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Previsioni 2017: le tematiche di primo piano per i gestori

Il 2016 è stato certamente l'anno delle sorprese. Ma nonostante alcuni periodi sell-off di breve durata, i mercati globali hanno tenuto piuttosto bene. Cosa devono aspettarsi gli investitori per il 2017?

di Redazione Soldionline 17 gen 2017 ore 11:10

Il 2016 è stato certamente l'anno delle sorprese, in cui evento come la Brexit e l’elezione Trump hanno stupito il mondo. Tuttavia, nonostante alcuni periodi sell-off di breve durata, i mercati globali hanno tenuto piuttosto bene. Cosa devono quindi aspettarsi gli investitori per il 2017?

 

Alcuni specialisti di Natixis Global Asset Management in gestione azionaria, obbligazionaria e alternativa, nonché in gestione di investimenti sostenibili, presentano i temi, le opportunità e le soprese che il nuovo anno potrebbe portare per gli investitori.

2017-3"Selezione e diversificazione saranno le parole d’ordine per affrontare un 2017 che si preannuncia all’insegna di una maggiore volatilità - afferma Antonio Bottillo, Country Head ed Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Global Asset Management -. Il 2016 è stato un anno ricco di avvenimenti e sorprese: il voto su Brexit, l'elezione di Donald Trump e, infine, l'esito del Referendum italiano. Le incertezze a livello politico e la divergenza delle politiche monetarie saranno i temi dominanti del prossimo anno. Gli investitori dovranno quindi essere più selettivi e seguire la regola aurea della diversificazione, affidandosi alla gestione attiva".

 

BILL NYGREN, CFA® Partner e Portfolio Manager Harris Associate:

1. Crescita anemica? Per molti anni abbiamo previsto che la crescita globale sarebbe tornata vicino a livelli pre-crisi. La Banca Mondiale ha annunciato all’inizio di ogni anno l'imminente ritorno di una crescita a livelli ragionevoli. Poi, incorso d’anno, la Banca Mondiale ha sempre dovuto abbassare notevolmente le proprie aspettative. La bassa crescita ha permesso ai tassi di interesse di rimanere prossimi allo zero, ai prezzi delle commodity di restare al di sotto dei prezzi che potessero consentire nuovi progetti di esplorazione, e ha comportato che gli utili delle società nei settori ciclici si sono posizionati al di sotto del livello tendenziale.

 

2. Accelerazione della crescita? Se il 2017 sarà finalmente l'anno in cui la crescita ci sorprenderà in positivo, riteniamo che il mercato azionario vedrà protagonisti settori molto diversi. Ecco perché tendiamo a preferire società che potrebbero trarre vantaggio dall'aumento dei tassi di interesse (settore bancario e finanziario), dall'aumento dei prezzi delle commodity (settore energetico) e dall'aumento degli utili derivanti dai settori industriali ciclici.

 

3. Le incognite dell'amministrazione Trump. La scena politica statunitense giocherà un ruolo fondamentale nel determinare se la crescita globale accelererà o meno. Nel corso di una campagna presidenziale molto sgradevole, la parte risultata vincente ha promesso molte politiche sia di tipo pro-crescita che anti-crescita. Se la nuova amministrazione Trump si concentrerà sulla riforma fiscale e sulla riduzione delle regolmentazioni, la crescita potrebbe aumentare notevolmente. Se, invece, si concentrerà sulla restrizione del commercio globale e sulla deportazione degli immigrati illegali, la crescita probabilmente rallenterà. Riteniamo sia più probabile che preverranno le politiche pro-crescita, pur dovendo aggiungere che da molti anni le forze della crescita globale si sono dimostrate sufficientemente forti per superare maldestre politiche governative. Come investitori orientati al lungo termine, riteniamo che le valutazioni siano interessanti per le società che potrebbero trarre maggiore vantaggio da una rinnovata forza dell’economia.

