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Contributi figurativi e da riscatto per raggiungere la pensione

Che succede se malgrado vi manchino pochi anni alla pensione improvvisamente non potete più proseguire, per qualsiasi motivo, la vostra attività? La soluzione può essere a portata di mano ed è rappresentata dall’accredito dei contributi figurativi, o dal versamento di contributi da riscatto. Vediamo di capire meglio di che si tratta e in cosa differiscano le due ipotesi.

di La redazione di Soldionline 29 mar 2006 ore 12:14
I contributi figurativi sono contributi 'fittizi', riconosciuti gratuitamente dall'Inps agli assicurati per periodi nei quali non si è avuta realmente attività lavorativa e di conseguenza non vi era stato il versamento di alcun contributo obbligatorio. Questi contributi figurativi possono consentirvi a raggiungere il vostro diritto alla pensione e calcolarne l'importo, che non cambia, purchè (per tutti coloro che al 31 dicembre 1992 non avevano contribuzione presso l'Inps) non si superino i cinque anni.

Ovviamente non tutti i periodi di 'non lavoro' sono validi per far maturare il diritto alla pensione, anzi l'Inps sul proprio sito istituzionale ricorda con precisione quali siano i periodi previsti per legge ossia: il servizio militare, la gravidanza e il puerperio, la disoccupazione indennizzata, i periodi di malattia e infortunio, quelli di cassa integrazione guadagni o trascorsi in mobilità, l'aspettativa sindacale, la donazione gratuita di sangue, la persecuzione politica e razziale, la tubercolosi, le calamità naturali, l'aspettativa per mandato elettorale, i congedi parentali, le attività svolta da lavoratori invalidi, l'assistenza a familiari con handicap grave, i contratti di solidarietà e i lavori socialmente utili e di pubblica utilità.

Attenzione però: per raggiungere il diritto alla pensione di anzianità (35 anni di contributi) non sono utili i periodi di malattia e disoccupazione, che invece possono servire per ottenere la pensione di anzianità con il solo requisito contributivo maggiorato (ossia i 40 anni di contributi, indipendentemente dall'età). I contributi 'figurativi' possono essere accreditati su domanda dell'interessato o automaticamente dall'Inps, bastando anche solo il versamento di un solo contributo settimanale presso l'Inps per far valere il diritto.

Ben altro discorso sono i contributi da riscatto. Questi servono a coprire a spese dell'assicurato, alcuni periodi, anche in questo caso espressamente previsti dalla legge, per i quali non esiste un obbligo assicurativo. La facoltà di chiedere il riscatto è data a tutti i lavoratori dipendenti, ma anche ai lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni), ai lavoratori iscritti ai fondi speciali e a coloro che sono soggetti al contributo per il lavoro parasubordinato (collaboratori coordinati e continuativi, venditori porta a porta, liberi professionisti senza Cassa di categoria). Ai fini pensionistici questi contributi sono utili sia per maturare il diritto sia per incrementare l'importo della pensione. Tra i periodi riscattabili rientrano, ad esempio, il corso legale di laurea, lauree brevi o titoli equiparati, il lavoro dipendente svolto all'estero in Paesi non convenzionati con l'Italia, le assenze facoltative per maternità, puerperio o assistenza a familiari disabili, o i periodi di lavoro parasubordinato prestati prima del 1996.

Il calcolo dell'importo dei contributi da versare (in un'unica rata o con rateizzazioni mensili fino a un massimo di cinque anni) varia a seconda dell'età del richiedente, del sesso, del periodo da riscattare e della retribuzione del richiedente, che nel caso di lavoratori autonomi fa riferimento alla retribuzione percepita nei 12 mesi meno remoti rispetto alla data della domanda. Dato che una volta attivata la pratica spetta all'Inps comunicarvi la somma da pagare inviando al vostro domicilio i bollettini di pagamento (se non osserverete i termini di pagamento la procedura si interromperà automaticamente) se avete intenzione di procedere per questa strada fareste bene a presentare quanto prima domanda, in modo da valutare se vi convenga o meno per tempo. Anche perché se doveste procedere al riscatto in prossimità della vostra entrata in pensione sappiate che in caso di presentazione di domanda di pensione mentre si pagano le rate la rateizzazione viene sospesa e le somme ancora da pagare debbono essere versate in un'unica soluzione. Se poi siete già pensionati (e dunque mirate unicamente ad accrescere il valore della vostra pensione), il pagamento dovrà essere fatto in un'unica soluzione. Meglio dunque pensarci per tempo.


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