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Quando il ritorno alla normalità sui mercati?

Crisi significa anche opportunità. Non solo in cinese, ma anche sui mercati finanziari, perché durante una crisi i prezzi si abbassano fino ad un punto da rendere conveniente l’acquisto

di Redazione Soldionline 3 apr 2020 ore 08:57

normalita-mercatiCrisi significa anche opportunità. Non solo in cinese, ma anche sui mercati finanziari, perché durante una crisi i prezzi si abbassano fino ad un punto da rendere conveniente l’acquisto. Ed infatti, mentre parla apertamente di recessione innescata dal coronavirus, il Centro Studi di Moneyfarm vede anche la luce in fondo al tunnel.

Secondo quella che è nota come teoria delle aspettative razionali, i mercati - cioè gli operatori che ad essi danno vita - hanno già previsto che il diffondersi del virus Covid-19 avrebbe comportato, tra l’altro, un drastico calo dei consumi. Come rileva ancora il Centro Studi, il ‘flash’ IHS Markit Eurozone Composite PM è passato dai 51.6 punti di febbraio ai 31.4 di marzo, compiendo il più grande passo indietro mensile di sempre e attestandosi sul gradino più basso degli ultimi 20 anni.

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Rispecchiando queste minori aspettative di produzione, consumo e scambio, i prezzi sono di conseguenza variati in negativo ma, e qui sta per apparente paradosso la buona notizia, con una velocità e una reattività quale mia avevano avuto prima d’ora.

Insomma, anche se ci vorrà ancora tempo per poter anche solo uscire di casa e ce ne vorrà ancora di più per avere dalla medicina quanto serve a evitare una replica di quanto stiamo vivendo, i mercati, evidenzia ancora l’analisi di Moneyfarm, hanno già inglobato, nelle loro aspettative e nei prezzi che le riflettono, quei ‘mala tempora’ che ancora non sono alle nostre spalle. Dopo un periodo anomalo in cui la correlazione tra mercato azionario e obbligazionario è aumentata, gli esperti vedono il mercato incanalarsi su binari più prevedibili.

 

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Anche la crisi da coronovarirus non fugge dunque alla regola, nel senso vero e proprio di regolarità storicamente riscontrata, secondo cui crisi significa opportunità. Come già tutte le 7 fasi di ribasso che il mercato ha attraversato negli ultimi 40 anni, anche questa appare destinata a sfociare in una ripresa dei listini.

 

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Un percorso prevedibile: espansione della crisi poi normalizzazione

Ragionando per periodizzazioni, prosegue infatti l’analisi di Moneyfarm, la seconda metà del 2020 non sarà altrettanto negativa quanto il secondo trimestre dell’anno corrente nel quale la recessione ha preso corpo, se non altro perché il coronavirus non può paralizzare l’intero mondo più di quanto riuscirà a fare, secondo le stime di progressione della pandemia, entro giugno. C’è insomma spazio per la ripresa, per riprendere quel vigore, non solo strettamente salutistico, che l’infezione ha intaccato nella sua fase di espansione. E con la stessa velocità con cui hanno anticipato la contrazione dell’economia i mercati dovrebbero fiutarne la ripresa.

 

 

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Peculiarità della crisi in atto, sottolinea l’analisi, è che il blocco dei consumi non è dovuto a carenza di domanda o di liquidità, ma ad un blocco della domanda che discende da obblighi e divieti (stare in casa, non proseguire le attività che non siano indispensabili) imposte dalle autorità pubbliche per contenere e circoscrivere la pandemia. Fornire maggiore liquidità in questo scenario non serve, soprattutto a quei settori (come trasporti e turismo) che più direttamente sono interessati dal divieto generale di uscire dalla propria abitazione. Di contro, settori - come quelli delle tecnologie legate allo smart working - che hanno tratto un nudge, una spinta, proprio dalle limitazioni delle autorità pubbliche non hanno ovviamente bisogno di liquidità perché godono già di rosee prospettive (laddove appunto la crisi si rivela un’opportunità). Ma proprio perché lo stop è indotto da scelte politiche, più facile dovrebbe essere, quando le condizioni igieniche lo consentiranno, adottare politiche anticicicliche che invertano la tendenza recessiva innescata dal lockdown.

