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Wall Street batte Resto del Mondo nell’ultimo decennio

Rispetto all'inizio del 2008, vale a dire prima della grande crisi, i titoli azionari americani hanno compensato tutte le perdite, dopo un calo di oltre il 50%, e da allora il loro valore è raddoppiato

di Redazione Soldionline 5 set 2019 ore 10:35

Quest’anno Wall Street ha festeggiato il decimo compleanno del trend rialzista, che ha preso il via dai minimi di marzo del 2009. “Statisticamente è già un’età avanzata per un mercato”, hanno notato gli analisti di DWS.
Gli esperti hanno segnalato che nel decennio 2009-2019 gli indici azionari statunitensi hanno registrato performance nettamente superiori in confronto  alle azioni non statunitensi. “Rispetto all'inizio del 2008, vale a dire prima della grande crisi, i titoli azionari americani hanno compensato tutte le perdite, dopo un calo di oltre il 50%, e da allora il loro valore è raddoppiato”, hanno segnalato gli analisti di DSW.
L’analisi seguente e, in particolare il grafico, spiegano chiaramente questi risultati.

 

wall-street-cartelloNel marzo 2009, il mercato azionario (1) ha raggiunto il minimo storico dopo la crisi finanziaria. Da allora, le quotazioni azionarie sono nuovamente aumentate. Ci sono stati rialzi e ribassi, ma complessivamente il trend è stato in costante rialzo. I mercati azionari in rialzo sono anche definiti "mercati toro". L'attuale mercato toro ha così festeggiato il suo decimo compleanno nel 2019 e statisticamente è già “un’età avanzata” per un mercato.


Tuttavia, c'è una differenza notevole, come mostra il nostro "Grafico della settimana". Rispetto all'inizio del 2008, vale a dire prima della grande crisi, i titoli azionari americani hanno compensato tutte le perdite, dopo un calo di oltre il 50%, e da allora il loro valore è raddoppiato. Al contrario, le azioni non statunitensi sono ancora scambiate al di sotto del livello di gennaio 2008 (calcolo in dollari statunitensi). Thomas Bucher, Equity Strategist di DWS, spiega questa discrepanza attribuendole alla maggiore crescita degli utili delle società statunitensi. Ha aiutato il mercato U.S anche la composizione per settore: all'interno degli indici statunitensi, il settore dei servizi e soprattutto le aziende fortemente focalizzate sulla tecnologia digitale sono rappresentate in misura maggiore rispetto, ad esempio, agli indici europei.


Quindi, gli investitori in azioni europee non hanno guadagnato nulla per più di dieci anni? Naturalmente questo non è vero. Da un lato, il nostro "Grafico della settimana" si basa sul dollaro USA. Le cose appaiono diverse dal punto di vista di un investitore europeo. Dall'inizio del 2008 il dollaro si è apprezzato di oltre il 30% contro l'euro. Anche i titoli azionari non U.S. - calcolati sempre in dollari statunitensi - hanno fatto meglio del 30%.

 

Inoltre, i dividendi sono esclusi da quest'analisi. In Europa, ad esempio, questi sono stati storicamente più ricchi che negli Stati Uniti. Le società americane, al contrario, tendono a distribuire più soldi ai loro azionisti attraverso il riacquisto di azioni. Questa componente si riflette quindi nei prezzi delle azioni, piuttosto che sui dividendi.
 
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La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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