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USA vs CINA, gli impatti su borse e valute

La minaccia Trump di introdurre nuovi dazi su diversi prodotti del colosso asiatico ha dato un notevole soccosone ai mercati azionari. Le indicazioni degli analisti

di Edoardo Fagnani 6 ago 2019 ore 15:39

cina-stati-unitiResta alta la tensione tra Stati Uniti e Cina. La minaccia di Donald Trump di introdurre nuovi dazi su diversi prodotti del colosso asiatico ha dato un notevole soccosone ai mercati azionari, che nelle ultime sedute hanno subito un’importante correzione.

Queste indicazioni hanno avuto anche forti contraccolpi tra le monete dei due paesi, tanto che la banca centrale cinese ha deciso di ampliare il range di oscillazione dello yuan, dando un parziale respiro ai mercati.

 

Gli analisti di IntesaSanpaolo hanno segnalato che la moneta cinese si è assestata a 7,04 contro il dollaro, con un deprezzamento cumulato dall’avvio della guerra commerciale del 12,3%.

Gli esperti hanno ricordato che il Tesoro degli Stati Uniti ha sostenuto che la Cina manipola l’andamento della sua divisa “per ottenere un ingiusto vantaggio competitivo”, pur non essendo in grado di produrre prove in tal senso.

 

Secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM, per qualche giorno il clima sui mercati azionari potrebbe essere più disteso con possibile recupero dei listini, in particolare quelli statunitensi.

"Attenzione alla settimana di Ferragosto, quando lo yuan potrebbe esser portato vs Usd fino a 7,20/7,25, ossia circa il 4/5% di svalutazione, pari cioè alla metà dei dazi minacciati da Trump", ha avvertito l'esperto.

 

Paul O’Connor - Head del team Multi-asset di Janus Henderson Investors – ritiene che la Cina metterà in campo ulteriori misure di stimolo nel tentativo di proteggere l'economia di Pechino da sviluppi negativi sul fronte commerciale.

“Tuttavia, fino a quando non sarà ben chiaro il percorso per una significativa attenuazione del conflitto Cina-USA, questo tipo di interventi politici probabilmente compenserà solo in parte l'impatto dominante delle preoccupazioni sul sentiment economico e di mercato” ha evidenziato il gestore.

 

Secondo Esty Dwek - Head of Global Market Strategy Dynamic Solutions di Natixis Investment Manager - il fatto che la banca centrale cinese abbia permesso allo yuan di attraversare il livello chiave 7 potrebbe essere visto come un segnale della lontanza tra Stati Uniti e Cina nel raggiungimento di un accordo. "Tuttavia, la Cina ha messo il suo ultimo ancoraggio al di sotto di 7, nel tentativo di allentare la tensione. Ci aspettiamo che i policy maker cinesi manterranno la valuta relativamente stabile rispetto ai livelli attuali e non ci aspettiamo una significativa svalutazione", ha precisato lo strategist.

Esty Dwek ritiene improbabile che questa situazione volatile possa essere risolta nel breve termine, il che implica un'ulteriore volatilità dei mercati e qualche potenziale correzione.

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