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USA, il cielo è sereno (ma con nubi all'orizzonte)

Lo scenario è caratterizzato da "crescita solida e diffusa, poca inflazione, condizioni monetarie ancora accomodanti, politica fiscale espansiva". ma ci sono due rischi.

di Redazione Soldionline 18 apr 2018 ore 11:27

"Lo scenario macroeconomico americano è positivo per il 2018". E' quanto sostiene Giovanna Mossetti, economista di IntesaSanpaolo focalizzata su Stati Uniti e Giappone, segnalando una situazione caratterizzata da "crescita solida e diffusa, poca inflazione, condizioni monetarie ancora accomodanti, politica fiscale espansiva".
Tuttavia, l'economista segnala che questo scenario potrebbe essere messo in discussione da due rischi che in gran parte originano dalle politiche dell’amministrazione Trump.
Nell'analisi seguente Giovanna Mossetti segnala maggiori dettagli su queste due tipologie di rischi.

 

america-bandieraLo scenario macroeconomico americano è positivo per il 2018: crescita solida e diffusa, poca inflazione, condizioni monetarie ancora accomodanti, politica fiscale espansiva. Il ciclo è maturo, ma si sta ancora rinforzando. Sotto la superficie di questo quadro apparentemente perfetto, si stanno accumulando rischi per il breve e per il medio termine, che rendono fragile lo scenario per il 2019-20.

I rischi sono di due tipi, economici e politici, e in gran parte originano dalle politiche dell’amministrazione Trump. I rischi economici riguardano la politica fiscale e quella commerciale: i primi sono verso l’alto, i secondi verso il basso. La forte spinta pro-ciclica impressa dalla riforma tributaria e dalla legge di spesa approvate recentemente avviene in una fase di pieno impiego e output gap crescente. Le implicazioni di breve termine sono di potenziale surriscaldamento della crescita, con possibile accelerazione dei rialzi della Fed e conseguente “uccisione” della ripresa.

Nel medio termine, la voragine dei deficit e il forte rialzo del debito generati in fase di crescita solida restringeranno i margini di manovra quando arriverà un indebolimento della crescita o una recessione. Sul fronte della politica commerciale, la svolta protezionistica per ora è avvenuta quasi solo a parole, ma la possibilità di una vera e propria guerra dei dazi, ancora remota, non si può escludere del tutto, con scenari di rischio di fine del ciclo americano e di quello mondiale.

I rischi politici sono collegati alle elezioni midterm. Un eventuale cambiamento di maggioranze in Congresso chiuderebbe la fase di omogeneità politica di Congresso e presidenza, rendendo anche più difficile l’adattamento della politica fiscale all’evoluzione del ciclo. Inoltre, in caso di maggioranza democratica alla Camera, sarebbe possibile l’apertura di un processo di impeachment, se l’indagine dello Special Counsel darà indicazioni in tal senso.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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