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Quali criptovalute brilleranno nel 2018?

In attesa di un nuovo ciclo rialzista del bitcoin dopo il rally del 2017 non mancano gli aspetti del settore che suggeriscono di soffermarsi sulle criptovalute alternative

di Redazione Soldionline 7 mar 2018 ore 14:20

Dopo le brillanti performance messe a segno dalle principali criptovalute nel corso del 2017 e la pesante correzione subita nelle prime settimane del 2018, c'è spazio per nuove opportunità di investimento in queste asset class?
In attesa di un nuovo ciclo rialzista del bitcoin Matteo Oddi di Exante ha segnalato che non mancano gli aspetti del settore che suggeriscono di soffermarsi sulle criptovalute alternative.
Nell'analisi seguente l'esperto analizza tre cripovalute che potrebbero realizzare performance importanti nel corso del 2018.

 

Nel 2017 criptovalute come Bitcoin e Ripple hanno messo a segno rendimenti inimmaginabili per qualsiasi altra classe di asset.

criptovalute-listatoDopotutto stiamo parlando di un mercato che in soli 12 mesi ha espanso la sua capitalizzazione da 17 miliardi a 559 miliardi di dollari. Ma le performance scaturite da questa ondata di entusiasmo saranno molto difficili da ripetere, specialmente se guardiamo ai progetti più famosi. Lo stesso bitcoin, fedele alla sua fama di asset altamente volatile, nei primi mesi del 2018 è persino arrivato a perdere circa il 60% dai suoi massimi registrati a dicembre e la maggiore attenzione delle autorità di regolamentazione rischia di pesare sullo slancio futuro della creazione di Satoshi Nakamoto.

Ma se una parte del mercato pare attendere con impazienza un nuovo ciclo rialzista del BTC, non mancano gli aspetti del settore che suggeriscono di soffermarsi sulle criptovalute alternative.

“La crescente domanda di altcoin sarà uno dei leitmotiv del 2018”, sostiene Anatoly Knyazev di Exante, che cita tra i segnali evidenti di questo processo il recente lancio di tre trust di investimento dedicati a Ethereum, Litecoin e Bitcoin Cash da parte di Greyscale. “Questo trend è sostenuto tanto dalla maggiore facilità e rapidità di implementare update e nuove tecnologie nelle altcoin rispetto al bitcoin, quanto dalla volontà degli investitori di trovare la prossima criptovaluta pronta a esplodere”, aggiunge Knyazev.

Secondo Alexey Ivanov, fund manager per Polynom Crypto Capital a Mosca, una di queste è certamente la giapponese Cardano, tra le principali concorrenti di Ethereum e settima cripto più capitalizzata. Il suo token (ADA), che ha debuttato sul mercato meno di quattro mesi fa, attualmente viene scambiato a 0,26 dollari secondo Coinmarketcap.

Cardano vanta un linguaggio di programmazione avanzato e a prova di bug (Haskell) per la creazione e la gestione di smart contract e applicazioni decentralizzate su una piattaforma a più livelli. La mancanza di mining e un team costituito da ingegneri e ricercatori accademici sono altre caratteristiche degne di nota. I volumi sono ancora bassi ma, sostiene Ivanov, “una volta che Cardano verrà aggiunta su una piattaforma regolata, allora il suo prezzo potrà raddoppiare”.

Invece su Motley Fool l’esperto di criptovalute Sean Williams individua due altcoin dall’alto potenziale.
La prima si chiama Nano. In precedenza era nota come Raiblocks, ma ha cambiato nome il 21 gennaio 2018. I suoi punti di forza sono la scalabilità illimitata (ogni account nella rete possiede una propria blockchain) e le transazioni istantanee (7.000 al secondo, 1.000 volte più veloce di Bitcoin) senza costi di commissione.
“Ad oggi, la rete Raiblocks ha elaborato 4,2 milioni di transazioni con un registro di soli 1,7 Gb”, si legge nel white paper.
Anche in questo caso l’unica cosa che manca per il decollo definitivo del suo prezzo è l’annuncio di un partner commerciale di alto profilo.

Infine a completare questa panoramica c’è Qtum, una criptovaluta che si presenta come un ibrido tra Ethereum e Bitcoin, in quanto utilizza la Virtual Machine del primo (lo strumento che permette la scrittura di smart contract) su una versione modificata della blockchain del secondo. Questa particolare combinazione permette a Qtum di usufruire degli aggiornamenti tecnologici di entrambe le “sorelle maggiori”, come Lightning Network (Bitcoin) e Raiden (Ethereum).
A gennaio il token ha registrato il suo massimo storico a 94 dollari dopo che la Fondazione Qtum ha osservato che nel 2018 avrebbe annunciato cinque partnership.
Al momento Qtum, il cui prezzo nel frattempo è sceso intorno ai 23 dollari, conta 6 app decentralizzate live e altre 4 ancora in fase di prototipo.

La collaborazione più interessante, sottolinea Williams, con il servizio di streaming cinese Baofeng, una società con più di 200 milioni di iscritti che potrebbe “allargare la rete di Qtum a oltre 50.000 full nodes, ben oltre il potenziale di Bitcoin, e persino di Ethereum, in termini di scalabilità”.

E in quel caso potremmo assistere a un vero e proprio scombussolamento nei piani alti della top 10 delle criptovalute a maggiore capitalizzazione.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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