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Tra guerre commerciali ed elezioni rispunta la volatilità

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e le prossime elezioni europee stanno caratterizzando l’andamento dei mercati finanziari. Una situazione che ha portato elevata incertezza

di Redazione Soldionline 22 mag 2019 ore 10:52

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e le prossime elezioni europee stanno caratterizzando l’andamento dei mercati finanziari. Una situazione che ha portato elevata incertezza, come evidenziato dall’andamento delle borse nelle ultime settimane.
Secondo Giordano Beani - head of Multi-Asset Fund Solutions Italy di Amundi SGR – la volatilità sui mercati resterà elevata, in quanto l’accordo tra le due superpotenze economiche sembra allontanarsi, mentre i risultati delle elezioni non dovrebbero mostrate importanti sorprese.
Nell’analisti seguente l’esperto fornisce maggiori dettagli sull’attuale scenario dei mercati azionari.

 

cina-stati-unitiÈ proseguito anche settimana scorsa l’inasprimento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Alla mossa inaspettata di Donald Trump di rialzare le tariffe dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina è corrisposta la contromossa cinese questa settimana di imporre nuove tariffe su 60 miliardi di importazioni dagli USA. Contestualmente l’Amministrazione USA ha cominciato l’analisi per giungere ad imporre tariffe anche sui rimanenti 300 miliardi di importazioni non ancora colpiti da tali provvedimenti. Non solo, ma il Dipartimento del commercio statunitense ha anche messo sulla “lista nera” la società di telecomunicazioni cinese Huawei, vietandole qualsiasi acquisto di componenti prodotti da società statunitensi per i propri prodotti e le proprie reti (circa 11 miliardi di dollari). Rammentiamo a proposito che lo scorso dicembre la direttrice finanziaria di Huawei, figlia del fondatore, era stata arrestata in Canada, dove si trova ancora in libertà su cauzione, ma con richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti.

Sulle sponde orientali dell’Atlantico invece tutta l’attenzione si sta concentrando sulle imminenti elezioni europee che si terranno a partire da giovedì 23 - iniziano proprio coloro che non avrebbero dovuto partecipare, cioè gli elettori del Regno Unito, e l’Olanda - fino a domenica 26, data in cui voteranno la maggior parte degli Stati membri, inclusa l’Italia. La misura dell’eventuale avanzata dei partiti populisti e sovranisti, dalla Lega italiana al movimento “Brexit” del rinato Nigel Farage in Gran Bretagna, passando per il neo battezzato “Rassemblement National” di Marine Le Pen in Francia, sarà la cartina di tornasole per capire se e come l’Unione Europea e le sue istituzioni saranno messe alla prova. Nel frattempo si è consumata una crisi politica lampo in Austria a causa delle dimissioni del vice premier e leader del “Partito della Libertà” di estrema destra Heinz-Christian Strache per un video scandalo su ipotesi di finanziamenti occulti in cambio di contratti con una supposta nipote di un oligarca russo. Il giovane cancelliere Kurtz ha così presentato le dimissioni del Governo in carica al Presidente austriaco e verosimilmente si andrà a nuove elezioni in settembre.

In conclusione, l’ipotesi di alcuni commentatori ed esperti di mercato che il raggiungimento di un accordo USA-Cina fosse comunque imminente appare allontanarsi. Verosimilmente si andrà verso un ulteriore inasprimento delle relazioni in attesa dell’incontro tra i due leader Trump e Xi Jinping in occasione del G20 di fine giugno, mentre risulta incerta persino l’agenda dei prossimi incontri per proseguire i negoziati. Quanto alle elezioni europee, a meno di eclatanti sorprese, l’avanzata dei partiti populisti è nelle attese dei mercati ed è pertanto improbabile che i risultati influenzino nel brevissimo l’andamento degli stessi, che saranno molto più attenti all’evoluzione dei dati macro economici al fine di comprendere se le rinnovate tensioni commerciali stiano minando la fiducia in un contesto di crescita zoppicante. L’unica certezza al momento è che la volatilità rimarrà elevata: non è molto ci rendiamo conto, ma spesso la volatilità di breve apre opportunità nel medio- lungo periodo.

 

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