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Valutazioni troppo elevate? Tutto dipenderà dal sentiment!

Secondo Unigestion, nel caso dell’azionario, valutazioni elevate potrebbero benissimo essere giustificate da un continuo miglioramento macroeconomico. Focus sulla crescita degli utili e del rapporto p/e

di Redazione Soldionline 20 nov 2019 ore 11:16

Il rialzo messo a segno dai principali indici azionari negli ultimi mesi ha portato la valutazione di molti titoli a livelli elevati. Questo scenario sarà sostenibile anche nei prossimi mesi? Secondo il Cross Asset Solutions (CAS) team di Unigestion, nel caso dell’azionario, valutazioni elevate potrebbero benissimo essere giustificate da un continuo miglioramento macroeconomico. “Se l'espansione del rapporto prezzo/utile sarà giustificata da una forte crescita degli utili, il rally azionario continuerà e gli asset di copertura saranno a rischio nei prossimi mesi”, hanno puntualizzato gli esperti. Nell’analisi seguente il team di Unigestion fornisce una spiegazione più dettagliata a questa affermazione.

 

Le valutazioni sono più elevate di quanto si pensi

analisi-mercato_1Se le valutazioni erano attrattive all'inizio di settembre, a nostro avviso la situazione attuale è diversa. Da allora l’azionario ha registrato un forte rialzo, portando la maggior parte degli indici regionali su prezzi elevati. Utilizzando un modello che misura il tasso di sconto del cash flow [discounted cash flow model, ndr], possiamo trasformare il prezzo degli indici regionali in un tasso di crescita degli utili impliciti a 12 mesi. In questo modo, possiamo valutare quanto è costoso l’azionario in relazione all'attuale dinamismo dell'economia. Dall’analisi ne fuoriesce un quadro variopinto: all'indice MSCI World “manca” una crescita degli utili del 18% nei prossimi 12 mesi, trainata dalle azioni americane, previste oggi crescere del 24%, e di quelle europee (+21%). Queste cifre sono coerenti con altri parametri di valutazione: se si considera una sezione trasversale di indicatori, i titoli statunitensi ed europei sono costosi. L'indice S&P 500 si colloca all'87° percentile di valutazione lungo un ampio numero di metriche. Secondo le nostre stime, questo porta solitamente ad una correzione del -4,5% nei tre mesi successivi. L'indice Eurostoxx ha ora raggiunto il suo 81° percentile: le azioni europee non sono più a buon mercato e hanno raggiunto un livello di valutazione pericoloso, simile a quella delle azioni statunitensi. Solo i titoli emergenti e giapponesi rimangono più economici, con una crescita limitata degli utili previsti.

L’azionario è l'unico asset che risente di un rischio di valutazione? Noi non la pensiamo così. Esaminiamo la valutazione relativa ad altri premi per il rischio e la loro storia, sulla base del carry. Questa analisi mostra che gli spread di credito (investment grade e high yield) sono limitati. In effetti, la maggior parte degli strumenti di copertura, come i titoli di Stato, l’oro, i punti di pareggio dell'inflazione, lo yen e il franco svizzero, sono ugualmente costosi. Ciò che rende questa situazione eccezionale è che tutto sembra in una certa misura costoso: sia le coperture che gli asset orientati alla crescita. Riteniamo che le valutazioni attuali siano probabilmente il rischio principale nel nostro scenario ancora positivo.

È il sentiment il game changer?

Il sentiment potrebbe essere il game changer. Nel caso dell’azionario, valutazioni elevate potrebbero benissimo essere giustificate da un continuo miglioramento macroeconomico. Se l'espansione del rapporto prezzo/utile sarà giustificata da una forte crescita degli utili, il rally azionario continuerà e gli asset di copertura saranno a rischio nei prossimi mesi. Perché è così? Soprattutto perché l'ultima parte del rally azionario di quest'anno è avvenuta con un basso tasso di partecipazione: il cash recita la parte del protagonista per ora, nonostante tassi che vanno da bassi a negativi. Secondo le nostre stime, il beta dei fondi multi-asset rispetto agli azioanri rimane inferiore a quello di un anno fa, il che evidenzia una mancanza di convinzione da parte degli investitori. Nulla cresce per sempre, ma è probabile che la crescita degli utili continui nel quarto trimestre di quest'anno e nel primo del 2020. Se abbiamo ragione e gli investitori verranno colti da questa febbre azionaria tardiva, allora il rally non sarà ancora terminato. Questo rischio di valutazione ha creato per ora solo un potenziale di rialzo più limitato, a meno che non si verifichi un forte e ampio miglioramento della crescita.

Da qui potrebbe quindi arrivare il fattore sorpresa. Gli analisti hanno, in media, una visione molto diversa riguardo alla crescita degli utili. Nel corso dell'anno, le loro previsioni di crescita sono diminuite costantemente (come al solito), raggiungendo valori che vanno da zero a negativi. In media, gli analisti si aspettano una battuta d'arresto degli utili. Le aspettative sono più negative per le azioni degli emergenti, dove gli analisti prevedono una contrazione degli utili del 10% nel 2019. Nel caso dell'Europa, questa cifra si aggira intorno allo 0,5% e al 2% negli Stati Uniti. Se queste aspettative si rivelassero errate, le valutazioni sarebbero ampiamente giustificate.

Per tutte queste ragioni, manteniamo il nostro posizionamento positivo nei confronti dei growth asset e lo faremo probabilmente fino a quando la crescita non subirà un sostanziale deterioramento. Abbiamo iniziato ad aggiungere coperture contro un calo dell’azionario. Tuttavia, dato che le le posizioni di copertura degli investitori sono ancora elevate, ci aspettiamo un atteggiamento costruttivo da parte di questi nel caso di calo del mercato azionario.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.

 

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

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