 

Una sorpresa che potrebbe coglierci impreparati

azioni_5Un ritorno alla crescita potrebbe comportare una sorpresa davvero spiacevole per molti investitori, poiché alcuni investimenti ampiamente percepiti come sicuri potrebbero rivelarsi più rischiosi di quelli tradizionalmente considerati rischiosi. Gli investitori tendono a vedere il rischio di un titolo come la potenziale deviazione degli utili dal livello atteso, prestando poca attenzione al prezzo. Da tempo affermiamo che le imprese a bassa volatilità con rapporti P/E relativi storicamente elevati sono più rischiose rispetto alle imprese a maggior volatilità con rapporti P/E bassi. A fronte di tassi di interesse così bassi, le imprese stabili a bassa crescita che distribuiscono un'alta percentuale di utili sotto forma di dividendi sono divenute un ideale sostituito delle obbligazioni per gli investitori alla ricerca di rendimenti superiori rispetto a quelli disponibili sul mercato obbligazionario. Sebbene tali società abbiano generalmente registrato rapporti P/E inferiori alla media, oggi i loro titoli sono venduti con un notevole sovrapprezzo. Anche se le aziende avranno performance in linea con le attese, esiste un rischio sostanziale che i rapporti P/E ritornino alle medie di lungo periodo. Se i tassi di interesse saliranno, come prevediamo, allora è probabile che assisteremo ad un'inversione dei rapporti P/E. Ecco perché attualmente riteniamo che gran parte delle utility elettriche, dei fornitori di servizi di telecomunicazione e delle società di beni di consumo confezionati con sede negli Stati Uniti siano poco interessanti.

Inoltre, in un contesto di tassi più elevati, è probabile che le azioni si rivelino meno rischiose rispetto alle obbligazioni a lunga scadenza il cui prezzo è stato portato dagli investitori a livelli elevati con rendimenti storicamente bassi. Il 2017 potrebbe essere l’anno in cui gli investitori metteranno in dubbio le proprie convinzioni sul rischio.

 

ELAINE STOKE, Portfolio Manager, Fixed-Income Loomis, Sayles & Company:

Per il nuovo anno, le tre tematiche in cima ai miei pensieri sono: sostenibilità, crisi, e ciclo del credito.

 

In tutto il mondo, a fronte della crescente popolarità di visioni nazionaliste che dividono i popoli, prevediamo che la gente farà fatica a far fronte alle realtà di un mondo meno amichevole e tollerante. In primo piano emergono tensioni reali e problematiche nell’ambito dei diritti umani che pongono una nuova generazione di fronte a realtà dure da affrontare. Paese dopo paese, notiamo che gli estremismi ottengono sempre più seguito mentre le posizioni moderate tendono a perdere terreno. Si pongono quindi notevoli sfide per gli organismi governativi, che dovranno riuscire a tenere a bada il malcontento e riappropriarsi della gestione delle questioni politiche. È un contesto sano per stimolare una maggior crescita? I tempi in cui le banche centrali collaboravano tra loro sono ormai alle nostre spalle? Stiamo facendo un passo indietro in tema di commercio globale dopo i due grandi passi in avanti degli ultimi decenni?

 

Occorre prestare sempre più attenzione alle crescenti pressioni nella società, in questo processo di riduzione della cooperazione e di costruzione di muri, ritorno agli stati-nazione autoreferenziali e rivoluzione nelle tecnologie informatiche. A fronte di politiche di stampo protezionistico, di continue minacce terroristiche, dell'esplosione di scontri di frontiera, e di paesi che mostrano i muscoli mentre altri si chiudono in sé stessi, sono sempre più probabili fenomeni di cattiva comunicazione e interpretazione, nonché il rischio di comportamenti subdoli provocati dalla rabbia. La crisi geopolitica ed umanitaria è una realtà nell'attuale contesto.

 

Tutto questo costituisce il background per una nuova serie di politiche che si scagliano contro la lenta crescita dell'economia nel mondo sviluppato. La nuova direzione percorsa a livello politico - ossia quella di una politica fiscale aggressiva - sarà la risposta giusta in un prolungato contesto di fine ciclo, oppure si rivelerà tardiva, trascinandoci in una crisi ancora più grave? Quanto dureranno ancora i “bei tempi” e chi resterà indietro nel mirino della nuova politica?

 

JENS PEERS, CFA® Chief Investment Officer, Sustainable Equities Mirova:

È difficile guardare al 2017 senza menzionare i piani del presidente eletto Donald Trump. Detto questo, ecco le mie riflessioni in tema di investimenti sostenibili nel nuovo anno.

