alcuni osservatori a prefigurare una crescente convergenza di strategie d'investimento tra fondi speculativi (hedge) e fondi armonizzati. Con mercati azionari in forte crescita, i fondi hedge globalmente considerati normalmente sottoperformano gravemente i fondi comuni (come dimostrano vari indici costruiti sull'universo dei fondi hedge), ma, come contropartita, i fondi comuni tipicamente espongono i sottoscrittori a perdite potenziali ed effettive e volatilità di gran lunga superiori a quelle dei fondi hedge. La ricerca di un compromesso meno 'polarizzato' agli estremi tra rendimenti e volatilità di portafoglio alimenta questa lenta convergenza tra fondi comuni e fondi hedge.

Trattasi di una convergenza che, ovviamente, se non altro per ragioni normative non potrà mai del tutto completarsi. Ma è una convergenza che, come il caso SGAM AI segnala, per ragioni culturali nasce prevalentemente dall'esportazione forzata di tecniche gestionali dal mondo dei fondi hedge a quella dei fondi comuni anziché dall'importazione spontanea da parte dei fondi comuni di tecniche tipiche del mondo dei fondi hedge. Questa è un'area di sinergie ancora in gran parte inesplorate da parte di quelle istituzioni che controllano sia Sgr di fondi armonizzati, sia Sgr di fondi speculativi.

Mentre esiste un continuo interscambio di know how tra soggetti privati, semplici individui, e mondo dei fondi hedge, questo interscambio è ridotto ai minimi termini tra soggetti privati e fondi comuni. A causa del già citato processo di omogeneizzazione e standardizzazione di cui i fondi comuni sono oggetto.

Il caso di Marketocracy.com

Marketocracy.com (Market + Meritocracy) è un sito Internet gratuito che consente a chiunque s'iscriva ad esso di simulare una strategia d'investimento in tempo reale sul mercato azionario statunitense. Inserendo un portafoglio d'azioni, il sito fornisce gli 'eseguiti virtuali', calcola i costi di transazione, i prezzi effettivi di esecuzione delle compravendite e stima le performance nette delle strategie di investimento implementate dai suoi utenti.

Attualmente circa 55.000 soggetti simulano circa 65.000 modelli d'investimento tramite il sito Marketocracy.com. Sono per lo più soggetti privati, persone fisiche, veri 'dilettanti' nella gestione di portafoglio.

Il sito realizza e periodicamente aggiorna un ranking dell'efficacia dei diversi modelli d'investimento e seleziona quelli che giudica i migliori 100 modelli d'investimento sui 65.000 monitorati. L'aspetto più interessante della storia è che, a partire dall'ultimo trimestre del 2001, è stato lanciato un fondo comune 'vero' e non solo virtuale (Marketocracy Master 100 Fund, ticker: MOFQX), che oggi ha una massa gestita di circa 100 milioni di dollari, che impiega i suoi capitali investendo pari passu nelle prime 100 strategie d'investimento selezionate da Marketocracy.com. Il fondo retrocede ai 100 'dilettanti' selezionati lo 0,30% dalla sua commissione di gestione annua (1,50%). Non essendo un fondo armonizzato, non è disponibile ai risparmiatori italiani.

Notizie sul fondo si trovano all'indirizzo http://funds.marketocracy.com/mof/index.html

La performance del fondo, dunque effettiva e non solo simulata, è evidenziata qui sotto:

Sintesi delle performance del fondo



Performance di breve termine


Il fondo di quelli che potremmo definire i migliori 'dilettanti' del mondo ha, dunque, ampiamente battuto l'indice S&P 500, sia pure al prezzo di un'elevata volatilità dei rendimenti. In altri termini, i 100 migliori 'dilettanti' della gestione di portafoglio selezionati dal sito hanno fatto molto meglio del gestore professionale statunitense medio, che è vincolato rigidamente dal benchmark selezionato, e che tipicamente non lo batte.

La differenza positiva di rendimento rispetto all'indice S&P 500 è in parte imputabile ai pesi settoriali del fondo diversi da quelli dell'indice S&P 500, tipici di una gestione attiva di portafoglio:


Il manager del fondo, Kendrick Kam, è anch'egli un outsider della gestione di portafoglio, pur facendo molto meglio della media dei gestori professionali. Di fatto, egli si è specializzato nel rating dei diversi stili di gestione. Che è un approccio decisamente originale.

Il caso di Marketocracy offre spunto per alcune riflessioni:

· conferma l'idea che la persistenza delle performance dei gestori possa essere 'catturata' per perseguire rendimenti superiori alla media;
· conferma la mia eretica convinzione che alcuni tra i migliori gestori di fondi comuni possono identificarsi fuori dal perimetro tradizionale dell'industria del risparmio gestito e che un'attività strutturata di scouting possa offrire opportunità straordinarie nell'individuazione di talenti della gestione di portafoglio.

Questo succede normalmente nell'ambito dei fondi hedge ma assai più raramente, per non dire mai, nell'ambito dei fondi comuni.




Paolo Sassetti
Analista finanziario indipendente, socio Aiaf



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