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Quale futuro per i mercati obbligazionari?

Secondo Benjamin Melman (Edmond de Rothschild Asset Management) gli operatori stanno cercando di capire quando la banca centrale europea potrebbe concludere il Quantitative Easing

di Edoardo Fagnani 15 feb 2017 ore 12:06

“Se la BCE dovesse arrivare a concludere il suo Quantitative Easing, i mercati obbligazionari potrebbero crollare, trascinando probabilmente verso il basso anche i mercati azionari”. È quanto sostiene Benjamin Melman, Head of Asset Allocation and Sovereign Debt di Edmond de Rothschild Asset Management.
 Secondo lo strategist gli operatori stanno cercando di capire quando la banca centrale europea potrebbe concludere il programma di acquisto di titoli; gli esperti ritengono che la fine del Quantitative Easing potrebbe arrivare entro il 2018. 
Sulla base di queste indicazioni Benjamin Melman ha fornito una propria indicazione di investimento sulle obbligazioni.

 

mercato-bondSui mercati obbligazionari, abbiamo ridotto i rating sui bond investment grade e sul debito pubblico europeo, anche se non ci aspettiamo un aumento significativo dei tassi d’interesse. 

Siamo convinti che la BCE rimarrà ancora accomodante per qualche tempo a venire, ma, nell’ambiente reflazionistico di oggi, i mercati potrebbero iniziare a speculare sulla fine del QE nel 2018. 
I mercati obbligazionari europei sono costosi e quindi offrono poco rendimento per compensare un aumento del rischio di volatilità.

Se la BCE dovesse arrivare a concludere il suo Quantitative Easing, i mercati obbligazionari potrebbero crollare, trascinando probabilmente verso il basso anche i mercati azionari. E qualsiasi aggravamento del rischio politico europeo avrebbe anche un impatto negativo sulle obbligazioni europee. In generale, ci troviamo in un ambiente in cui ogni nuova tensione sui mercati obbligazionari potrebbe intaccare anche quelli azionari. 
Questo significa che le coperture sull’ asset allocation obbligazionaria non offrono tanto valore di protezione e diversificazione. 

Abbiamo, di conseguenza, ridotto l’esposizione alle obbligazioni nei portafogli, ma continuiamo a vedere opportunità nei financial bond, high yield e nel debito europeo investment grade.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.

 

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