 

Le azioni potrebbero sovraperformare le obbligazioni. Gli sgravi fiscali e la spesa infrastrutturale potrebbero far aumentare gli utili aziendali, la crescita dell'occupazione e i consumi. Prevediamo che questi tre fattori supporteranno le performance dei mercati azionari. Al contempo, tornano le aspettative di una ripresa dell'inflazione. Mentre l'inflazione solitamente ha un impatto positivo sui mercati azionari, spinge verso l'alto i tassi d'interesse nominali e verso il basso i prezzi delle obbligazioni. In questo contesto, ci aspettiamo che le azioni sovraperformeranno le obbligazioni.

 

La crescente importanza dei green bond. Per la spesa infrastrutturale, il presidente eletto Trump intende fare molto affidamento sul settore privato per ottenere finanziamenti, essenzialmente tramite i PPP (partenariati di tipo pubblico-privato). Poiché il project financing prevede un uso intensivo di capitale e le banche a livello mondiale oggi prestano maggiore attenzione all'allocazione del proprio capitale, è possibile che il mercato obbligazionario svolgerà un ruolo sempre più importante. I proventi dei green bond sono utilizzati per finanziare progetti ben definiti con un impatto ambientale positivo: la mitigazione dei cambiamenti climatici, la qualità dell'acqua, la biodiversità, ecc. Sebbene il cambiamento climatico non sia in cima all'agenda di Trump, altri settori come l'acqua, la trasmissione efficiente di energia elettrica e l'efficienza dei trasporti su rotaia fanno sicuramente parte dei programmi infrastrutturali, il che potrebbe contribuire a far crescere la popolarità dei green bond.

 

analisi_29È necessario rimanere prudenti. All'indomani delle elezioni statunitensi, i titoli ciclici e quelli con esposizione alle infrastrutture sono andati molto bene a fronte della previsione, da parte degli investitori, di una rinnovata crescita dell'economia per una maggior spesa infrastrutturale di più lunga durata. Ci vorrà però del tempo prima che i dettagli di tale nuova spesa siano noti e ancor più tempo prima che ciò si traduca in utili per le imprese. Esiste quindi il rischio di una certa delusione rispetto ai prossimi utili trimestrali attesi.

 

L'importanza del pensiero tematico. L'urbanizzazione, la globalizzazione e la digitalizzazione sono tendenze importanti che hanno avuto un impatto sostanziale sul modo in cui viviamo oggi. Se da un lato si prevede che tali tendenze continueranno, alcuni ritengono che queste si stiano verificando troppo velocemente. Le diverse esigenze dei millennial rispetto all'invecchiamento della popolazione creano ulteriori tensioni a breve termine sul fronte politico ed economico. Il recente pullback dei titoli tecnologici e dei titoli legati al settore sanitario può costituire una buona opportunità di investimento a lungo termine, soprattutto nei settori legati alla medicina personalizzata, al trattamento delle malattie legate all'invecchiamento e all'assistenza agli anziani.

 

Le utility porteranno sorprese positive? Con la ripresa delle aspettative inflazionistiche, i tassi di interesse a lungo termine sono aumentati nelle prime settimane successive alle elezioni presidenziali. Di conseguenza, i titoli legati all’andamento dei mercati obbligazionari, come i Real Estate Investment Trust (REIT) e le utility, hanno avuto risultati meno brillanti rispetto al mercato azionario. Tuttavia, le utility statunitensi potrebbero essere fra i principali beneficiari di quei fattori che sembrano piacere molto agli investitori oggi: i tagli alla tassazione delle imprese, l'aumento della spesa infrastrutturale con opportunità nel settore dell'acqua e della trasmissione di energia elettrica (smart grid) e l'aumento dell'inflazione (poiché i prezzi dell'acqua e dell'energia sono solitamente rettificati per tener conto dell'inflazione).

 

U.S., LLC. DUNCAN WILKINSON, Chief Executive Officer, AlphaSimplex Grou:

Tassi di interesse in aumento. Sembra che i rendimenti dei titoli del tesoro statunitensi stiano aumentando.

Sebbene qualche cambiamento fosse intervenuto già ad ottobre, sono state le elezioni presidenziali dell'8 novembre ad aver realmente innescato un rialzo piuttosto improvviso e consistente del rendimento del decennale statunitense. Si tratta forse del punto di partenza per una ripresa costante dei rendimenti del Treasury? È troppo presto per dirlo. Resta comunque un buon esempio di come possa svilupparsi una tendenza sulla base di nuovi dati fondamentali.

