NAVIGA IL SITO

Tassi di interesse e inflazione aiutano l'azionario europeo

Uno studio della Banca d’Italia dal titolo “Gli effetti macroeconomici di un'inflazione bassa e decrescente con tassi di interesse al loro limite inferiore” mette nero su bianco il problema della trappola della liquidità europea

di Redazione Soldionline 3 dic 2015 ore 09:12

A cura di TradingRoomRoma

Uno studio della Banca d’Italia dal titolo “Gli effetti macroeconomici di un'inflazione bassa e decrescente con tassi di interesse al loro limite inferiore” mette nero su bianco il problema della trappola della liquidità europea andando ad “…analizzare gli effetti macroeconomici di un periodo prolungato di inflazione bassa e decrescente, quando misure (convenzionali) espansive di politica monetaria non sono possibili a causa del vincolo inferiore sui tassi di interesse a breve termine (zero lower bound, ZLB),…” . Risultati:

tassi_61)    Uno shock che riduce temporaneamente l’inflazione esercita, in condizioni normali, un effetto espansivo sull’economia, aumentando il reddito disponibile dei consumatori. Quando la banca centrale non può ridurre i tassi ufficiali a causa della presenza dello ZLB e il settore privato è indebitato in termini nominali, lo stesso shock determina, invece, una contrazione dell’attività economica: l’aumento dei tassi di interesse reali riduce la domanda aggregata; il calo dell’inflazione aumenta il valore reale del debito e il costo del suo servizio, amplificando gli effetti recessivi.

2)    In presenza di rigidità verso il basso nell’aggiustamento dei salari nominali gli effetti recessivi dello shock diventano più forti e persistenti. L’elevato costo di ridurre i salari nominali impedisce un adeguato aggiustamento iniziale dei salari reali in risposta a una riduzione nella domanda di lavoro delle imprese. Ne conseguono un minore calo dell’inflazione ma una perdita complessiva in termini di prodotto più elevata e persistente.

Quali considerazioni per chi investe in azioni? In un grafico è evidente come i tassi reali nella zona euro siano saliti dalla fine 2012, a seguito del precedente intervento di Draghi a luglio, fino a tornare ai livelli del 2010 corrispondenti ai medesimi livelli del 2006; finchè i tassi reali salgono anche il mercato azionario ha maggiori chance di aumetare i corsi anche perché i tassi nominali, rispetto al 2010 e al 2006, sono sul limite inferiore possibile dello “zero lower bound”. Tassi nominali a zero o negativi, tassi reali in salita, prezzo delle materie prime sui minimi, monitoraggio delle banche da parte della Bce e dell’Europa sui requisiti minimi patrimoniali…tutte buone occasioni per un ulteriore rialzo del mercato azionario se non fosse per il “freno”dovuto alle rigidità sui salari e il debito privato alto della zona euro ma non italiano: chi vuol capire capisca!

 tassi-reali

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.