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Richemont–YNAP, l’OPA che segna la strada del lusso

Secondo Mark Peden (Kames Capital) questa operazione rappresenta un chiaro segnale di quale sia il futuro del settore che non potrà più sottrarsi ai cambiamenti delle abitudini

di Redazione Soldionline 23 gen 2018 ore 10:42

Il settore del lusso torna sotto i riflettori di mercati finanziari.

Ieri il colosso svizzero Richemont ha ufficializzato il lancio di un'OPA su YOOX Net a Porter Group a 38 euro per azione. La società quotata al FTSEMib è stata valutata circa 3,5 miliardi di euro, rispetto ai 217 milioni al debutto del titolo a Piazza Affari il 3 dicembre 2009.

Secondo Mark Peden, gestore del Kames Global Equity Income Fund di Kames Capital, questa operazione rappresenta "un chiaro segnale di quale sia il futuro del settore che non potrà più sottrarsi ai cambiamenti delle abitudini di acquisto già osservate nel non-luxury world".

Nell'analisi seguente il gestore analizza nel dettaglio l'attuale situazione del segmento del lusso.

 

lusso_3La domanda per il lusso europeo più ambito sta riguadagnando la sua vivacità dopo un periodo alquanto difficile, legato al giro di vite sulla corruzione presente nelle politiche degli “omaggi” nei mercati chiave della Great China e all'assorbimento della crescita aggressiva di molti marchi, evidente soprattutto nell'Asia emergente.

Le previsioni di molti esperti indicano di fatto come l’industria, ora che si è riposizionata come prodotto per un target ad alto Pil, sia ora tornata a registrare una crescita del fatturato di alta singola cifra. Tale media, tuttavia, maschera quelle che sono delle performance molto disomogenee tra la moltitudine di brand e case di moda del panorama europeo.
Da un lato ci sono Gucci e YSL, che stanno viaggiando a velocità mostruosa facendo segnare una crescita del 30%, poi ci sono i sonori progressi di Louis Vuitton e Moncler e, per finire, i ritmi decisamente più lenti di marchi come Salvatore Ferragamo e Bottega Veneta.

Nelle categorie di prodotto, la cosiddetta soft luxury (pelletteria, abbigliamento e accessori in seta) è attesa crescere maggiormente rispetto al mercato hard luxury, in particolare negli orologi le cui scorte di magazzino continuano a rimanere elevate in taluni paesi.

Al di là di queste osservazioni cicliche, c’è da osservare lo sviluppo profondo nei sistemi di distribuzione dei prodotti di lusso.
Rispetto agli altri mercati retail, la cui penetrazione online è salita rapidamente fino a superare il 20%, per il mondo del luxury tale percentuale rimane al di sotto del 5%. Questa transizione fatica a decollare in quanto i brand manager della categoria temono che gli acquisti online portino ad una diluizione del valore legata all’incapacità della clientela di “sentire” e “fare esperienza” della qualità del prodotto. Le nuove tecnologie digitali, tuttavia, stanno alterando non poco l’equilibrio di potere nella distribuzione e i brand si stanno trovando obbligati ad abbracciare il cambiamento.

Un esempio di ciò è l’annuncio dell’OPA da parte di Richemont nei confronti di Yoox Net-a-Porter, la società leader nell’e-commerce di lusso della quale già possedeva una quota significativa.
La notizia è arrivata smentendo la visione del mercato che considerava il colosso elvetico in procinto di cedere la propria partecipazione. Il gigante di Ginevra, tra i numeri uno degli operatori del lusso, ha fatto dunque la sua mossa, lanciando un chiaro segnale di quale sia il futuro del settore che non potrà più sottrarsi ai cambiamenti delle abitudini di acquisto già osservate nel non-luxury world.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.

 

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