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“Whatever it takes” non c’è più

Cosa è successo? E’ successo che ieri Draghi ha abbandonato la politica del “Whatever it takes”, lo ha fatto mal volentieri, e non lo ha nascosto

di Valter Buffo 28 giu 2017 ore 09:30

Commento giornaliero di www.recce-d.com

 

Potrebbe essere un punto di svolta pluriennale, come ci dice anche questa mattina il cambio tra euro e dollaro USA, che non solo è ai livelli più elevati del 2017, me è anche ben al di sopra del livello di cambio al quale fu eletto Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump. La storia del “dollaro forte” era sepolta da mesi, ma qui siamo entrati in una specie di Fase 2: quella del “dollaro debole”. Esportatori EU, importatori EU, e tutte le grandi multinazionali USA ora vedono stravolti i loro programmi e i loro bilanci prospettivi. Ma cosa è successo? E’ successo che ieri Draghi, dopo cinque anni estati, ha abbandonato la politica del “whatever it takes, che poi era la politica del quantitative easing infinity, che poi era la politica della espansione monetaria senza limiti di quantità e di tempo, dopo ben cinque anni. Lo ha fatto mal volentieri, e non lo ha nascosto: le sue parole erano annegate in un mare di liquido zuccheroso, del tipo “è necessaria ancora la politica monetaria” oppure “non vogliamo operare una stretta”. Il punto decisivo però è un altro, ovvero che Draghi ha riconosciuto la necessità, non più prorogabile, di cambiare la politica seguita fino a qui: ed era in assoluto la prima volta.

The comments at the annual ECB Forum reflect the intensifying public debate over whether the central bank should continue pumping liquidity into the financial system after more than four years of economic growth and improving resilience. Policy makers didn’t use their latest policy meeting to discuss whether to wind down their 2.3 trillion-euro ($2.6 trillion) bond-buying program, which is scheduled to run until the end of this year, meaning investors may get relatively short notice of any change. (…) The Governing Council used its June 8 meeting to say that risks to growth are now broadly balanced instead of tilted to the downside, and dropped its expectation that interest rates might be cut again. Draghi acknowledged that further changes in the policy stance are coming, but said they should be slow.

Per chi fosse interessato ad approfondire, potete leggere nel nostro Blog la frase con la quale Draghi si è riferito alle “financial conditions”, cosa che avrebbe fatto anche, la Domenica precedente (secondo indiscrezioni), Bill Dudley della Fed in una riunione a porte chiuse, e che è stata citata più tardi, sempre ieri, Mark Carney della BoE: non le riportiamo qui per ragioni di spazio, ma è importante notare queste assonanze. Se non si tratta di una mossa concertata, c’è almeno di certo una condivisione della analisi della fase in corso, che mette in primo piano gli squilibri dei mercati finanziari. Tutti questi argomenti ci riportano necessariamente all’economia reale, ed alla forza della ripresa, di cui Recce’d scriverà poi domani. Qui può essere utile ricordare attraverso il secondo grafico sotto che l’indice IFO pubblicato lunedì scorso è sì ai massimi ma è pure a quello stesso livello dove è rimasto per lunghi periodi prima del 2011. Non un granché, come previsore della ripresa economica, no?

CONCLUSIONE   Potrebbe essere stata quella di ieri la giornata più importante del 2017, almeno fino ad oggi?

 

euro-usd_2

Fonte: MW

 

indice-ifo

Fonte: MW

 

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 28 giugno 2017, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.     Cosa ha detto Draghi: finita la stagione del Whatever it takes
  2.     Cosa ha detto Yellen: ha detto nulla, ma le cose importanti le ha dette ieri Fischer, il suo Vice
  3.     Cosa ha detto Carney: ci sono rischi per la stabilità finanziaria, e derivano dalla compiacenza
  4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci occupiamo di una semplice domanda: quando gli investitori saranno in costume da bagno, arriverà l’impennata di volatilità?
  5.     SEZIONE L'ANALISI    questa settimana il tema del nostro approfondimento è Brexit, che a distanza di 12 mesi ancora nessun sa dire precisamente che cosa è, né che implicazioni avrà. Chi ha spostato gli uffici, nel frattempo? Nessuno.

 

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