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Uomini contro macchine: le scelte di investimento

La forte ascesa dell’indice Nasdaq di New York, che tutti avete visto negli ultimi mesi, non è altro che un ulteriore, e vistoso, apprezzamento dei titoli growth

di Valter Buffo 22 lug 2020 ore 09:22

Commento di recce-d.com

 

investimenti-2020_2Ci sono almeno due implicazioni di carattere generale, e quindi che vanno a toccare in modo diretto gli interessi di ognuno degli investitori e dei lettori che ci seguono su SoldiOnline.it in questa nostra serie del 2020 dedicata al tema della finanza quantitativa, degli algoritmi, dei robo-advisor ed in generale di una gestione dei portafogli di investimento affidata alle macchine:

  1. In primo luogo, come abbiamo illustrato in alcuni precedenti nostri interventi di questa serie, l’industria del risparmio gestito, a corto sia di idee che di nuova raccolta, ha presentato al pubblico degli investitori la finanzia quantitativa in generale, ed i robo-advisor in particolare, come il nuovo “Santo Graal”, ed è dunque opportuno comprendere se (come fu anche per Re Artù) questo Santo Graal in realtà è soltano un mito alimentato dalla macchina del marketing.
  2. In secondo luogo, c’è poi un effetto che investe direttamente i prezzi sui mercati: la forte ascesa dell’indice Nasdaq di New York, che tutti avete visto negli ultimi mesi, non è altro che un ulteriore, e vistoso, apprezzamento dei titoli “growth”. Un po’ come se i mercati si divertissero a sbeffegiare il più noto modello quantitativo, sul quale si basano a migliaia gli algoritmi che vanno di moda oggi, allargando sempre di più quel differenziale di rendimento con i titoli di tipo “value” che seondo gli algoritmi citati avrebbe dovuto “automaticamente” chiudersii in una fase di (tragica) recessione economica. I mercati ci dicono: “vedete? La regoletta automatica non funziona!”.

 

Ovviamente, come non funziona quella, allo stesso modo neppure le altre funzionano. Quindi, che cosa insegna a tutti noi questa lunga e profonda disconnessione tra la teoria e la pratica? Insegna a tutti che gli “automatismi” di ogni tipo, sui mercati finanziari, funzionano... finché funzionano. Persino quelli che ci furono indicati da un Premio Nobel. Non esiste “robot” che possa “battere i mercati” se non per brevissimi periodi: chi dice il contrario lo fa solo per vendervi una nuova (in realtà vecchia) linea di “prodotti finanziari”. Si tratta quindi soltanto di una moda del momento, destinata a fare la fine dei pantaloni a zampa di elefante (magari, tra vent’anni, tornarannom ma investire è cosa ben più seria e difficile della moda).

Lo spiega anche il brano che segue.

Value (investing) is dead. Long live value investing. Such certainly seems to be the mantra as investors continue to pile into growth stocks while rationalizing valuations using methodologies which historically have not worked well. However, as with all things when it comes to investing, be careful when declaring any asset or investment strategy dead. Such was a point made recently by Research Affiliates. The media has a long history of declaring sectors, markets, or strategies “dead” based on past performance. From August 1979 — when Business Week declared the “death of equities” — to July 2019, when the Financial Times questioned whether emerging markets investments make sense anymore. In most cases, those were pivotal periods when what was believed to be “dead,” came roaring back to life.

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Come abbiamo scritto più sopra, le mode passano: passa la moda dei “robot” e passerà la moda delle azioni “growth”, che oggi negli Stati Uniti vengono “acquistate a qualsiasi prezzo”: con l’aiuto compiacente di una parte dell’industria del risparmio, ed in particolare le banche di investimento, che hanno manipolato un’ampia categoria di risparmiatori al dettaglio in quella direzione. Ci auguriamo che nessuno dei nostri lettori ricada in quella categoria, anche indirettamente (attraverso Fondi Comuni di Investimento abilmente “selezionati per loro” dal wealth manager oppure dal private banker di turno). In che modo sono stati manipolati questi investitori retail? E’ facile, basta fare due semplici addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni, come viene fatto ad esempio qui sotto nel brano che segue, con particolare enfasi sul tema del rapporto tra fatturato di una società ed il suo prezzo in borsa. C’è una curiosità, nel brano che abbiamo scelto oggi per voi: ruota intorno al contenuto di una intervista di ben 21 anni fa, del 1999. Eppure, si adatta alla perfezione ai problemi che ognuno di noi oggi è costretto ad affrontare, con le proprie scelte di investimento. Il brano si completa con la tabella che più sotto chiude il nostro contributo di oggi: il nostro lavoro proseguirà nelle prossime due settimane con due approfondimenti: il primo dedicato ancora a “value vs growth”, il secondo ai risultati dei robo-advisors nel 2020.

In 2020, investors are again chasing “growth at any price” and rationalizing overpaying for growth. As we discussed just recently: “Such makes the mantra of using 24-month estimates to justify paying exceedingly high valuations today, even riskier.”  “Earnings per share” have been heavily manipulated over the last decade through a variety of gimmicks from “cookie jarring reserves,” to massive “share buybacks.” However, “revenue” is a different matter. Unfortunately, investors are vastly overpaying for sales as well. Scott McNeely discussed the irrationality of paying 10x sales for a company, then CEO of Sun Microsystems, in 1999 in a Bloomberg interview. To wit: “ At 10-times revenues, to give you a 10-year payback, I have to pay you 100% of revenues for 10-straight years in dividends. That assumes I can get that by my shareholders. It also assumes I have zero cost of goods sold, which is very hard for a computer company. That assumes zero expenses, which is hard with 39,000 employees. That assumes I pay no taxes, which is very hard. And that expects you pay no taxes on your dividends, which is kind of illegal. And that assumes with zero R&D for the next 10-years, I can maintain the current revenue run rate. Now, having done that, would any of you like to buy my stock at $64? Do you realize how ridiculous those underlying assumptions are? You don’t need any transparency. You don’t need any footnotes. What were you thinking?” Many of the most popular “growth” stocks fit this insanity.

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