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Sui mercati, oltre il Covid-19, c'è altro

C’è qualche cosa che si muove, al di sotto dei titoli di prima pagina, della paura per il COVID-19, degli interventi di emergenza delle Banche Centrali

di Valter Buffo 28 apr 2020 ore 09:57

Commento di recce-d.com


mercato-azionario_2Ormai più di due mesi fa, Recce’d fece la scelta insieme con la Redazione di Soldionline.it, di proporre ai lettori un approfondimento su un tema che da noi era giudicato di rilievo per molti investitori, azionari ma non soltanto (Azioni value e growth Usa: il giocattolo si è rotto). C’è infatti qualche cosa che si muove, al di sotto dei titoli di prima pagina, della paura per il COVID-19, degli interventi di emergenza delle Banche Centrali: qualche cosa che non è stato spiegato, e che non tutti gli investitori hanno afferrato in pieno.

Noi abbiamo già sfruttato lo spazio messo a disposizione per informare i lettori dei moltissimi interventi dedicati al tema “value vs. growth”  (ovvero: titoli azionari “value” contro titoli azionari “growth”) da parte di esperti ed operatori delle banche di investimento tra gennaio e febbraio: lo spunto era quello della macroscopica divergenza tra i l’andamento dei titoli azionari che fanno parte dei due gruppi, fatto in netto contrasto con quanto era stato previsto sulla base degli studi, pionieristici, del premio Nobel Fama, al quale si deve la definizione delle due categorie. Autorevoli analisti, come ad esempio Kolanovic di Morgan Stanley, nella parte finale del 2019 avevano indicato agli investitori questa divergenza come una notevole opportunità, una di quelle che capitano una volta ogni 10 anni.

La crisi finanziaria in atto, a questo proposito, è un test quasi perfetto, ed è di questo che noi oggi vi informiamo. Come sono andate le cose? Nei primi due grafici che accompagnano la nostra analisi, potete leggere quale è stato il risultato da inizio anno ad oggi dei due gruppi, grazie ai due indici che vengono quotidianamente calcolati dall’Agenzia Standard and Poor’s. Nelle due immagini abbiamo aggiunto poi la definizione (a sinistra) che Standard and Poor’s utilizza per il calcolo dei due indici. Vedete subito che, da inizio 2020 ad oggi, il risultato è favorevole ai titoli azionari cosiddetti “growth”, la cui perdita ad oggi è vicina al 5%, mentre per i titoli della categoria “value” ad oggi la perdita è doppia: questa significa che l’opportunità, definita a fine 2019 come “enorme” da Kolanovic ed altri, oggi è ancora più grande, ma pure che, almeno durante questa fase, il test fornito dal COVID-19 di fatto ha negato validità all’ipotesi-Kolanovic.

 

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Insomma, a guardare i prezzi oggi, Kolanovic si sbagliava: fatto ancora più evidente, se guardiamo a ciò che è successo nella più recente fase di recupero ovvero rimbalzo degli indici della Borsa USA, come si vede negli altri due grafici che accompagnano il nostro articolo. Potete infatti vedere che nell’ultimo mese, dopo quell’ormai famoso 23 marzo, i titoli della categoria “growth” hanno recuperato lo 11%, mentre i titoli “value” sono risaliti soltanto del 7,8%.

titoli-della-categoria-growth

titoli-della-categoria-value

 

Allo scopo di offrirvi un commento qualificato, vi chiediamo di leggere in lingua originale alcuni paragrafi scritti quindici giorni fa, dopo il (primo) crollo del prezzo del petrolio (da notare che i titoli del settore Energia sono titoli azionari dalle caratteristiche spiccatamente “value”):

(…) after this week's crash in energy, i.e., deep value stocks, that anyone who was still long value got absolutely destroyed, while the ongoing surge in low vol stocks was the added insult to the final injury. In other words, anyone who took advantage of the "once in a decade" decoupling between energy and value stocks last July, when Kolanovic first recommended it, is likely no longer in the business. It wasn't just value stocks that Kolanovic was pitching: he was also once again bullish on the market, due to a rather bizarre assumption: that the economy would start improving despite the coronavirus pandemic, to wit: Given the severity of the outbreak, the market may wait to see not just a decline in the absolute number of cases, but a significant pick up in datasets capturing real-time economic activity. Our base case is that this would happen within 1-2 weeks.

Not only has the coronavirus pandemic not improved with clusters now across Europe and various US states, but adding fuel to the flames was the plunge in oil, which crushed energy (i.e., value stocks) to a level not seen in decades. And while there is no way Kolanovic could have foreseen the breakdown in OPEC, as his clients' risk manager he should have considered the risk of pushing everyone into value stocks which have now caused irreparable harm.

 

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