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Cosa ha reso di più nei primi sei mesi del 2017

Bitcoin ed ethereum, con grande distacco sugli asset tradizionali. Per le due criptovalute più importanti sono stati sei mesi di crescita impressionanti. Ma che hanno evidenziato anche pericolose fragilità.

di Marco Delugan 3 lug 2017 ore 17:07

Il 2017 è stato l’anno delle criptovalute. Finora, almeno. Lo dimostra un confronto fatto da Fact Set e Coin Set tra l’andamento delle quotazioni di bitcoin ed ethereum, con quello di assett più tradizionali, come il palladio, per le materie prime, e i tre principali indici azionari Usa.

Bitcoin ed ethereum sono le due criptovalute più impostanti in termini di capitalizzazione.

Come si vede dal grafico che segue (Fonte: CoinMarketCap), che ne rappresenta l’andamento della capitalizzazione complessiva, le monete digitali hanno vissuto un anno di grande crescita e di importante volatilità.

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criptovalute-capitalizzazione

E di molti record:

  • la capitalizzazione complessiva ha superato i 100 miliardi
  • la quotazione del bitcoin ha superato i 3mila dollari
  • la quotazione di ethereum è salita a 300 dollari


Le quotazioni delle due principali criptovalute sono poi scese, ma la crascita da inizio anno è del 165% per il bitcoin e del 3.500% per ethereum.

Molti, ed è comprensibile, hanno cominciato a pensare che quella delle criptovalute sia una bolla destinata a scoppiare tra non molto. Quanto sia questo “non molto” è come sempre difficile da capire quando si tratta - e se si tratta, in questo caso - di bolle speculative.

Fatto sta che - come ha osservato Ryan Vlastelica su Marchewatch - le due criptovalute sono diventate così importanti da condizionare l’andamento dei titoli dei produttori di semiconduttori: gli utenti avanzati (i così detti miners) utilizzano infatti processori di grande dimensione per mantenere sicura ed efficiente la rete su cui viaggiano le criptovalute. E più i miners aumentano, più sale la domanda di semiconduttori.

Le criptovalute sono state messe in difficoltà sul fronte normativo e su quello della sicurezza: in marzo la SEC ha respinto il primo ETF sui bitcoin; recenti attacchi speculativi hanno provocato ampie e veloci variazioni nelle quotazioni ad esempio di ethereum. Troppo ampie e troppo veloci per non preoccupare gli investitori.

Questioni che, se risolte positivamente, potrebbero dare ulteriore slancio alle monete digitali.

Come si vede dalla tabella che segue (Fonte: FactSet Coin Desk), le prestazioni delle criptovalute hanno messo in ombra quelle degli assett trazionali. Di fronte alla crescita del 3.500% di ethereum e del 165% del bitcoin, il palladio è salito del 25%, il nasdaq del 15%, lo S&P 500 del 9% e il djia dell’8,6%.

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E’ sempre più difficile pensare che le criptovalute siano ancora un asset di nicchia.

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