Se i tassi di interesse continueranno a salire nel 2017, le posizioni lunghe sui bond saranno messe alla prova, e i portafogli in grado di andare corti sulle obbligazioni potranno essere avvantaggiati in un simile contesto. Gli investitori hanno beneficiato di una forte riduzione ciclica dei tassi di interesse negli ultimi trent'anni. Tuttavia, nel 2017 ciò non costituirà più uno svantaggio come lo è stato nel recente passato, anzi, potrebbe diventare un grande vantaggio.

 

Più rischio azionario e volatilità in aumento. Presso AlphaSimplex, disponiamo di un indicatore, il Downside Risk Index (DRI)*, che ci consente di valutare il rischio di ribasso sull’azionario. Attualmente tale indice del rischio azionario globale è elevato, sopra la media, seppur non a livelli estremi, per i titoli internazionali e dei mercati emergenti, mentre è attorno alla media per i titoli statunitensi.

Ciò può sembrare contrario alle aspettative, considerati i modesti guadagni ottenuti dalle azioni nel corso del 2016 e l'assenza di una forte reazione negativa dei mercati all'esito elettorale statunitense. Esaminando l'anno che si è appena concluso, notiamo come nel primo trimestre abbiamo assistito ad un "su e giù" continuo per le azioni, determinato dai timori globali sul rallentamento della crescita cinese. Sebbene sia passato quasi un anno, la salute dell'economia cinese continua a costituire un rischio globale a cui si è aggiunto un nuovo fattore, ossia la direzione che potrebbero prendere i rapporti commerciali tra USA e Cina. Nel 2016 abbiamo anche affrontato i timori relativi alla ripresa europea, complicata in parte dalla complessità del fenomeno dell'immigrazione e dalla crisi dei rifugiati. E non dimentichiamoci del voto sulla Brexit che, analogamente alle elezioni statunitensi, ha aggiunto notevole incertezza al quadro globale.

 

Volatilità nei cambiamenti normativi. Spesso si parla della volatilità dei titoli riferendosi alla deviazione standard dei rendimenti in un certo lasso temporale (ad esempio, in un mese, anno). Utilizziamo una misura matematicamente definita della volatilità dei titoli, che ci consente di avere un riferimento, fondato su dati verificabili, che possiamo confrontare con le medie storiche per determinare se la volatilità sia alta o bassa. Non esiste una misura analoga della volatilità dei cambiamenti normativi. Tuttavia, se esistesse, sarebbe schizzata recentemente a livelli record.

Durante l'amministrazione Obama abbiamo assistito all'introduzione di molte modifiche legislative e altre erano già a buon punto dell'iter normativo. Ciò ha riguardato molti campi, dai grandi regolamenti sul sistema finanziario, quali la Dodd-Frank Wall Street Reform e il Consumer Protection Act, a regolamenti più ampi con impatti sul settore finanziario, quali il Patient Protection and Affordable Care Act (ObamaCare), la proposta della Securities and Exchange Commission (SEC) sui derivati e sulla nuova regola sulla liquidità dei fondi, nonché le normative del Dipartimento del Lavoro sulla regola fiduciaria. Tali normative saranno forse abrogate e sostituite dall'amministrazione Trump? O saranno semplicemente ritoccate? Alcune di queste andranno incontro ad un lento declino nel corso dell'iter legislativo? Una di queste sarà attuata al solo scopo di abrogarne altre due?

È troppo presto per saperlo con certezza. Tuttavia, nel processo di assegnazione di posizioni vacanti alla nuova amministrazione, come i commissari SEC e il Segretario al Tesoro, ogni nuova informazione sarà oggetto di speculazione - alcune di tali informazioni potranno indicare un cambiamento mentre altre potranno essere segno di cambiamenti meno profondi rispetto a quanto previsto. Tale giustapposizione, come abbiamo ormai imparato, fa parte dello stile Trump. Il continuo marcia "avanti e indietro" e le implicazioni per i mercati, costituiscono ciò che definirei come Volatilità Normativa (o "VolNorm"), e direi che non sia mai stata così elevata.

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