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Quella strana storia di Brexit

Fino ad oggi Brexit ha avuto poca importanza in sè. Sul fronte politico si è invece messo in atto un vero e proprio disastro di proporzioni storiche

di Valter Buffo 17 gen 2019 ore 09:20

Commento giornaliero di recce-d.com

 

brexit_4I più attenti tra i lettori di SoldiOnline.it ricorderanno, forse, i nostri precedenti contributi in tema di Brexit, contributi nel quali, negli ultimi 30 mesi, abbiamo mantenuto ferma una linea che suggeriva a chi investe di attribuire poca, pochissima importanza a Brexit in sé, e molta, moltissima importanza ai dati economici, visto che (a nostro giudizio) Brexit avrebbe influito solo in una misura marginale sui dati economici del Regno Unito come crescita, salari ed inflazione, pur tenendo conto dell’impatto sicuramente negativo sul fronte investimenti che vedete ben rappresentato nel grafico più in basso.

Così poi è stato, almeno fino ad oggi, nel frattempo, sul fronte politico, si è messo in atto un disastro di proporzioni storiche:

“Defeat” is too small a word for the rebuke Britain’s Parliament handed Prime Minister Theresa May yesterday. Her Brexit deal, laboriously negotiated over many months, was voted down Tuesday by a massive 230 votes — a far bigger margin than expected, and the worst loss of any British government in modern times. May’s next immediate challenge is to prevail in a confidence vote moved by the Labour opposition. The chances are she will — for now. The Tories who defected yesterday will probably prefer to retain her as leader and avoid a general election for the time being. But a reckoning is coming. With 72 days to go before Brexit, the country is stockpiling food and medicine. Businesses are facing escalating costs and worsening uncertainty. Immigrants are in limbo. Troops are on standby. On all sides, stasis prevails even as the sense of crisis intensifies. There’s no longer any realistic hope of coming to an agreement that both Europe and the U.K. Parliament will accept, and of making plans to implement it, before the March 29 deadline. A chaotic Brexit is the default outcome. To avoid it, Britain must now withdraw its Article 50 notice to quit, or ask for an extension.

Come riporta in modo efficace il brano qui sopra, le scadenze dopo il fallimento di martedì scorso sono incalzanti:

  • Restano solo 70 giorni al termine oltre al quale si andrebbe ad una “Brexit senza regole”
  • May dovrebbe preparare e negoziare entro lunedì un piano alternativo da sottoporre al parlamento
  • Sempre che sopravviva ad un eventuale nuovo voto di fiducia

 

Cosa si attendono gli operatori di mercato? Ecco per voi una selezione sommaria:

  • Our central scenario remains that a soft Brexit deal is more likely than the UK exiting without a deal,” said Suresh Tantia, investment strategist at Credit Suisse. “With markets in mind, the continued absence of clarity is likely to lead to further volatility in the near term.”
  • One strategist at a large US bank said the assurance with which Mrs May invited Mr Corbyn to table the vote, which she is expected to win today, may have helped the pound erase its losses. “Her confidence seems to suggest that she is expecting to survive the . . . motion, which removes one downside risk for sterling, the risk of a Corbyn-led Labour government,” said the analyst.
  • “Markets are firmly focused on the risks of a no-deal and/or a potential general election,” said Dean Turner, UK economist at UBS Global Wealth Management. “Though the former isn’t out of the question, the danger of such an outcome seems to have diminished in recent weeks, given parliament has expressed its desire to avoid it. The lack of immediate downside in sterling supports this view.”
  • “In the event of some form of the government’s deal ultimately garnering sufficient support to pass through the House of Commons, I believe sterling would once again strengthen, although I do not see it regaining pre-referendum levels versus the US dollar or the euro,” said Richard Buxton, head of UK equities at Merian Global Investors. “A strengthening in the region of 5-8 per cent would seem more likely than the approximately 15 per cent rally by the pound that would be required to regain those pre-referendum highs.” A deal would also boost the case for the Bank of England to lift interest rates in 2019, which would provide further support to the currency. He added that investors should avoid taking directional views on sterling, gilts or UK equities while this “clarity void” remains so large.

 

grafico-investimenti-regno-unito-2008-2019

Fonte: Bloomberg


Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 17 gennaio 2019, abbiamo trattato i seguenti temi:

  • Dalle grandi banche globali anche ieri dati negativi, con l’eccezione di Bank of America, ma i titoli salgono. Erano stati venduti prima, e non c’è il disastro
  • La Cina in movimento: il Governo ha effettuato una grande immissione di liquidità, che ha fatto da supporto alle Borse globali
  • La sterlina GBP resta in forte tensione: non si può escludere uno “spike”
  • SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci occupiamo nuovamente degli utili delle Società quotate
  • SEZIONE L'ANALISI    il tema della nostra Analisi sarà questa settimana Brexit ed i problemi economici e finanziari ad essa collegati

 

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