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Contributi pensionistici, ad ognuno il suo

In attesa dell’agognato via libera alla riforma del Tfr, concentriamo l’attenzione su come la pensione viene ad essere costituita. La pensione è una forma di retribuzione dilazionata nel tempo, la cui entità è direttamente proporzionale ai contributi versati. Ma cosa si intende per contributi e a chi spetta pagarli? Una visita al sito dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale permette di chiarire molti dei possibili dubbi. Ma andiamo per gradi.

di La redazione di Soldionline 5 dic 2006 ore 09:57
Tra i vari servizi messi a disposizione online dall'Inps (attraverso l'assegnazione di un codice Pin da digitare insieme al proprio codice fiscale per accedere ai servizi stessi), particolarmente interessante è quello che consente di effettuare un estratto contributivo e il calcolo simulato della pensione. Che come noto dipende essenzialmente dai contributi versati, ossia dalle somme prelevate dalla busta paga (nel caso di lavoratori dipendenti) o versate in base al reddito d'impresa (nel caso di artigiani e commercianti), o del reddito agrario (nel caso di lavoratori autonomi agricoli) ovvero ancora sulla base di una serie di aliquote in base al reddito annuo (come nel caso dei parasubordinati tra cui i lavoratori occasionali, i venditori a domicilio e gli associati in partecipazione).

Il caso più noto è certamente quello dei lavoratori dipendenti: qui il datore di lavoro preleva una somma dalla retribuzione per poi versarla all'Inps. Si tratta di un contributo per definizione 'obbligatorio', dovuto per legge indipendentemente da eventuali accordi tra le parti. I contributi sono calcolati in percentuale sulla retribuzione: una parte è a carico dell'azienda e una parte a carico del lavoratore. Nella generalità dei casi la percentuale globale è pari al 32,70% della retribuzione lorda, con versamenti minimali aggiornati annualmente (per il 2005, segnala l'Inps, la soglia è di 168,17 euro settimanali) e, per tutti gli iscritti dopo il 1996, un massimale a sua volta aggiornato ogni anno (quest'anno è di 84.049,00 euro annui) oltre il quale non si devono versare i contributi per la pensione.

Per quanto riguarda gli artigiani, ossia tutti coloro che svolgono un'attività con carattere di professionalità e di prevalenza principalmente per la produzione di beni o la prestazione di servizi ad esclusione delle attività agricole o commerciali, prevalentemente con il proprio lavoro e quello dei familiari coadiuvanti, l'importo dei contributi da versare si calcola in base al reddito di impresa (denunciato ai fini dell'Irpef) per l'anno solare al quale i contributi si riferiscono. Non potendosi conoscere in anticipo quali saranno i redditi prodotti nel corso dell'anno, il versamento in acconto va effettuato in base dei redditi d'impresa dichiarati nell'anno precedente, cui si aggiungerà nell'anno successivo un versamento a conguaglio tenendo conto degli importi già versati.

In questo caso, ricorda anche l'Inps nel suo sito istituzionale, i contributi sono dovuti sulla base a un minimale e un massimale di reddito, che per l'anno in corso sono stati fissati pari, rispettivamente a 13.133 e a 64.402 euro annui (84.049 euro per gli iscritti dopo il 1995). Per redditi inferiori il contributo andrà comunque calcolato sul minimale. Il contributo sarà pertanto pari al 17,20% per il titolare e i familiari di almeno 21 anni d'età per redditi dal minimale fino a 38.641 euro (il 14,20% per familiari con meno di 21 anni), ovvero al 18,20% nel caso di redditi superiori e fino al massimale (il 15,20% per i familiari meno che ventunenni).

Per i commercianti (categoria che comprende chi esercita attività commerciali e turistiche anche in veste di ausiliario del commercio, come ad esempio agenti e rappresentanti di commercio, agenti aerei, marittimi raccomandatari, mediatori, propagandisti e procacciatori d'affari e promotori finanziari) lo schema è del tutto analogo a quello applicato nel caso degli artigiani, sia per quanto riguarda le modalità di pagamento sia di calcolo, con gli stessi minimali e massimali di reddito, con la differenza che il contributo sarà del 17,59% (14,59% per i familiari con meno di 21 anni) per i redditi inferiori a 38.641 euro e del 18,59% (15,59%) per i redditi superiori.

Per tutti i lavoratori autonomi che esercitano un'attività professionale o di collaborazione coordinata e continuativa per cui è prevista l'iscrizione alla Gestione separata dell'Inps (i cosiddetti 'parasubordinati'), che per effetto dell'entrata in vigore della riforma Biagi, a partire dal 24 ottobre 2003 vedono le collaborazioni inquadrate in un progetto, programma o fasi di essi, il contributo varia. E' del 18% per i non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria con un reddito annuo non superiore a 38.641 euro (sul reddito eccedente tale limite si applica un'aliquota del 19%). Il contributo comprende un'aliquota dello 0,50% per finanziare l'indennità di maternità e l'assegno per il nucleo familiare. Si beneficia anche dell'indennità di malattia, limitatamente però ai periodi di ricoveri ospedalieri.

Il contributo è invece ridotto al 10% per i collaboratori e i professionisti iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, i lavoratori che hanno contributi volontari o figurativi e i titolari di pensione di reversibilità. Infine il contributo è pari al 15% per i titolari di pensione diretta (ossia quella derivante da contributi versati per il proprio lavoro). Tutti i lavoratori parasubordinati possono inoltre riscattare fino a cinque anni di collaborazioni coordinate e continuative precedenti l'inizio dell'assicurazione. Il riscatto è a completo carico del lavoratore che pagherà in base all'aliquota contributiva vigente al momento della domanda.

Infine i lavoratori autonomi occasionali e i venditori a domicilio devono iscriversi alla Gestione separata solo nel caso in cui il reddito annuo derivante da tali attività sia superiore a 5.000 euro, mentre l'iscrizione è obbligatoria dal primo gennaio 2004 per coloro che, concludendo contratti di associazione in partecipazione, si impegnano per l'apporto di solo lavoro, obbligo che invece non riguarda gli associati già iscritti ad albi professionali.

Nel caso della Gestione separata il va versato all'Inps con il classico modello F24, unico per professionisti e collaboratori. Nel primo caso il contributo viene pagato con il meccanismo degli acconti e saldi, negli stessi termini previsti per i versamenti Irpef, ed è a completo carico del professionista, nel caso dei collaboratori il versamento è effettuato dal committente entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso. È per due terzi a carico dell'azienda committente e per un terzo a carico del lavoratore. Il contributo è dovuto entro un massimale di reddito che cambia di anno in anno in base alle variazioni del costo della vita. Per il 2005 il massimale è di euro 84.049,00 annui.

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