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Siamo già tutti in MMT?

Proprio la Federal Reserve ha creato il terreno di coltura più fertile per la diffusione delle idee di MMT che poi la stessa banca centrale americana disprezza in pubblico

di Valter Buffo 13 mar 2019 ore 09:53

Commento giornaliero di recce-d.com

 

federal-reserve_2In questa pagina, ieri e lunedì, ci siamo chiesti se la recente inversione ad U nelle politiche monetarie globali, che si è tradotta del totale abbandono dell’obiettivo “normalizzazione” e nel ritorno a politiche monetarie accomodanti, espansionistiche, e persino al quantitative easing (almeno, nelle dichiarazioni che non lo escludono) non sia un segnale di un passaggio epocale, verso una impostazione di politica monetaria nuova, ed in parte ispirata proprio a MMT. Nelle dichiarazioni ufficiali, ovviamente, questa ipotesi viene negata in modo drastico: dalla Fed abbiamo letto dichiarazioni critiche che paragonano la MMT alla iper-inflazione della Germania di Weimar, oppure ai più recenti episodi di Venezuela e Zimbabwe. Lo stesso Jay Powell (Chairman) in pubblico ha preso una posizione nettissima, e proprio durante la più recente Audizione al Congresso USA:

The idea that deficits don't matter for countries that can borrow in their own currency I think is just wrong,” Chairman Jerome Powell said during his recent testimony before Congress.

Tutto ciò detto, però, i fatti parlano, e ci dicono cose concrete, come quelle che potete leggere nel passaggio che segue: oggi lo abbiamo lasciato in inglese per una semplice ragione, ovvero che è preferibile non distorcere il senso originale con una traduzione, specie nel caso in cui vengono presentate opinioni con un taglio critico. Nel brano che segue, si scrive che proprio la Federal Reserve ha creato il “terreno di coltura” per la diffusione delle idee di MMT che poi la stessa Fed disprezza in pubblico. Dice l’autore che il fatto stesso di presentare il QE come un successo è una implicita approvazione di MMT, e noi da qui ripartiremo domattina.

The idea that the government can print money to spark the economy is not that much different than quantitative easing – with one big exception. Modern Monetary Theory is a poorly conceived idea that might get its day in the sun. Thank – or blame - the Federal Reserve and its “extraordinary measures” monetary policy for laying the groundwork. MMT can trace it origins back over 100 years, but it has gained renewed popularity in recent months as thanks to freshman Democratic Congresswoman Alexandria Ocasio-Cortez and economist Stephanie Kelton. In a nutshell, MMT is anchored on the belief that budget deficits don’t really matter. In other words, if a government or central bank is borrowing money in its own fiat currency, meaning a currency backed by nothing but the government’s good word, then it can “print” any amount necessary to cover its debts. As such, a government should create money to fund increased spending. If this sounds familiar, it should. MMT is basically a sibling of quantitative easing. While QE allowed the Fed to print money to buy securities such as U.S. Treasuries, mortgage bonds and bad loans, MMT proposes printing money to fund the government. The Fed has hailed QE as a success, bringing the economy back from the brink. Former Fed Chairman Ben S. Bernanke was even anointed as Time magazine’s “Person of the Year” for 2009. Vice Chairman Richard Clarida said last month the central bank would solicit opinions on how to round off the edges of its new tools such as QE. Simply put, these tools are here to stay.

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Fonte: WaPo

 

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 13 marzo 2019, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.  Ieri è stata una giornata importante per Brexit e per la sterlina: May ha perso di nuovo, ma oggi ci sarà un secondo voto (e domani un terzo)
  2.  L’inflazione nella sue versione chiamata “core” rimane sopra al 2% negli Stati Uniti: il dato è di ieri
  3.  Dollaro USA sempre forte, e vicino a 1,1250 contro euro
  4.  SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci occupiamo dell’andamento delle maggiori valute nei prossimi mesi
  5.  SEZIONE L'ANALISI    il tema della nostra Analisi sarà questa settimana il tema dei “deficit gemelli”, messo in grande evidenza dai dati USA della settimana scorsa

 

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