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Una BBB-omba?

Se le economie rallentano, allora il numero di default, sulle emissioni obbligazionarie a basso livello di credito (da BBB in giù) aumenterà. E quindi? Come facciamo a quadrare?

di Valter Buffo 1 apr 2019 ore 10:09

Commento giornaliero di recce-d.com


bond-bbbCi sono cose che è meglio non trascurare, che è meglio non lasciare passare, cose che devono sollecitare l’attenzione di tutti noi investitori. Ad esempio: perché Bloomberg, nel weekend appena concluso, ha fatto un titolo come: “The buy-everything bond rally”? E perché il segmento delle obbligazioni di bassa qualità di credito ha messo a segno una performance molto positiva nel primo trimestre 2019, che da noi è stata commentata anche nel Blog nell’ultimo weekend? Sarà forse un segnale di grande fiducia degli investitori, ovvero di un mercato che vede pochi o pochissimi default nel suo futuro prossimo? Possibile, certo, possibile; ma NON probabile. Perché se le cose fossero così, se davvero ci fosse un messaggio di speranza e di fiducia, allora ci sarebbe una massa ancora più grande di investitori che sono impazziti e che comperano a qualsiasi prezzo, o meglio a qualsiasi rendimento, i Titoli di Stato, anche quando rendono meno di zero. Un segnale forte, anzi fortissimo, che punta verso la deflazione, oppure almeno un rallentamento elle economie. E se le economie rallentano, allora il numero di default, sulle emissioni obbligazionarie a basso livello di credito (da BBB in giù) aumenterà. E quindi? Come facciamo a quadrare? Per rispondere a queste domande, ci faremo aiutare oggi da una recente analisi della Banca dei Regolamenti Internazionali che poi è la Banca Centrale delle Banche Centrali, e che proprio nello scorso mese di marzo ha dedicato a questo tema un ampio ed approfondito lavoro di analisi, lavoro dal quale abbiamo estratto per voi anche il grafico più in basso.

The BIS, an organization for central banks to coordinate financial regulation world-wide, looks at the probability of a fire sale caused by downgrades in its latest quarterly report. Analysts at the bank compared the volume of potential downgrade-related corporate bond sales to the market’s average daily trading volume. Their prognosis is rather grim: “The odds of such fire sales depend on the likelihood that a sufficiently large number of companies are downgraded from BBB to junk status in short order. In 2009, when default rates reached record highs, the frequency of such downgrades reached 11.4% in the United States...By 2017, this frequency had fallen to around 7%...Under reasonable assumptions, a return to 2009 downgrade rates could force a portfolio rebalancing in excess of daily turnover in corporate bond markets.” The analysis assumes that 10% of the bond downgrades occur at around the same time. It also assumes that just one-third of the downgraded bonds are sold quickly.

Come vedete, la BRI ha lanciato in marzo un avvertimento molto preciso: se il rallentamento economico che è già in atto dovesse prolungarsi, allora un numero molto ampio di emissioni di tipo corporate con rating BBB potrebbe essere sottoposto a una revisione al ribasso, ovvero un downgrade, e questo porterebbe a vedite forzate in massa da parte dell’industria del risparmio.

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Fonte: BRI

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 1 aprile 2019, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.     Dati migliori delle attese nel weekend dalla Cina
  2.     Stamattina vedremo gli indici PMI per l’Eurozona
  3.     Importantissimi i dati USA in uscita questo pomeriggio
  4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci occupiamo della prossima stagione delle trimestrali in aprile, in particolare negli Stati Uniti
  5.     SEZIONE L'ANALISI    il tema della nostra Analisi sarà questa settimana la curva dei rendimenti: cosa cambia, alla luce dei fatti più recenti?

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