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Verso una "nipponizzazione" dell'Europa?

Secondo Salman Ahmed Lombard Odier IM "proseguirà un contesto economico caratterizzato da crescita ridotta e deflazione", una situazione che ricorda quella sperimentata dal Giappone

di Edoardo Fagnani 6 ott 2016 ore 11:04

"È probabile che le banche centrali delle economie avanzate mantengano tassi molto bassi o negativi ancora a lungo".
Questa è l'idea di Salman Ahmed, Chief Investment Strategist di Lombard Odier Investment Managers.
Lo strategist ha aggiunto che le economie avanzate vivono un problema di debito eccessivo, uno scenario che non consente livelli di crescita sostenuti. Salman Ahmed è convinto che "proseguirà un contesto economico caratterizzato da crescita ridotta e deflazione", una situazione che ricorda quella sperimentata dal Giappone negli scorsi anni.
Secondo lo strategist questa politica sta avendo conseguenze importanti sui portafogli degli investitori. Di conseguenza, Salman Ahmed segnala tre sfide che gli investitori obbligazionari si trovano a dover affrontare. 


1.     RENDIMENTI BASSI DIFFUSI

Non è una sorpresa per gli investitori che vi siano rendimenti bassi e negativi diffusi, ma molti non si rendono conto delle implicazioni di ampia portata di questo scenario. Si stima che circa 10 trilioni di dollari di obbligazioni governative e societarie abbiano attualmente un rendimento inferiore a zero. In Europa, con l'eccezione di molti paesi periferici, oltre il 50% delle obbligazioni governative disponibili ha rendimenti negativi.
 
Ogni proprietario di asset e risparmiatore con un portafoglio di obbligazioni di governi sviluppati di discreta qualità sta guadagnando un carry negativo sui suoi portafogli fixed income, con le plusvalenze dai rendimenti che continuano a ridurre la loro unica fonte potenziale di ritorni a lungo termine.
 
2.     MAGGIORE RISCHIO DI MERCATO
tassi_8I rendimenti negativi hanno obbligato la maggior parte degli investitori a mettersi alla ricerca del rendimento inserendo maggiore duration nei loro portafogli obbligazionari governativi, in modo da mantenere un carry positivo. Tuttavia, poiché gli investitori hanno prolungato la duration per raggiungere gli obiettivi di ritorno, le curve di rendimento si sono appiattite in tutti i principali mercati obbligazionari.
 
Ad agosto 2016, gli investitori hanno dovuto aggiungere 15 anni di rischio di duration per evitare i rendimenti negativi in Germania. In Svizzera, a un certo punto dell'estate 2016, l'intera emissione di obbligazioni governative, fino a 50 anni, aveva rendimenti negativi. Questa necessità di aggiungere duration sta aumentando notevolmente il rischio di mercato che gli investitori affrontano con i loro portafogli fixed income.
 
Vista la maggiore sensibilità ai movimenti dei tassi d'interesse, stimiamo che un aumento di soli 50 bp nei tassi a livello globale creerebbe importanti e dannose perdite mark to market nei portafogli degli investitori, visto che la duration del debito sovrano europeo in essere è passata da meno di sei anni a oltre sette nel corso degli ultimi otto anni. Inoltre, il rapporto rischio/rendimento per gli investitori nei mercati delle obbligazioni governative delle economie avanzate si è notevolmente deteriorato. Ad esempio, guardando i dati dei rendimenti delle obbligazioni governative tedesche dal 1840, osserviamo che l'attuale volatilità è maggiore della mediana a lungo termine, mentre i rendimenti sono a minimi senza precedenti.
 
Poiché i rischi diretti provenienti dai portafogli fixed income crescono rapidamente, si osserva anche un preoccupante cambiamento nella correlazione tra obbligazioni e azioni. Negli ultimi anni le obbligazioni in Europa, ad esempio, hanno tendenzialmente avuto una correlazione positiva con le azioni. Questo significa che oggi le obbligazioni amplificano i movimenti generati dal mercato nella parte dei portafogli che cerca ritorni, invece di agire da elemento di compensazione.
 
Allo stesso tempo, una conseguenza indiretta della costante ricerca di rendimento è il fatto che molti investitori siano obbligati a scegliere le stesse posizioni, aumentando l'effetto herding. Dal nostro punto di vista, la situazione è stata aggravata dall'uso eccessivo di strategie di allocazione basate sulla capitalizzazione di mercato, a causa della loro liquidità percepita.
 
3.     LIQUIDITA' FRAZIONATA
Gli investitori non devono illudersi che la liquidità sia frazionata all'interno dei mercati fixed income. Le banche centrali dominano il panorama e possiedono fino al 30% di tutto il debito governativo in essere nelle principali economie sviluppate. Questo è un cambiamento di paradigma nei mercati fixed income, perché le banche centrali giocano con regole diverse. Invece di acquistare obbligazioni per guadagnare reddito e generare ritorni, le banche centrali sono insensibili al prezzo: acquistano obbligazioni per raggiungere i loro macro-obiettivi, ossia per generare inflazione e crescita.
Da un punto di vista di liquidità del mercato, è essenziale considerare l'impatto del coinvolgimento delle banche centrali, soprattutto perché la natura più o meno permanente dei loro bilanci implica un'importante riduzione nei flottanti disponibili per gli investitori tradizionali. Una volta che le banche centrali hanno acquistato le loro posizioni obbligazionarie, non hanno bisogno di liquidità a meno che non cambi la loro politica.
 
COSA DOVREBBERO FARE GLI INVESTITORI OBBLIGAZIONARI?
Crediamo che gli investitori debbano continuare a cercare rendimento e scendere nello spettro del credito entrando in asset class come il credito societario e il debito locale dei paesi emergenti. Riteniamo che debbano cambiare approccio, in modo da tenere conto del nuovo paradigma dei mercati del fixed income, costruendo portafogli di qualità e riducendo il trading. Per affrontare alcune delle sfide odierne, consigliamo agli investitori di scambiare meno e costruire portafogli più sicuri e di qualità. A tal fine, devono integrare il controllo esplicito del rischio nel cuore del processo di costruzione del portafoglio. Devono pertanto considerare approcci di creazione dei portafogli basati sui fondamentali, all'interno di un contesto di ridotto turnover che si concentri sull'attenuazione del default del credito.

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