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Avete diritto a prestazioni assistenziali? Lo decidono l’Ise e l’Isee

Tra le varie funzioni l’Inps è responsabile del calcolo di alcuni parametri in base ai quali Comuni, enti e istituzioni pubbliche procedono a valutare la richiesta di prestazioni assistenziali o di servizi di pubblica utilità. Si tratta dell’Ise e dell’Isee: impariamo a conoscerli meglio.

di La redazione di Soldionline 5 dic 2006 ore 09:56
Tra le funzioni dell'Istituto nazionale previdenza sociale (Inps) oltre a quelle di provvedere al pagamento delle pensione degli iscritti alle proprie gestioni rientrano una serie di prestazioni a sostegno del reddito familiare. Si tratta in particolare dell'erogazione di assegni per il nucleo familiare, della cassa integrazione ordinaria e straordinaria, degli indennizzi legati a congedi, permessi e astensioni facoltative per disabilità, delle indennità per maternità, disoccupazione e malattia.

Ovviamente non tutti possono richiedere tali prestazioni integrative, che vengono concesse anzi in base ad una serie di parametri reddituali. Particolare rilievo assumono due indicatori, che vale dunque la pena di conoscere meglio: l'Ise (Indicatore della situazione economica) e l'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) utilizzati dagli enti e istituzioni (Comuni, ospedali pubblici, Asl, scuole, università ecc.) per concedere prestazioni assistenziali (dalle borse di studio pubbliche alle mense scolastiche) o servizi di pubblica utilità (come la riduzione del canone telefonico), ma la gestione della cui banca dati (necessaria al calcolo di tali indicatori) è affidata all'Inps, che pertanto acquisisce le notizie di base per il rilascio della certificazione (che ha una validità annuale).

L'Ise è un parametro che determina la situazione economica del nucleo familiare e viene pertanto utilizzato soltanto dai Comuni per concedere gli assegni per il nucleo familiare e gli assegni per la maternità. Il parametro nasce dalla somma dei redditi e del 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare di tutto il nucleo familiare, intendendosi per nucleo familiare quello composto dal dichiarante, dal coniuge, dai figli nonché da altre persone conviventi e altri soggetti a carico ai fini dell'Irpef, anche se non presenti nello stato di famiglia del dichiarante. L'Isee è invece dato dal rapporto tra l'Ise e il numero dei componenti del nucleo familiare, in base ad una scala di equivalenza stabilita dalla legge, come ricorda l'Inps nel suo sito istituzionale (www.insps.it), e viene utilizzato da tutti gli enti o istituzioni che concedono prestazioni sociali agevolate o taluni servizi di pubblica utilità.

Ai fini del calcolo dei parametri l'Inps calcola la situazione reddituale in base al reddito complessivo assoggettabile all'Irpef conseguito da tutti i componenti il nucleo nell'ultimo anno fiscale, mentre la situazione patrimoniale immobiliare è data dal valore dei fabbricati e dei terreni edificabili o agricoli intestati a persone fisiche, definito ai fini dell'Ici entro il 31 dicembre dell'anno precedente la presentazione della dichiarazione sostitutiva (cui si applica una detrazione per l'importo dell'eventuale mutuo residuo da pagare o, in alternativa, se più favorevole, il valore della casa di proprietà in cui risiede il nucleo, nel limite di 51.645,69 euro). La situazione patrimoniale mobiliare è rappresentata invece dal valore dei titoli, conti correnti, buoni postali, azioni e così via posseduti al 31 dicembre dell'anno precedente la presentazione della dichiarazione sostitutiva. Infine la scala di equivalenza è data da coefficienti che indicano, in base al numero dei componenti il nucleo familiare, il denominatore per il quale va suddiviso l'Ise per ottenere l'Isee. Un denominatore che cresce in base al fatto che vi sia solo un genitore con uno o più figli minorenni, alla presenza in famiglia di disabili, che entrambi i genitori di figli minorenni abbiano lavorato per almeno sei mesi nell'anno in cui sono stati prodotti i redditi e così via.

Per richiedere le prestazioni sociali agevolate o i servizi di pubblica utilità il cittadino deve presentare domanda direttamente all'ente o istituzione di competenza, compilando una dichiarazione sostitutiva (il cui modello è presente anche sul sito dell'Inps, nella sezione 'moduli') contenente le informazioni sul nucleo familiare, sui redditi e sul patrimonio di tutta la famiglia e presentandola direttamente all'ente erogatore, al Comune, ai Caf o all'agenzia Inps competente per territorio. A questo punto la dichiarazione viene trasmessa all'Inps che determinerà i parametri anzidetti, avvalendosi se del caso della collaborazione della Guardia di Finanza per verificare la veridicità dei dati forniti, per poi renderli noti ai richiedenti oltre che agli enti erogatori, i quali potranno così procedere all'accoglimento o al rifiuto della domanda presentata.


Analista finanziario, Amministratore di 6 In Rete Consulting
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