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Che cosa significa il “worse and worse” di Draghi?

Per chi non lo avesse notato, siamo arrivati al punto che la stessa BCE è oggi più esplicita e pessimista di chi le fa per professione il coro. Vediamo il perché

di Valter Buffo 29 lug 2019 ore 10:31

Commento giornaliero di recce-d.com

 

mario-draghi_3Per chi non lo avesse notato, siamo arrivati al punto che la stessa BCE è oggi più esplicita e pessimista di chi le fa per professione il coro: Draghi ha parlato giovedì 25 luglio (BCE, le decisioni del board e le parole di Mario Draghi)in modo più diretto e forte di quanto riesca a fare oggi il mondo dei media, che negli anni si è attribuito il ruolo di pompiere costretto sempre a raccontare al pubblico che le cose "non vanno bene ma neppure poi così male, e si tira avanti". In questo, in Italia, la stampa è un vero e proprio campione: tanto che la nostra stampa deve aspettare che sia lo stesso Draghi a dire che le cose vanno “di male in peggio”, come leggete sotto nel grafico.

Eccovi spiegata la ragione per la quale, da mesi, Recce’d insiste nel proporre ai lettori di SoldiOnline.it brano in inglese ricavati dalla stampa anglosassone: Recce’d ritiene un proprio dovere offrire agli investitori un panorama completo, analitico ed anche critico, che spesso all’investitore italiano viene negato.

Oggi quindi apriamo la settimana con un nuovo estratto, che vi spiega in modo efficace le sei ragioni per le quali è giustificato dubitare dell’efficacia delle nuove misure che Draghi ha appena annunciato, allo scopo di “sostenere l’economia che va di male in peggio”. Il testo rimane in inglese, perché se va bene il “worse and worse” di Draghi allora va bene pure il nostro.

Vi lasciamo alla lettura e domani riprenderemo da qui.

Let’s start with the six reasons the ECB’s task is so much trickier than that of the Fed (which doesn’t have an easy task ahead of it, either):

  • The European economy has been slowing for the last year, led by perennial powerhouse Germany, whose economy is facing a widening gap between more buoyant domestic activities — construction and other non-tradables — and sectors hit by lower global demand. This all comes at a time when investment and consumption in Europe are less sensitive to liquidity stimulus, especially with financial conditions being so loose.
  • Policy interest rates are already negative, raising concerns about unfavorable implications: promoting inefficient financial intermediation, distorting asset allocation, weakening more banks, and creating a less hospitable environment for consumers’ long-term financial-protection products such as life insurance and retirement.
  • The stock of bonds eligible for purchase by the ECB has been diminishing, causing headaches not just for the central bank but also for others — institutions and markets — that are being affected by a shortage of risk-free assets. Simply expanding the ECB’s universe of allowable instruments is far from simple, and not just for economic reasons. It also entails increasing political risks.
  • The scope for moral hazard increases as additional ECB stimulus takes pressure off other policy-making entities in Europe while encouraging market participants to take on even more risk.
  • Further loosening of monetary policy increases the risk that Europe will be seen as aiming for an unfair currency-competitive position in order to maintain what already is a notable current-account surplus, thereby increasing the probability of U.S. tariffs.
  • Finally, the ECB is on the verge of a transition of leadership to the International Monetary Fund’s Christine Lagarde, who is due to replace Mario Draghi in October; it’s one of several changes in the Governing Council.

Despite all this, the ECB will still end up adopting a looser policy stance, with the most likely announcement this week not immediate action but strong signals that (1) a differentiated rate cut and resumption of quantitative easing will follow in September, (2) this looser policy stance will be maintained for a while, and (3) all this is taken in the context of a broader review of policy parameters, including the inflation target.

The decision to do more despite the limited prospects for beneficial impact reflects the increasingly difficult dilemma that the ECB and other systemically important central banks find themselves in: unable to exit a policy paradigm that involves both ever-fewer benefits and higher risks of collateral damage and unintended consequences.

 

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Fonte: Bloomberg

 

Nel daily dedicato ai clienti, The Morning Brief, di oggi 29 luglio 2019, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1. Dopo settimane eccezionali, si entra nella settimana più eccezionale di tutte
  2. Dopo un luglio apatico anche se carico di tensione, si risveglieranno i mercati in agosto?
  3. Molto grande l’attesa per il dato USA per occupati e salari di venerdì prossimo
  4. SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci occupiamo di Big Tech: le loro trimestrali messe sotto la lente di ingrandimento
  5. SEZIONE L'ANALISI    il tema della nostra Analisi sarà questa settimana il Regno Unito, ed in particolare la sterlina GBP, alla luce delle grandi novità politiche

 

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