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Triangolo sul Dow: target a 14mila?

Sull'indice americano si sta sviluppando una formazione a triangolo, che secondo l’analisi tecnica indica un obiettivo per questo paniere a quota 14mila punti

di Redazione Soldionline 10 set 2015 ore 09:46

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO
1.    About face
.  E’ il modo con cui gli anglosassoni traducono “voltafaccia”: e per quelli tra i nostri lettori che si chiedono come si faccia a partire alle 8 del mattino con il Nikkei che fa +7,71%, e chiudere la giornata con gli indici USA in negativo, ripetiamo quello che abbiamo scritto una settimana fa, ovvero che in questa fase a Recce’d non ci “giochiamo” i rimbalzi perché il rischio supera di molto il potenziale rendimento [importante per: equity, valute ed obbligazioni (globale)].

2.   Kuroda e la parola con la “R”.  Nella sua audizione al Parlamento, stamattina, il capo della Bank of Japan non può evitare di usare il termine “recessione”: naturalmente, Kuroda lo fa per dire che “ha fiducia che il Giappone non cadrà in recessione” nel trimestre che si chiude il 30 settembre, ma resta il segno forte della sconfitta di Abenomics. Kuroda parla anche di rimuovere il tasso minimo che le banche pagano sui finanziamenti che ricevono dalla BoJ (oggi allo 0,01%): torna quindi di attualità il tema dei “tassi ufficiali negativi”, che si accompagnerà quindi poi con il ritorno del tema “deflazione”. E siamo a pochi gionri dalla riunione della Federal Reserve. In Nikkei stamattina alle 7 in Europa perde la metà del rialzo di ieri [importante per: equity, valute ed obbligazioni (globale)]

3.   Il Dow Jones.    Nel grafico sotto vediamo la formazione a triangolo che conoscono bene gli anlisti tecnici, e che sempre secondo l’analisi tecnica indica un obiettivo per questo indice a 14000 punti [importante per: equity, valute ed obbligazioni (globale)]

dow-jones-industrial

L’OPERATIVITA'
Portafoglio: rischio e rendimento.
Nella tabella qui sotto potete leggere i dati (si tratta di dati pubblici, nessun “segreto industriale”) relativi alle categorie di Fondi Comuni come sono definite da Morningstar: se avete seguito il nostro lavoro nei primi tre giorni della settimana, ricorderete che il motivo del nostro interesse è valutare l’efficacia delle strategie di investimento basta sulla tradizionale “asset allocation” azioni/obbligazioni. Guardiamo nella tabella di oggi (che è uguale a quella di ieri, ma è riferita al giorno 8 settembre, martedì, e riordinata) le sette voci dedicate ai Fondi Comuni “Bilanciati EUR” (evidenziate in giallo) che domani commenteremo:
1.    La performance assoluta 2015 oscilla tra lo 0,10% ed il 2,82%
2.   La performance media annua degli ultimi cinque anni va da un minimo del 2,98% ad un massimo del 5,66%
3.   La deviazione standard annualizzata va da un minimo di 3,71, ad un massimo di 8,01
4.   Il calo degli ultimi tre mesi va da un minimo di 1,89% ad un massimo di 7,16%

fondi-comuni

L'ANALISI
Il punto sulle Borse in Eurozona. 
I tre giorni consecutivi di rialzo degli indici di Borsa in Eurozona sono un segnale per rientrare? Oppure sono un’occasione per uscire? Questa terza sezione non è dedicata alle indicazioni operative, e tuttavia non vogliamo nasconderci: sul piano operativi i nostri portafogli hanno chiuso una parte degli SHORT a fine agosto, tenendo aperta l’altra metà, e stiamo valutando di sfruttare il rimbalzo per riaprire le posizioni SHORT chiuse 15 giorni fa. Torniamo però all’analisi: ieri abbiamo pubblicato i dati per crescita degli utili e rapporto P/E del’indice di Eurozona, ed oggi restiamo su quel tema. Da ottobre in avanti, si comincerà a parlare di 2016, anche perché i dati 2015 risulteranno molto, ma molto distanti da quelli che avevate letto nelle “ricerche” a gennaio. Il tentativo sarà allora quello di rilanciare: “non è andata bene nel 2015, non è andata bene nel 2015, ma andrà sicuramente alla grande nel 2016”. Alla grande forse no, visto che il 15% di crescita atteso per gli utili ha cominciato a scendere in estate (grafico sotto, aggiornato solo a fine luglio) ed oggi sta sotto il 10% (che comunque resta un traguardo ambizioso, aggressivo ed ottimistico). Quel numero è importante, perché è quello che vi dice quanto valgono davvero i titoli che avete in portafoglio: una domanda che voi, come tutti gli investitori, vi siete fatti più di una volta nelle ultime settimane, a fronte della volatilità dei prezzi. Il grafico qui sotto vi spiega perché, tra luglio e settembre, la discesa dei prezzi non ha necessariamente fatto diventare più interessanti e più convenienti le azioni in Eurozona: se i prezzi scendono del 20%, ma al tempo stesso la crescita degli utili scende dal 15% al 9% atteso, è necessario rifare bene i conti, per capire se e di quanto adesso è più conveniente investire in azioni di Eurozona.
 
2016-earnings-growth-estimates

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