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Volkswagen, perché potrebbe diventare peggio di Enron

Uno scenario a tinte fosche delineato nei giorni scorsi dal Financial Times. Come se la sfida del nuovo CEO di Volkswagen Matthias Muller non fosse già abbastanza difficile.

di Marco Delugan 28 set 2015 ore 14:18

Dopo più di una settimana dall'inizio dello scandalo VW sulle emissioni dei sui motori diesel, i problemi della più grande casa automobilistica del mondo continuano a occupare i titoli dei giornali.

Il 18 settembre scorso, la Environmental Protection Agency degli Stati Uniti ha rivelato che l'azienda tedesca ha montato sulle proprie auto a diesel dispositivi che alteravano le emissioni inquinanti in modo da farle rientrare nei limiti di legge al momento dei test di laboratorio. Il titolo di Volkswagen ha perso più di un terzo del proprio valore tra lunedì 21/9 e martedì 22/9 e il CEO Martin Winterkorn ha perso il posto.

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Il futuro non sembra ora dei più facili per l'azienda tedesca. Come ricorda Businessinsider, infatti:

Il nuovo CEO Matthias Muller ha davanti a se una sfida molto difficile: una azienda già colpita dal rallentamento dell'economia cinese e che adesso si trova ad affrontare un grave danno di immagine, oltre al danno economico immediato che deriverà da multe e altri costi direttamente legati allo scandalo come la sistemazione delle auto in modo da riportarle in linea con quanto richiesto dalla regolamentazione ambientale dei singoli paesi.

Ma lo scandalo VW, oltre a colpire l'azienda stessa, potrebbe avere conseguenze più ampie.

In questo senso, un articolo apparso sul Financial Times sostiene che ci sono diverse ragioni per pensare che le conseguenze dello scandalo VW possano diventare addirittura peggiori di quelle del caso Enron. Anche perché, appunto, non riguarderanno solo VW in senso stretto, ma anche il mercato dell'auto più in generale e l'immagine stessa del Made in Germany.

Ecco perché:

1) L'inquinamento atmosferico costa vite umane;
2) VW è stata tra i protagonisti del rilancio dei motori a diesel a livello europeo, incitando anche i governi ad adottare politiche adatte allo scopo
3) le multe e le azioni legali che colpiranno VW saranno probabilmente superiori a quelle che hanno colpito Enron;
4) la frode di Enron ha nascosto ingenti perdite, mentre la VW potrebbe essere spazzata via pur essendo una azienda finanziariamente sana;
5) lo scandalo non colpisce solo VW, ma l'immagine della Germania più in generale e anche quella di altre aziende automobilistiche tedesche;
6) altre aziende che hanno investito nel diesel saranno danneggiate anche se non hanno truffato nessuno;
7) lo scandalo potrebbe riportare in auge idee contrarie alla riduzione delle emissioni inquinanti come tentativo di indebolire le accuse e dare fiato al settore automobilistico.

Ma il mancato rispetto delle norme di protezione dell'ambiente e della salute non sembra una prerogativa di VW. La Transport & Environment – una organizzazione no-profit con sede a Bruxelles che promuove politiche dei trasporti fondate sul principio della sostenibilità ambientale – ha infatti riportato che i dati sull'emissione di diossido di carbonio sono largamente manipolati a livello generale.

E in questo senso risulta interessante - anche se poco promettente, almeno da un punto di vista ambientale - la recente dichiarazione di Nick Molden, fondatore di Emissions Analytics, al quotidiano inglese The Indipendent:

Se l'illegalità fosse diffusa tra tutte le case automobilistiche europee, ogni scommessa sarebbe perduta. E non ci sarà nessuna carneficina tra i colpevoli.

Insomma, la palla di neve potrebbe diventare una valanga. A meno che qualche cosa non la fermi, a un certo punto.

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