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Riunione di giugno della BCE: nessun cambiamento

La riunione del 2 giugno difficilmente sarà foriera di importanti novità alla luce di solidi dati delle survey dell’Eurozona e di un recente parziale indebolimento dell’euro

di Redazione Soldionline 31 mag 2016 ore 10:54

A cura di Credit Suisse

I venti contrari alla Banca Centrale Europea (BCE) si sono attenuati nelle ultime settimane: gli indici dei direttori agli acquisti (PMI) di maggio sono rimasti ampiamente stabili, i ministri delle finanze dell’Eurozona (l’Eurogruppo) hanno finalmente approvato la prima revisione del programma di salvataggio greco e hanno erogato la tranche successiva di fondi per la Grecia e i recenti segnali aggressivi della Federal Reserve hanno fatto nuovamente scendere il cambio EURO/DOLLARO a livelli non più osservati da marzo.

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Eventi politici come fattori di rischio a breve termine
Detto questo, l’Eurozona affronta ancora sfide significative, con rischi politici che incombono nelle prossime settimane – il referendum sull’UE nel Regno Unito il 23 giugno rappresenta il rischio di evento più importante a breve termine, seguito a breve distanza dalle elezioni politiche spagnole del 26 giugno. La BCE certamente monitorerà da vicino la reazione dei mercati finanziari a entrambi gli eventi e si terrà pronta a intervenire in caso di necessità (a nostro parere improbabile).

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L’inflazione bassa rappresenta ancora la sfida più importante
Nonostante la costante ripresa nelle principali economie dell’Eurozona, la sfida principale per la BCE resta lo scenario di inflazione attenuata a medio termine nell’Eurozona, che probabilmente richiederà una politica monetaria molto espansiva per un periodo di tempo prolungato. Ciononostante la BCE è destinata a riconfermare il suo approccio attuale alla riunione di giugno e a rimanere in una modalità «wait and see», piuttosto che procedere a un ulteriore allentamento. Dopo tutto, la serie di nuove misure annunciate a marzo, specialmente gli acquisti della BCE di obbligazioni societarie, partirà solo a giugno. (Dopo la riunione di questa settimana tuttavia potrebbero essere resi noti ulteriori dettagli sull’implementazione del programma di acquisto di obbligazioni societarie.) La recente flessione dell’euro rispetto al dollaro USA significa anche che la pressione per abbassare i tassi di riferimento o per «guidare» l’euro si è attenuata. I nostri strateghi valutari si aspettano un trade laterale per EUR/USD nel breve termine prima che la coppia valutaria mostri nuovamente un trend al ribasso nei prossimi 12 mesi, riducendo ulteriormente la necessità di tagli dei tassi di riferimento da parte della BCE. La BCE inoltre pubblicherà le sue nuove previsioni macro. Queste probabilmente evidenzieranno solo cambiamenti minimi, in particolare lievi ritocchi al rialzo per le stime su PIL e inflazione 2016.

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