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Sarà FOMO la moda dell’estate 2016

L’acronimo FOMO (Fear of Missing Out) descrive la paura di tutti i gestori e gli investitori diretti che da febbraio in poi hanno scelto di avere in portafoglio una posizione in azioni inferiore al loro standard (qualunque esso sia), ovvero di restare “sottopesati”

di Redazione Soldionline 19 lug 2016 ore 09:06

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I nuovi record fatti segnare ieri sera dalla Borsa di New York sono un riflesso dell’effetto che chiamano “FOMO”. L’acronimo FOMO (Fear of Missing Out) descrive la paura di tutti i gestori e gli investitori diretti che da febbraio in poi hanno scelto di avere in portafoglio una posizione in azioni inferiore al loro standard (qualunque esso sia), ovvero di restare “sottopesati”: sulla stampa di tutto il mondo si legge ogni giorno di effetto FOMO, da quando l’indice S&P 500 della Borsa di New York ha fatto segnare nuovi massimi di ogni tempo. Ed in effetti, è molto probabile che, nelle prossime settimane e mesi, la direzione alle Borse venga data proprio dalle decisioni di quei (tanti) Comitati di Investimento, Consigli di Amministrazione, e Comitati Esecutivi che scelsero, a febbraio, marzo, aprile, eccetera, che “è più prudente mantenere un atteggiamento di cautela”. La scelta oggi, è semplice: si tratta di tenere duro, di confermare quella scelta, di restare sul lato della cautela; oppure, all’opposto, di tentare di recupera il tempo perduto andando “sovrappeso”: purtroppo però si è costretti a farlo a prezzi più elevati, rispetto a quando si fecero le vendite di alleggerimento. Sul lato della bilancia che chiameremo “cautela” pesano numerosi fattori, sia di tipo fondamentale (primo grafico qui sotto) sia di tipo grafico (secondo grafico in basso); ma dal lato opposto pesa, e molto, la performance relativa, ovvero il confronto con gli altri gestori, quelli che non erano “cauti” e che perciò oggi stanno accumulando un vantaggio sempre più visibile. Sul lato della cautela si trovano, e non da oggi, tutte le grandi banche di investimento, quelle con il nome più famoso, come ad esempio Goldman Sachs che ancora la settimana scorsa elencava così le cinque principali ragioni per restare FUORI da questo rally:

1.     Valuations are already at historical extremes.
2.     Zero profit growth is not consistent with high stock valuations.
3.     Many Financials will have lower profits if low interest rates persist.
4.     Low rates will also detract from earnings by increasing the value of current pension liabilities through lower discount rates.
5.    The fall in US unemployment hints at wage inflation.

In Recce’d tutti questi fattori sono monitorati giorno dopo giorno: e tuttavia, a noi pare che non ci sia nulla, ma proprio nulla, di nuovo, in questo elenco. E che quindi questi cinque elementi oggi sono tutti già nei prezzi. Il quinto poi, di tutti è il più interessante: perché a noi sembra giusto chiedersi se è proprio vero che QUEL fattore giocherebbe contro il rialzo delle Borse.

CONCLUSIONE    Recce’d oggi vi ha segnalato il ruolo del fattore FOMO nelle prossime settimane dei mercati di Borsa

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GLI ALTRI TEMI che avranno oggi un visibile impatto sui mercati li trattiamo nel nostro The Morning Brief (disponibile dalle ore 7,00 per i Clienti e attraverso la nostra app). Ecco una sintesi per punti:

1.     Il tema di investimento resta FOMO    I nuovi massimi di ogni tempo, fatti segnare ieri sera dalla Borsa di New York, sono un conferma ulteriore del’effetto che chiamano “FOMO”, del quale vi abbiamo già scritto nei giorni scorsi.  Ne scriviamo oggi nel nostro contributo a Soldi On Line
2.     Tecnologia USA: Yahoo, Intel, Mircosoft   Secondo le nostre stime ed analisi, sarà proprio la Tecnologia a dire in che direzione si muoveranno gli utili delle Aziende USA nel terzo e quarto trimestre: attenzione quindi alle indicazioni che le Società faranno in questi giorni
3.     Utili: ieri Bank of America, oggi Goldman Sachs       I risultati delle banche USA hanno fino ad oggi smentito le aspettative di chi temeva un netto ribasso negli utili:  almeno fino ad oggi, la compressione del margine di interesse, negli Stati Uniti, ha avuto un effetto inferiore al previsti
4.     Sterlina GBP: che cosa farà la BoE     Ieri il capo economista della Bank of England, Weale, non ha escluso che il (previstissimo) taglio dei tassi ufficiali in agosto possa essere quanto meno rimandato: molto dipenderà dai dati che verranno pubblicati oggi, domani e dopodomani nel Regno Unito [
5.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    Questa settimana ci occuperemo della gestione dei portafogli in obbligazioni (anche attraverso Fondi Comuni oppure ETF) in vista delle riunioni di luglio delle tre Banche Centrali maggiori
6.     SEZIONE L'ANALISI      La sezione di Analisi questa settimana si dedicherà per intero al Giappone, dopo che la settimana scorsa il ribasso dello yen ha cambiato faccia ai mercati internazionali.

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