 

Le scelte politiche da compiere

Il corso che prenderà la libera determinazione di prezzi e valori, compito proprio del mercato, dipenderà quindi dal modo in cui le autorità pubbliche gestiranno il contesto in cui avvengono quelle relazioni tra soggetti che danno vita al mercato stesso. A tal proposito, il Centro Studi Moneyfarm pone in evidenza 4 step cruciali:

  • Anzitutto la preservazione degli asset che oggi restano inutilizzati in conseguenza del lockdown. Si tratta di evitare quanto più possibile che il blocco in corso disperda la produttività totale dei fattori, data dalla capacità di incrociare e organizzare capitale umano ed expertise nella produzione e commercializzazione.
  • In secondo luogo il coordinamento tra gli sforzi per uscire dalla crisi innescata dal coronavirus. In quanto pandemia, il virus ha determinato uno choc pressoché perfettamente simmetrico colpendo tutti gli Stati, si tratta quindi di darsi una mano l’un l’altro a trarsi d’impaccio, non di recuperare qualcuno che si sia attardato e sia rimasto indietro.
  • Poi l’individuazione delle filiere che, in un mondo sempre più compenetrato e interdipendente, hanno maggiormente risentito della crisi. Se è facile individuare nel settore aeronautico una delle filiere più danneggiate, meno facile sarà arrivare a fare una disamina completa e a predisporre le misure più congrue a seconda dell’ambito merceologico.
  • Infine l’ossigenazione dei mercati, sotto forma di iniezione di liquidità ove e per quanto occorrente. E’ la cornice al cui interno devono avere luogo gli interventi precedentemente elencati. Entrano qui in gioco possibili spinte inflazionistiche da un lato e messa in sicurezza dei conti pubblici, con eventuali ristrutturazioni del debito, dall’altro.
  •  Rispetto alle coordinate messe in evidenza dallo studio di Moneyfarm, peraltro, i dati appaiono confortanti perché:
  •  Nel panorama politico italiano si sono levate voci, seppur minoritarie, che sollecitano una riapertura delle attività economiche al più presto o quantomeno la predisposizione di una road map in tal senso, prima che quelle attività cadano in uno stato di obsolescenza che ne mini la competitività;
  • A livello di Ue e G20 c’è concordia sulla necessità di reagire e la convocazione del vertice europeo per il prossimo 7 aprile dovrebbe, nelle intenzioni, risolvere le divergenze che ancora permangono circa la via da seguire (coronabond, Mes o altro) per reagire insieme;
  • Insieme alle parti sociali e nonostante le differenti preoccupazioni all’interno di queste ultime, il governo ha definito le attività strategiche in periodi di crisi sulla base dei codici Ateco. A detta dello stesso governo, questo ha consentito di colmare una lacuna nel quadro normativo italiano, che non contemplava situazioni di emergenza, e di predisporre la disciplina da applicare nel caso in cui simili emergenze si ripropongano;
  • Nel giro di pochi giorni, dopo le dichiarazioni di Christine Lagarde mal digerite dalle Borse, la Banca centrale europea ha provveduto ad acquistare titoli per 15 miliardi di euro nell’ambito del Pandemic emergency purchase programme prontamente lanciato.

 

La convenienza di investire a crisi ancora in corso

La voglia di reagire e le prime azioni in tal senso non sono sfuggite ai mercati. E ancor prima che iniziassero a circolare ipotesi sulle date per la fine della ‘reclusione domestica’, gli esperti di Moneyfarm sono giunti alla conclusione che investire in questo periodo convenga perché offre rendimenti più che soddisfacenti a fronte di rischi sul fronte della tutela della salute che vengono via via sempre più circoscritti.

Se in Italia già s’ipotizza una data in cui tali rischi saranno completamente debellati, per il resto del mondo l’Italia funge peraltro da cronometro sul quale tararsi per calcolare il presumibile picco di diffusione di Covid-19 e la data in cui i contagi verosimilmente cesseranno.

Infine, le ultime misure varate dal governo italiano per le famiglie e volte a garantire la pace sociale, seppure pongano la la redistribuzione davanti alla produzione come priorità dell’agenda politica, appaiono conformi a quella che può definirsi una vera a propria tradizione che, anche di fronte ai mercati, caratterizza l’intera storia repubblicana.

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Le crisi sui mercati finanziari sono un'opportunità per gli investitori, a patto di saper cogliere i momenti e analizzare con lungimiranza la situazione. Per aiutare tutti gli investitori a orientarsi in una situazione così particolare, Moneyfarm ha istituito un appuntamento quotidiano con contenuti video e approfondimenti, dove fare il punto sull’evoluzione dei mercati e sulle maggiori notizie che arrivano dalla politica e dall’economia.
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