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Smart Beta: verso la “fase 2”

Il mondo degli ETF Smart Beta: un comparto in rapida evoluzione, le cui caratteristiche si modificheranno ancora nei prossimi anni. Una opportunità per gli investitori

di Redazione Soldionline 3 giu 2016 ore 09:11

Commento giornaliero di www.recce-d.com

Nel corso dei questa settimana, per due volte Recce’d vi ha offerto un contributo di informazione e di analisi sugli ETF Smart Beta: lavoro che concluderemo oggi, fornendovi alcuni dati su questo segmento del mercato finanziario. Ripetiamo per cominciare che si tratta di un fenomeno globale, anche del punto vista commerciale: lo dimostra ad esempio il fatto che nel 2015 sul sito Investopedia la singola espressione più ricercata dagli utenti, in assoluto, è stata proprio “Smart beta”. Abbiamo visto lunedì e poi mercoledì quali sono le caratteristiche che TUTTI gli Smart Beta hanno in comune, spiegando che per la Teoria della Finanza (quella che parte negli anni 50 con Markowitz e prosegue con Sharpe e Tobin), il termine Beta definisce “il rendimento del principale indice del mercato”, mentre invece “Alfa” definisce (sempre in quella impostazione) il rendimento che viene generato dalle scelte dell’investitore. Da qui, intuitivamente, deriva il significato di Smart Beta, ovvero:

(…) financial engineers have over the years devised what has gradually become known as “smart beta” or “active beta”. Smart beta funds take a basic passive investment strategy but tweak it to generate above-market returns, for example by weighting companies in a stock index completely equally, favouring cheaper stocks or those with momentum. They can even include several investment “factors” at once, such as systematically screening for cheap, dividend-paying stocks with little volatility.

Vendiamo ai dati che descrivono oggi questo segmento del mercato finanziario: nei due grafici in basso, che avevamo già pubblicato in precedenza, potete vedere:

1.     La crescita (negli USA) della componente Smart Beta (in scuro) sul totale degli ETF in circolazione (la barra di colore chiaro) nel primo grafico, parte sinistra

2.     La crescita degli Smart beta espressa in miliardi di euro, primo grafico parte a destra

3.     I dieci ETF Smart Beta più diffusi negli Stati Uniti, nel secondo grafico

L’industria degli ETF è molto concentrata (i tre principali operatori, che sono Vanguard, State Street e Blackrock, controllano circa lo 80% del mercato) mentre il segmento Smart Beta è più frammentato: sono solo 11 ad oggi gli ETF Smart Beta con una dimensione superiore ai 10 miliardi. L’industria degli ETF negli Stati uniti ha raccolto 1.700 miliardi di dollari, e la componente Smart beta ha raggiunto di recente il 20% del totale raccolto: e questa crescita, molto rapida, ha attirato l’attenzione dei grandi nomi del settore, tanto da far parlare di una “fase 2” per il segmento degli Smart beta

For example, Goldman Sachs has unusually opted to compete on price when it launched a suite of smart beta ETFs late last year. Thus far its biggest seller is its $569m emerging markets smart beta ETF. But the flagship ActiveBeta US Large Cap Equity ETF — which uses value, momentum, quality and low volatility factors, and periodically rebalances the four — costs just 9 basis points annually. Even State Street’s $182bn SPDR S&P 500 ETF Trust, often known as Spider, charges 9.45bp. Stephen Tu, analyst at Moody’s, expects that the real test will not just be cost but the successful development of what he dubs “smart beta 2.0”, or ETFs that pursue more advanced systematic strategies rather than simply weighting dividend-friendly or cheap stocks. “This is an industry in disruption,” he points out.

CONCLUSIONE    Recce’d vi ha introdotto questa settimana nel mondo degli ETF Smart Beta: un comparto in rapida evoluzione, le cui caratteristiche si modificheranno ancora nei prossimi anni. Una opportunità per gli investitori, che allo stesso tempo sono chiamati ad uno sforzo ulteriore per capire prima di investire.

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GLI ALTRI TEMI che avranno oggi un visibile impatto sui mercati li trattiamo nel nostro The Morning Brief (disponibile dalle ore 7,00 per i Clienti e attraverso la nostra app). Ecco una sintesi per punti:

1.     Lo S&P 500 torna sopra 2100 punti  In attesa del dato di oggi per gli occupati negli USA, che darà il tono dei mercati finanziari per tutto il mese di giugno, l’indice della Borsa USA torna sopra i 2100 punti, una soglia psicologica importante
2.     Lo yen sotto quota 109    Il fatto nuovo della settimana che si chiude oggi è la ritrovata forza dello yen contro dollaro USA, un fattore di tensione che peserà sui mercati anche la settimana prossima
3.     Il  dato per gli occupati (NFP)  Ieri è stato pubblicato il dato ADP (grafico sotto) per il settore privato, che anticipa il dato NFP di oggi
4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana la sezione dedicata all’operatività si concentra sul mercato dei cambi, in forte tensione oggi per la forza dello yen giapponese e per i dati USA per l’occupazione (NFP)
5.     SEZIONE L'ANALISI      questa settimana i nostri Clienti insieme a noi hanno fatto il punto sul debito, ovvero quel problema grande come l’Himalaya che attende i mercati e che non potrà essere aggirato: quali rischi aspettano i nostri portafogli titoli?

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