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Cosa aspettarsi dalle prossime scelte delle banche centrali? Saranno ancora colombe?

Cosa aspettarsi dalle prossime riunioni delle banche centrali di Europa e Usa? Sarà confermata l'impostazione "dovish", da colomba (ossia accomodante), delle politiche monetarie di BCE e FED?

di Redazione Soldionline 5 lug 2019 ore 11:32

Cosa aspettarsi dalle prossime riunioni delle banche centrali di Europa e Usa? Sarà confermata l'impostazione "dovish", da colomba (ossia accomodante), delle politiche monetarie che pare possano emergere dai prossimi board del governing council della BCE e del FOMC della FED? Sembrerebbe di sì. Ne ha scritto, di recente, il capo economista di Mirabaud AM, Gero Jung. Di seguito il commento dell'esperto:

 

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Il discorso di Mario Draghi a Sintra non ha lasciato dubbi sulla volontà della Banca Centrale Europea di allentare ulteriormente la politica monetaria. L’inflazione core allo 0,8% e le prospettive economiche dell’Eurozona non sono motivi di ottimismo. L’ostacolo a un’azione della BCE è abbastanza basso: soltanto la mancanza di miglioramenti sul fronte dell'inflazione, piuttosto che un peggioramento, costituirebbe una causa sufficiente. L’eco del messaggio di Draghi è stato ulteriormente amplificato quando ha ribadito la natura simmetrica del target di inflazione della BCE, confermando che l’Istituto di Francoforte non si rassegna a un'inflazione bassa nel medio termine.
 
Ci aspettiamo adesso che la BCE rafforzi la sua forward guidance collegando la politica monetaria alle prospettive di inflazione della zona Euro, e riteniamo possibile un taglio di 10 punti base del tasso sui depositi a -0,50% nella riunione del 12 settembre, oltre all’esenzione di parte del surplus delle riserve delle banche commerciali dai tassi negativi che attualmente le portano a pagare alla BCE più di 7 miliardi di euro all'anno. Questa mossa ha anche il sostegno dell'ex capo economista della BCE. I nuovi acquisti di attività e l'allentamento del limite per emittente saranno probabilmente presi in considerazione solo in un momento successivo.
 
fed_14Negli Stati Uniti, anche la Federal Reserve dovrebbe tagliare i tassi di 25 punti nel mese di luglio, sebbene la situazione sembri meno urgente. Il settore servizi è ancora solido e il mercato del lavoro non mostra segnali di rallentamento, ma il comprato manifatturiero continua a rallentare. Inoltre, sta aumentando il rischio che le aspettative di inflazione a lungo termine si stiano disancorando, come dimostra il calo dei tassi swap sull’inflazione di 30 pb dall'inizio di maggio. Tuttavia, la FED non sta ancora anticipando la fine dell'espansione economica e non ha avviato un nuovo round di tagli dei tassi. Una riduzione dei tassi ufficiali sarebbe di natura preventiva, finalizzata ad estendere la crescita economica in un contesto di elevata incertezza e inflazione moderata.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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