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Sfuttare o no il superbonus: a chi conviene rimanere al lavoro?

In attesa del varo della riforma previdenziale fino al dicembre 2007 chi matura i requisiti per andare in pensione può scegliere di rimanere al lavoro, facendo richiesta del "superbonus". Un modo per vedersi aumentare lo stipendio, rinunciando alla rivalutazione previdenziale. Una scelta da valutare attentamente, che premia i lavoratori di reddito più elevato, il che spiega il perché del successo solo parziale della misura.

di La redazione di Soldionline 5 dic 2006 ore 09:58
Mentre non si placano le polemiche sulla riforma del Tfr (l'ultima ha coinvolto il presidente del consiglio e il ministro del Welfare sul tema di una 'corsia preferenziale' per i fondi pensione contrattuali, anziché per quelli delle singole banche e assicurazioni), per i lavoratori in procinto di andare in pensione si ripropone l'alternativa tra sfruttare l'attuale normativa, magari approfittando di ulteriori slittamenti nell'entrata in vigore delle nuove norme, o rimanere al lavoro posticipando la data del pensionamento e sfruttando il 'superbonus', ovvero l'incentivo previsto dalla legge di riforma previdenziale per chi ha maturato o maturerà il diritto alla pensione di anzianità fino al 31 dicembre 2007, ma deciderà di continuare a lavorare.



Il requisito minimo è avere 35 anni di contributi e almeno 57 anni di età. In alternativa, si può andare in pensione con 38 anni di contribuzione indipendentemente dall'età fino a tutto il 2005, che diverranno 39 anni di contribuzione nel 2006 e nel 2007). Ma il 'premio' riguarda solo i lavoratori dipendenti del settore privato e non anche quelli del settore pubblico o i lavoratori iscritti ai fondi esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria (come l'Inpdap) e che prevede, per chi vi aderisce, un aumento esentasse in busta paga pari alla contribuzione previdenziale: il 32,7% dello stipendio lordo per quasi tutti i lavoratori (che sale al 33,7% sulla fascia di retribuzione annua che eccede i 37.883 euro), come ricorda lo stesso Inps sul suo sito.

Per ottenere il bonus un lavoratore deve bonus ritirare e compilare l'apposito modulo per la richiesta. Successivamente l'Inps invierà a casa del lavoratore l'estratto contributivo, la certificazione del diritto alla pensione ed il calcolo indicativo della pensione stessa.
Una volta che si ha usufruito del bonus l'importo della pensione che spetterà sarà 'cristallizzato' ossia calcolato al momento della decorrenza dell'incentivo (sulla base dei contributi versati fino a quella data), maggiorato degli aumenti del costo della vita che sono intervenuti nel frattempo. Dunque nessun regalo: si tratta di scegliere se avere un uovo oggi o una gallina domani. Di fatto chi sceglie il bonus rinunzia al rendimento previdenziale il quale, essendo inversamente proporzionale al reddito, premia i redditi più bassi in misura maggiore di quelli più elevati.

Così, come confermano i dati più recenti, il 'superbonus' non sta cambiando più di tanto le abitudini degli italiani, che continuano ad andare in pensione in modo regolare, in particolare nel caso di redditi fino a 38.642 euro annui (per i quali la rivalutazione previdenziale alla quale si rinuncerebbe equivale al 2% annuo). Al contrario a richiedere il bonus (48.225 richieste a fine settembre scorso) sono quei lavoratori di reddito elevato, per i quali il 'sacrificio' è modesto (oltre i 38.642 e fino a73.419,80 euro la rivalutazione cala gradualmente dall'1,60% all'1,115%, oltre i 73.419,80 euro è pari allo 0,9%), come quadri e dirigenti. O che pur avendo maturato i requisiti avevano deciso di rimanere comunque al lavoro.

In ogni caso per le casse dell'Inps si tratta di un piccolo ma significativo sollievo: oltre 1 miliardo di euro di risparmio entro il 2007, ma meno di quanto finora previsto, dato che ancora pochi mesi fa l'Inps parlava di risparmi per 1,3 miliardi già entro fine anno. Del resto l'istituto concede annualmente circa 180 mila pensioni d'anzianità, per cui le oltre 48 mila richieste rappresentano poco più di un quarto del totale complessivo.


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