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Prudenza sui mercati azionari

I fattori che hanno determinato il recupero dei mercati continuino ad essere importanti, ma al contempo coesistono diversi e rilevanti elementi di incertezza

di Redazione Soldionline 12 apr 2016 ore 10:17

A cura di Anima

Europa: costruttivi ma con prudenza

Nonostante la recente ripresa delle Borse, considerando i fattori di incertezza ancora all’orizzonte e che potrebbero riportare volatilità nei prossimi mesi, il nostro orientamento sul mercato azionario si conferma neutrale e i portafogli dei nostri fondi azionari complessivamente risultano ancora improntati alla prudenza. A livello geografico tra Europa e Usa continuiamo a preferire, in termini relativi, e nel medio lungo periodo le Piazze europee, non solo per i futuri possibili rialzi dei tassi della Fed, ma per l’economia americana che presenta ormai un livello di maturità rispetto a quella europea. In un contesto di tassi ancora estremamente bassi (talvolta negativi), all’interno dei portafogli dei nostri fondi, tendiamo a privilegiare, trasversalmente, i titoli in grado di distribuire dividendi interessanti e potenzialmente crescenti. Nei portafogli europei la preferenza va per il comparto dei consumi, pur avendo recentemente aumentato l’esposizione al settore industriale. In generale restano sottopesati i titoli finanziari. Nell’ambito dei portafogli azionari flessibili continuiamo a privilegiare un basso livello di investimento nelle azioni e quindi nel livello di rischio.

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Italia: pesa il comparto bancario
Il peso significativo del settore bancario all’interno dell’indice FTSEMib è la causa principale del nostro giudizio di cautela nei confronti delle prospettive di breve termine del mercato azionario italiano. Del resto il contesto di tassi bassi determina problematiche di redditività per gli istituti di credito, senza contare che lo smaltimento dello stock di crediti deteriorati, sui cui la BCE ha molto insistito, non ha ancora visto una soluzione. Quindi nell’ambito di un’allocazione generalmente prudente preferiamo, oltre al tema trasversale dei dividendi, titoli maggiormente esposti alla ripresa della domanda domestica e dei consumi in particolare, come ad esempio il settore media. Il posizionamento si mantiene neutrale.

Usa: nessun cambiamento di view
Nel corso dell’ultimo mese si è assistito ad un miglioramento degli indicatori macro e ad una diminuzione del premio per il rischio. Ma proprio perché il ciclo economico americano si trova ad uno stadio maturo e in vista dei prossimi rialzi della Fed, il giudizio su questo segmento viene confermato negativo. Nonostante il mercato in generale continui a mostrare rendimenti modesti, alcuni settori continuano ad offrirne di soddisfacenti, sulla base della generazione di cassa: ne sono un esempio quello tecnologico, dei telefonici e dei consumi in generale. All’interno dei portafogli dei fondi focalizzati sulla Borsa americana si sta valutando l’investimento in società appartenenti a settori più ciclici.

Borse emergenti: giudizio neutrale
Queste Borse stanno ritornando attrattive, in quanto non ci si attendeva un indebolimento del dollaro e non si era riposta fiducia nel recupero di questi mercati. Per le azioni emergenti, dopo numerose settimane di sottoscrizioni nette negative, tra fondi a gestione attiva ed ETF, i flussi stanno ritornando molto positivi. Pertanto il giudizio da negativo diventa neutrale. La stagione degli utili è stata positiva nelle attese sulle vendite, ma negativa sui margini. I trend nelle revisioni rimangono piuttosto di segno negativo: negli ultimi anni il valore più basso si è verificato tra i risultati del I primo trimestre e quelli del II, all’aumentare della consapevolezza degli analisti che l’ottimismo incorporato nelle stime sull’anno nuovo diveniva eccessivo.

Borse asiatiche: in balia di materie prime e dollaro
La view su queste Borse è neutrale, in quanto su stabilizzazione dei prezzi delle materie prime e dollaro, fattori chiave per questi mercati, resta ancora molta incertezza. In Giappone le stime degli utili hanno storicamente toccato il minimo in marzo e tendono a sottostimare gli utili effettivamente riportati nel secondo trimestre. I mesi da aprile a maggio, a margine della comunicazione dei risultati annuali, hanno visto il maggior numero di annunci di riacquisto di azioni proprie (buyback) in valore e in volumi. Dato l’elevato livello di cassa nei bilanci societari (11,4% del totale delle attività) e la tendenza sempre positiva sugli standard di corporate governance, nei prossimi mesi gli annunci sono attesi sostenere il mercato nipponico. Inoltre, supporto fino alla fine dell’anno fiscale (31 marzo) dovrebbe arrivare anche da parte dei fondi pubblici, per limitare le performance negative che i fondi dovranno comunicare al mercato proprio poco prima del prossimo test dell’opinione pubblica sulla validità dell’Abenomics (la politica del Premier Shinzo Abe), cioè le nuove elezioni a luglio.

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